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Segreti di stato

Schede

09/03/2009

Una nuova prospettiva

Riaprire un capitolo di Storia è sempre un fatto traumatico, perché se è vero, come è vero, che la Storia è in continuo movimento, un 'continuum' di ricerca critica, anche attraverso il dubbio, e di nuove scoperte, può succedere di trovarsi di fronte a scenari completamente diversi, spesso inquietanti.
Paolo Benvenuti, rigoroso e severo regista toscano al suo quinto lungometraggio, allievo di Straub, ha costruito la sua narrazione a partire dall'imponente lavoro di ricerca di Danilo Dolci, sociologo siciliano, morto qualche anno fa, il quale, accusato di sedizione per aver capeggiato nel '56 uno sciopero di contadini, fu tradotto al carcere dell'Ucciardone, dove trascorse un periodo di detenzione accanto ad alcuni uomini della banda Giuliano. Da quel contatto derivarono delle testimonianze molto interessanti che fecero da base ad una ricerca sistematica che Dolci condusse poi per anni, intervistando testimoni, vittime della strage e tutti coloro che avevano da riferire retroscena e fatti. Quella perpetrata a Portella della Ginestra, è la conclusione di Dolci, non fu una strage come le molte altre di quel periodo nero della storia siciliana, durante il quale gli omicidi di operai e contadini manifestanti erano frequenti: Portella della Ginestra è il primo atto della strategia della tensione in Italia, il primo laboratorio di depistaggio e copertura da parte di organi dello Stato, il primo esempio di collaborazione operativa 'sul territorio' tra mafia e politica, oltre che il primo esperimento di ingerenza di uno stato straniero nella sovranità, sia pure limitata, della nazione italiana. Quella di Portella della Ginestra, allora, non fu una semplice strage" ma quasi l'atto costitutivo della prima repubblica. Di questo sono convinti non solo Paolo Benvenuti e Danilo Dolci, ma anche un gruppo di storici, che hanno collaborato con il regista, ai quali egli ha fatto riferimento, prima di recarsi a consultare gli archivi del OSS (che adesso fa parte della Cia) a Washington, recentemente desecretati da Clinton, per analizzare i rapporti fra i servizi segreti americani e la Sicilia, scoprendo così i tasselli mancanti del grande puzzle che sta intorno alla strage.
Scritto da ADMIN
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