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Sognando Beckham

Schede

09/03/2009

Giovani sfidano

? stato presentato da molti come la versione al femminile di "Billy Elliot". Ma applicando questa definizione a Sognando Beckham si fa un torto ad ambedue i film e si opera una fin troppo comoda semplificazione. Anche perché in questo gioco di specchi si può dire, come è avvenuto, che "Billy Elliot" era il contraltare di "Girlfight", storia di una ragazza americana che vuole diventare pugile. In verità, lo spunto narrativo che accomuna queste storie - ma probabilmente molte altre, nella secolare vita del cinema - è quello di giovani caparbi, volitivi e con le idee sufficientemente chiare per difendere prima e garantire dopo lo sviluppo del loro straordinario talento. Fuori dall'ordinario, appunto, perché rompe gli schemi delle relazioni interpersonali, i codici familiari e sociali, le tradizioni culturali della comunità di cui questi giovani sono i prodotti "spuri". Billy, mite, gracile e tenero ragazzino inglese si rifiuta di dedicarsi alla boxe - uno sport maschio, che, nella concezione del padre e del fratello, minatori, dovrebbe fortificarlo nel corpo e nello spirito - per perseguire il sogno di diventare ballerino classico. Jess, così si chiama la giovane protagonista di "Sognando Beckham", si rifiuta di accettare il ruolo di "donna di casa" - buona moglie, buona madre, buona cuoca - che i suoi genitori, ma ancor di più la cultura della comunità a cui appartengono, hanno ritagliato per lei, che, invece, ha trasformato la sua stanza in mansarda in un santuario dedicato a David Beckham, mitico giocatore della nazionale inglese, bello, tenebroso e trasgressivo. Jess, però, non sogna David quale uomo ideale - come il corrivo titolo italiano potrebbe indurre a pensare - ma come idolo e modello "tecnico" a cui ispirarsi nel dispiegare la sua passione e il suo talento calcistico. Il titolo inglese del film, più puntuale, è, infatti: "Bend it like Beckham", vale a dire inclinala, addomesticala come Beckham, famoso per l'effetto particolare che sa dare al pallone. E questo lei fa con grande applicazione e ottimi risultati: tira le punizioni e segna i gol "alla Beckham". Lo fa, all'inizio, in un campo di fortuna nel parco vicino a casa, a Southhall, in West London, gareggiando con un gruppo di soli ragazzi. Una sua coetanea che suole passare per il parco la nota e ne percepisce subito le straordinarie qualità calcistiche. Anche lei gioca al calcio, ma in una vera e propria squadra, iscritta ad un campionato giovanile femminile. Jules, questo è il nome della ragazza, dopo averne parlato con il suo allenatore, propone a Jess di fare un provino, provocando l'entusiasmo della sua giovane compagna. Ma, c'è un ma, anzi, più di uno.

Alla natura un po' inusuale del suo talento si somma il fatto che Jess è indiana. Se la stessa amica Jules non ha il consenso unanime della sua famiglia anglosassone (la madre è ossessionata da quelle che lei considera propensioni mascoline, come, nel senso opposto, pensa il padre di Billy) si può dedurre quante difficoltà ed ostacoli potrà incontrare la incantevole Jess nell'imporre la sua scelta nell'ambito familiare - padre, madre e una sorella in procinto di sposarsi - allargato, come sovente accade nelle culture più tradizionali, ad una pletora di zie, zii e cugini, tutti affettuosissimi e premurosi, buoni ed allegri, ma tutti immersi e condizionati dalla loro cultura originaria, officianti appassionati dei riti di qualunque natura che la tradizione ha loro imposto e consegnato. Si inizia, così, una battaglia, sempre tenuta sui toni della leggerezza, divertente e sottile, fra Jess e la sua famiglia; l'una per strappare faticosamente consensi e permessi, anche a costo di candide bugie, ma senza mai perdere in fondo la schiettezza e l'amore per i suoi; gli altri per ricondurla con la persuasione, sempre con molto affetto e bonomia, nell'alveo della tradizione, verso il suo destino di sposa fedele, madre esemplare e cuoca esperta e raffinata. Così, in questo "tira e molla" pieno di buon senso e di rispetto, una volta Jess ottiene il consenso per andare giocare, un'altra concede lei alla madre la soddisfazione di imparare la preparazione di un tradizionale piatto indiano. Finché la storia giunge alla stretta finale. I protagonisti si trovano di fronte alla "madre di tutte le prove": la squadra in cui giocano Jess e Jules deve disputare la finale del torneo, ma, soprattutto, sarà presente alla partita il dirigente della più accreditata squadra americana di calcio femminile, al quale Joe, l'allenatore, ha segnalato le due ragazze, con la prospettiva di un loro ingaggio oltre oceano. La finale, però, cade nello stesso giorno in cui si celebra il matrimonio di Pinky, la sorella maggiore di Jess che per giunta ha la responsabilità di presiedere allo svolgimento della cerimonia al fine di risolvere i problemi grandi e piccoli che in cerimonie così complesse e lunghe si verificano sempre. In un crescendo narrativo, complicato dal momentaneo conflitto tra le due protagoniste, in cui si susseguono quasi spasmodicamente fatti e situazioni, commentati in gran parte dalla allegra, assordante e frenetica musica della festa nuziale, la storia giunge al suo epilogo. L'amore del padre consente a Jess di giocare uno scampolo di partita e di segnare, insieme con la ritrovata amica, i due gol che fanno vincere la finale alla squadra e a loro l'ingaggio negli Stati Uniti e l'iscrizione gratuita a un college.
Scritto da ADMIN
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