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Rosenstrasse

Schede

09/03/2009

Rosenstrasse come Plaza de Mayo

A vedere quel gruppo di "mogli coraggio" saldamente piantate in Rosenstrasse, a Berlino, davanti al palazzo nel quale sono rinchiusi i loro mariti ebrei, notte e giorno, incuranti del freddo, della fame, delle intimidazioni e delle violenze, vengono in mente e negli occhi le madri di Plaza de Mayo a Buenos Aires, che continuano a scendere in piazza da più di vent'anni chiedendo giustizia per i loro figli desaparecidos. Il coraggio e l'amore che muovono quelle piccole grandi donne sono gli stessi, anche se il tempo e lo spazio le distinguono. Quelle mogli ariane di mariti ebrei, infatti, vivono la criminale lucida follia nazista degli anni Trenta e Quaranta in Europa; le madri delle migliaia di giovani desaparecidos quella della dittatura militare argentina degli anni Settanta, in un mondo apparentemente liberatosi dal veleno del nazismo (Hitler disse: «Il nazismo durerà mille anni»).
Attraverso l'espediente narrativo di ricostruire il passato partendo dal presente - una tagazza di New York indaga sulle vicende della propria famiglia - Margarethe Von Trotta racconta una vicenda avvenuta a Berlino nel ' 43, resa possibile dal coraggio di un gruppo di donne. Una storia sulla dignità dell'uomo, sul suo onore, sull'amicizia, sulla solidarietà, valori molto facilmente smarribili nel clima diffuso di dis-umanità di quegl'anni. Un piccolo squarcio di luce nel buio dell'Olocausto, una pagina inedita di storia, efficace monito sul presente, raccontata fra i grattacieli di New York e quelli della nuova Potzdamerplatz, i cupi edifici della Berlino Est, e numerosi flash back sulla Berlino distrutta dalla guerra. Una vera lezione civile da parte della regista tedesca sessantunenne, che non si limita a registrare il fatto storico, ma che racconta come gli eventi storici entrano e spesso travolgono le vite private delle persone. E come queste ultime cercano di reagire, riuscendo, almeno questa volta, a sfuggire al ruolo di martiri. Durante la guerra le vite comuni assumono le sembianze di destini incredibili, le persone sono obbligate a prendere decisioni enormi, a superare sé stesse. In questo contesto la vicenda di una singola donna può diventare il simbolo della Storia vera e propria. Rosenstrasse comunque non vuole essere soltanto un tentativo di ricostruire la Storia - ma piuttosto di interpretarla, sia pure partendo da un fatto storico reale - offrendo un punto di vista 'artistico', che è il risultato certamente di letture, indagini e studi approfonditi, ma anche di sentimenti, coinvolgimenti ed emozioni. Ed è proprio questa la sua grandezza. Poiché grazie a questa partecipazione la storia di Lena rappresenta tutte le donne di Rosenstrasse, "Le puttane degli ebrei" come le chiamavano i nazisti.
Scritto da ADMIN
Tag: rosenstrasse,
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