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Sinbad - La leggenda dei sette mari

Schede

09/03/2009
Una favola scatenata, ricca di rimandi letterari, diretta da Tim Johnson (Z la formica) e sceneggiata da John Logan (autore dello script de Il gladiatore). Sinbad è il solito temerario furfante, sempre pronto a ficcarsi nei guai in qualche pericolosa avventura lungo i fatidici sette mari, o nei pressi delle fanciulle più affascinanti. Stavolta, però, il nostro giovane eroe viene ingiustamente accusato di aver rubato il 'Libro della Pace', la cui scomparsa porterà la guerra tra le popolazioni della terra.
Dal recupero di quest'opera straordinaria non dipende solo la coesistenza pacifica tra i popoli, ma anche la sorte del suo amico d'infanzia Proteo, principe di Siracusa, il quale si è eletto garante, a rischio della propria testa, dell'innocenza del pirata che, di sicuro (?), tornerà con il libro trafugato. Il corsaro, dopo un furbesco tentativo di deviazione verso lidi più esotici, viene indirizzato dalla bella fidanzata di Proteo, Marina, di cui un tempo era innamorato, verso il rifugio di Eris, dea della discordia e del Caos, la quale, del tutto restia a cedere il prezioso cimelio, è pronta a scatenare tutto il suo fantasioso 'bestiario' contro Sinbad e la sua simpatica ciurma_

Com'è d'obbligo in una trama avventurosa, le peripezie e le sorprese si susseguono ad un ritmo vorticoso, imparentando il film più a Indiana Jones che all'astuto filibustiere delle novelle orientali. Così i tratti psicologici dei personaggi - e non se ne avverte la necessità - non sono delineati con la massima precisione, mentre, al contrario, i disegni sono piuttosto caratterizzati. Nel caso di Sinbad ritroviamo le movenze e le espressioni di Brad Pitt, che del resto fornisce la voce al protagonista nella versione originale.
A parte la qualità del doppiaggio che in Italia è stato affidato ai "rodatissimi" Pino Insegno (voce ufficiale di Brad Pitt) e Claudia Gerini, la vivacità della sceneggiatura e l'umorismo dei dialoghi, Sinbad - La leggenda dei sette mari vive di alcuni momenti indimenticabili come l'insidioso passaggio attraverso la malìa delle Sirene, l'entrata a Siracusa, porto popolato da una coloratissima varietà etnica, e soprattutto la scena del combattimento contro la piovra gigantesca.
Proteus è dotato d'una spiccata nobiltà d'animo, maniere più eleganti e una personalità meditativa, ben bilanciata da Sinbad che invece è guascone, irruento, istintivo, talmente pronto nelle risposte e nelle azioni, da conferire alle scene una rapidità incredibile, e alla vicenda un fascino particolare, il fascino della pirateria. Del resto, come si recita in Cantando dietro i paraventi: "Questi avventurieri dei mari erano uomini davvero singolari e nella suggestione di tale singolarità sta il segreto del loro fascino".
Scritto da ADMIN
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