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Ritratto di adolescente ‘in diretta’

Schede

24/11/2011

Scialla - Stai Sereno
Un film di Francesco Bruni. Con Fabrizio Bentivoglio, Barbora Bobulova, Filippo Scicchitano.
95', Commedia, RaiCinema/01 Distribution.

"Stare appresso alle pischelle è un po' da froci."
"La logica mi sfugge."
"Danneggiano la mia credibilità di strada."
"Questa bisogna che me la segni."

La storia della più improbabile delle amicizie, quella tra un padre suo malgrado ed un adolescente, raccontata con ironia e affetto, senza prediche né volgarità, ricorda da vicino a suo modo il rapporto insegnante-studente. E fa riflettere su quanto sia decisiva la collaborazione tra famiglia e scuola in un'epoca in cui gli adolescenti sono sempre più 'alieni'.


“Scialla nel gergo giovanile romano significa sta’ calmo, rilassati; più o meno come il take it easy americano. Secondo alcuni è derivato dall’arabo inshallah. Per me è un’espressione che ha diverse valenze: sorvolando sul fatto che i miei figli me la rivolgono in media una ventina di volte al giorno, mi piace l’invito alla moderazione e al quieto vivere che contiene; infine, la considero anche una sorta di manifesto poetico. Dopo aver a lungo riflettuto sull’aggettivo da associare alla parola commedia per definire il mio film, alla fine ho avuto un’illuminazione: Scialla! è proprio un classico esempio di “commedia scialla“. (Francesco Bruni)

La storia
Bruno, Fabrizio Bentivoglio, maturo e pigro cinquantenne,  vive nel suo spazioso salotto romano su via Ostinese, scrivendo autobiografie su commissione. Del suo antico talento di scrittore è rimasto quel poco che gli basta per scrivere “i libri degli altri“, le biografie di calciatori e star televisive.  Adesso sta scrivendo la biografia di Tina (Barbora Bobulova), famosa pornostar slovacca, divenuta ricca imprenditrice di film hard. Ex insegnante 'impegnato', ha iniziato, per garantirsi un altro piccolo stipendio, a dare svogliate ripetizioni a studenti altrettanto svogliati, fra i quali spicca il quindicenne Luca (Scicchitano), un 'coattone' sveglio e irriverente, che naturalmente va malissimo a scuola.
Una notte la madre del ragazzo si fa viva con una rivelazione che butta all’aria la vita di Bruno: Luca è suo figlio. Non solo: la donna è in procinto di partire per un lavoro di sei mesi da cooperante in Africa, e il ragazzo non può, e non vuole, seguirla laggiù. La donna chiede a Bruno di ospitare a casa sua il ragazzo, e di prendersi cura di lui, ma ad una condizione. Non dovrà, per nessuna ragione, rivelargli la sua vera identità. Inizia così una convivenza improbabile fra l’apatico ex professore e l’inquieto adolescente; sei mesi durante i quali Luca si troverà a confrontarsi con una figura maschile adulta e Bruno, suo malgrado, non potrà fare a meno di prendersi cura di quel figlio sconosciuto, che non solo sta per essere bocciato a scuola, ma sta cacciandosi in un brutto guaio.

La storia dell’incontro tumultuoso tra un genitore intellettuale (Fabrizio Bentivoglio), che ha rinunciato alle proprie ambizioni, e un ragazzo intelligente e ignorante (Filippo Scicchitano) che non sa di essere suo figlio: «Sono padre di un adolescente e in questi anni ho verificato di persona quanto può essere difficile trasmettere il valore della cultura in una società che privilegia tutt’altro». Commenta il regista Francesco Bruni. E, a proposito della difficoltà di far capire ai ragazzi il valore della cultura, aggiunge:  «Forse il loro rifiuto è dovuto anche alla mancanza di prospettive, alla consapevolezza che tanto laurearsi non serve a niente. Quand’ero ragazzo io, si poteva almeno sognare, questa, al contrario, è la prima generazione che si ritroverà a stare peggio della precedente».

Scicchitano, romano, 18 anni non ancora compiuti, protagonista 'per caso' del film,  è un autentico testimone di questo 'gap'. «Si è presentato ai provini per accompagnare un amico, la responsabile del casting gli ha fatto dire delle battute e quando l’ho visto ho pensato subito che era giusto per il ruolo». Gli studi li ha abbandonati da un po’, ma adesso, forse, tornerà sui suoi passi: «Ha detto che sta pensando di riprendere a frequentare la scuola». Magari è anche merito di Scialla che racconta come, con l’aiuto di un padre appena ritrovato, si può fare uno sforzo e risalire la china: «Ho scritto il film su Bentivoglio, se lui non fosse stato disponibile, non avrei potuto girarlo, volevo che fosse un po’ come un Bill Murray italiano, lento, trasognato, anche compassato, una tipologia rara nella nostra commedia». Nel pubblico, ad applaudire l’esordiente Bruni, c’è anche Paolo Virzì: «La regia mi è piaciuta moltissimo, è come mettersi a fare il presepe, però rimango prima di tutto lo sceneggiatore di Paolo, ci conosciamo da quasi 20 anni, abbiamo appena scritto il copione del suo prossimo lavoro e poi ne faremo anche un altro». Al regista livornese Scialla è molto piaciuto: «Lo ha amato fin dal primo montaggio e adesso lo sta seguendo con grande affetto».

Opera prima dello sceneggiatore storico, appunto, di Paolo Virzì, Bruni ha firmato tra gli altri "La prima cosa bella" e "Tutta la vita davanti", ,Scialla è una lieta sorpresa nel panorama cinematografico italiano che ci dimostra che si possono fare commedie civili e divertenti raccontando la realtà, senza trucchi narrativi  e scorciatoie comiche. Il segreto che rende il film a tratti irresistibile è che Bruni racconta un adolescente ‘vero’, che spesso dà l'impressione di essere filmato in diretta,  non un ragazzo immaginato al tavolino e non vuole proporci l’ennesima commedia generazionale, ma piuttosto l'incontro 'antropologico'  tra due mondi pressoché incapaci di comunicare. Una difficoltà sottolineata ulteriormente - e con effetti esilaranti - anche dalla scelta di dare due connotazioni regionali molto distanti ai due protagonisti, dove il romanesco di Luca mal si coniuga con il veneto di Bruno.
L’incontro tra Bruno e Luca cambia tutti e due ma all'autore non interessa tanto seguirli sul piano emotivo, sul terreno della commozione dove la relazione padre-figlio avrebbe potuto approdare, tantomeno su quello del predicozzo morale, quanto sulla inconscia ricerca di una guida da parte di un adolescente recalcitrante e apparentemente impermeabile a ogni stimolo. Sorprendente l'interpretazione di Filippo Scicchitano per la prima volta sullo schermo, in un ruolo sicuramente congeniale ma pieno di piccole contraddizioni, accompagnata da quella di un sornione Fabrizio Bentivoglio, che fa pensare al più svitato Drugo Lebowski.

Scritto da Patrizia Morfù
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