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The core

Schede

09/03/2009

Viaggio al centro della terra

Per ironia della sorte, il luogo dell'universo più inaccessibile all'uomo, almeno per ora, è anche quello a lui più vicino. Non c'entrano distanze incommensurabili, come per la miriade di corpi celesti sperduti nello spazio infinito. Per quelle, è solo questione di tempo. L'uomo, il dominatore incontrastato del mondo, il viaggiatore del cosmo, deve bloccare la propria sete di conoscenza e di dominio sulla natura… poco al di sotto dei propri piedi. Lo studio diretto dell'interno del pianeta Terra, infatti, rimane ancora oggi un'impresa al di fuori della nostra portata. Percepiamo il respiro del profondo, ne avvertiamo i movimenti grandi e piccoli in ogni istante e in ogni luogo, a volte anche con catastrofica violenza. Ma dobbiamo accontentarci di questo, limitarci ad intuire, supporre, dedurre.
Da un diverso punto di vista, una miniera inesauribile di spunti: la fantascienza torna a rivolgere lo sguardo in basso, dopo tanto guardare al cielo e ancora più su, per riscoprire un filone inaugurato da lungimiranti pionieri il cui capofila è Jules Verne.
Conosciamo la parte più superficiale della crosta terrestre, grazie alle perforazioni petrolifere che raggiungono profondità non di molto superiori ai dieci - dodici chilometri. La lunghezza del raggio medio terrestre è calcolata intorno ai 6367,5 chilometri: facile concludere che non si va molto più giù dei due millesimi di questa misura. Si sa per certo, però, che la Terra non è un globo solido ed omogeneo, ma è composta da diversi involucri. La crosta terrestre, il mantello e il nucleo sono i principali “gusci” concentrici individuati. All'interno la materia si presenta allo stato fluido. Come si è arrivati a queste certezze, e alle altre informazioni che gli scienziati considerano attendibili a riguardo?
I terremoti costituiscono uno dei fenomeni endogeni più drammatici che colpiscono l'umanità e, nonostante l'impegno degli studiosi, tra i più difficili da prevenire e combattere. Proprio lo studio delle onde sismiche ha consentito la conoscenza, per via indiretta, delle parti più profonde della Terra. Le onde prodotte dai terremoti, infatti, quando si propagano producono dilatazioni e contrazioni dei materiali attraversati. La loro velocità aumenta con la profondità, da ciò si deduce che la densità del globo aumenta man mano che si scende. Se le onde poi incontrano strati con densità e struttura chimica diversa, il loro cammino subisce variazioni di velocità e direzione che derivano proprio dallo stato di aggregazione della materia: ciò conferma la struttura a “gusci concentrici” dell'interno della Terra.
Scendiamo a vederli. La fascia più esterna, costituita di materiali leggeri e di minor densità, è detta crosta o litosfera. Il suo spessore, non uniforme, va dai 6 – 7 chilometri in corrispondenza dei fondali oceanici (crosta oceanica) ai 70 in corrispondenza delle catene montuose (crosta continentale). Intorno ai 32 chilometri di profondità si trova una linea di separazione chiamata, dal nome del geologo che la scoprì nel 1909, discontinuità di Mohorovicìc. Tale superficie, che ha uno spessore oscillante tra i 5 e i 70 chilometri, separa la crosta dallo strato successivo, il mantello. Questo involucro intermedio, formato di materiali più pesanti e quindi più denso, possiede caratteristiche a cavallo fra lo stato solido e quello liquido. Si estende per circa 2900 chilometri ed occupa quasi l'80% del volume complessivo della Terra. A sua volta lo si suddivide in tre sezioni minori, dalle caratteristiche differenti: il mantello litosferico, rigido, l'astenosfera, di consistenza viscosa e parzialmente fusa, e la mesosfera, con consistenza rigida. Un'altra discontinuità, detta di Gutenberg, segna il passaggio dal mantello al nucleo, la parte più interna della Terra. Il nucleo è un'enorme sfera di 3470 chilometri di raggio, costituita da elementi pesanti, in prevalenza nichel e ferro, e materiali di alta densità, capaci di produrre il campo magnetico terrestre. Anche in questo caso si distinguono un nucleo esterno, che arriva a 5000 chilometri di profondità, con una zona allo stato liquido, e un nucleo interno, allo stato solido, dove le temperature raggiungono i 4000 – 5000 °C e la pressione varia da 1,3 a 3,5 milioni di atmosfere! La discontinuità di Lehmann segna la soglia di separazione tra di essi.


Scritto da ADMIN
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