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Sport e amicizia

Percorsi

09/03/2009
L'avventura agonistica rappresenta uno sfondo ideale per discorsi molto più larghi e intensi: spesso lo sport fornisce l'occasione per un riscatto, una rivincita del più piccolo sul più grande, dello "sfigato" sul predestinato, dell'outsider sul favorito. Apre la strada a cambiamenti, sviluppi duri da accettare ma fisiologici, movimenti evolutivi fisici e soprattutto psicologici. Sempre in stretta connessione con un altro pilastro della condizione umana: l'amicizia. Sullo schermo come nella vita. Se a tutto questo uniamo il piacere puramente estetico offerto dall'immagine sportiva, arriviamo a capire perchè la produzione cinematografica faccia ricorso tanto spesso ai "luoghi" del mondo dello sport. Il nostro itinerario è minimo, però, crediamo, non manca di una propria esemplarità: se lo sport aiuta a crescere, ed a farlo nel migliore dei modi, le tre pellicole prescelte sottolineano tre momenti fondamentali di tale processo. "All american boys" presenta gli adolescenti alle prese con le prime scelte "adulte" obbligatorie intorno ai diciotti anni, momenti di passaggio e crisi che ritornano altre volte nel corso della vita. Lo dimostra chiaramente "Un mercoledì da leoni", strutturato in varie fasi, sia cronologiche che umane, attraversate dai protagonisti, fino al momento in cui si potranno dire "grandi". La linearità di tale processo, seppure faticoso e non sempre felice, viene talora interrotta da eventi in grado di stravolgere intere esistenze. O di troncarle per sempre. E' quanto accade in "Gallipoli - Gli anni spezzati", dove è la guerra, eterna espressione della stupida crudeltà dell'uomo, a fungere da elemento-chiave.
Scritto da ADMIN
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