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Ritorno nella terra di mezzo

Schede

10/12/2012

Nove anni dopo Il Signore degli anelli – il ritorno del re, Peter Jackson porta sul grande schermo il progetto di una vita, per raccontare come tutto ebbe inizio.

Sessant’anni prima degli avvenimenti narrati ne Il Signore degli anelli, Bilbo Baggins, zio di Frodo, è un Hobbit simpatico ed abitudinario. Almeno fino a quando non incontra il leggendario mago Gandalf il grigio. L’uomo gli propone un’avventura: seguire Thorin Scudodiquercia ed i suoi tredici nani, attraverso terre piene di pericoli ed avventure. Con iniziale riluttanza Bilbo accetta: incontrerà goblin, orchi e lupi mannari. L’obiettivo è riavere il regno perduto dei nani di Erebor, conquistato molto tempo prima dal drago Smaug. Bilbo incontrerà anche una creatura che gli cambierà la vita per sempre…

Da solo con Gollum sulla riva di un lago sotterraneo, l’ignaro Bilbo non solo scoprirà un coraggio e una scaltrezza che lo sorprenderanno, ma otterrà casualmente anche il “tesoro” di Gollum, un anello che possiede qualità inaspettate e utili. Un semplice anello che però porta con sè l’intero destino della Terra di Mezzo in modi che Bilbo nemmeno riesce ad immaginare.

Cinque anni di lavorazione, due sui set tra Nuova Zelanda ed Inghilterra, tanto è durato il ritorno nella Terra di Mezzo di Peter Jackson. Quello dell’opera di John Ronald Reuel Tolkien è uno dei migliori adattamenti cinematografici mai riusciti. La trilogia de Il Signore degli anelli è entrata a tutti gli effetti nella storia della settima arte, miracolo che Jackson mira a ripetere con queste tre nuove pellicole, che oltretutto rappresentano per lui la realizzazione di un suo precedente progetto, oltre alla chiusura di uno dei più grandi cicli produttivi della storia del cinema. Prima di girare la celeberrima trilogia dell’anello Jackson aveva in mente di cominciare dal primo romanzo di Tolkien: Lo Hobbit, prequel a tutti gli effetti delle vicende narrate nella trilogia

Inizialmente concepito come un film in due parti, Lo Hobbit avrà invece un respiro ancora più grande con un terzo capitolo. La quantità di materiale offerto dal romanzo e la necessità di non condensare troppi eventi, hanno persuaso il regista a spalmare la storia in tre film. Pertanto avremo Un viaggio inaspettato il 13 Dicembre 2012, The desolation of Smaug a Natale 2013 e There and back again come chiusura a Luglio 2014.

Cast

Sin dall’inizio della produzione del film, Jackson ha esplicitato la sua intenzione di inserire nel film la più grande parte possibile delle persone già coinvolte nella trilogia de Il Signore degli Anelli, per dare, anche sul piano degli interpreti, una continuità tra le due trilogie.

Il primo ruolo assegnato ufficialmente dalla produzione è stato quello del protagonista Bilbo Baggins, affidato a Martin Freeman, che è stato preferito a James McAvoy, Tobey Maguire e David Tennant.  La scelta di Freeman è stata a lungo in stand by a causa dei precedenti impegni dell’attore  con la serie televisiva Sherlock, nel quale Freeman interpreta il Dottor Watson. Riguardo al ruolo di Gandalf, interpretato precedentemente da Ian McKellen, Jackson aveva affermato che non avrebbe mai e poi mai diretto il film senza la partecipazione dell’attore britannico. Ma in questo caso non c’è stato nessun problema perché McKellen ha dato la sua disponibilità già all’inizio della lavorazione, assieme ad Andy Serkis, il quale ritorna nel ruolo di Gollum. Per i ruoli dei nani, che nel film giocano un ruolo molto più importante rispetto al romanzo, la produzione ha ingaggiato gli attori Richard Armitage (Thorin Scudodiquercia), Graham McTavish (Dwalin), Ken Stott (Balin), Aidan Turner (Kíli), Dean O’Gorman (Fíli), Mark Hadlow (Dori), Jed Brophy (Nori), Adam Brown (Ori), John Callen (Óin), Peter Hambleton (Glóin), William Kircher (Bifur), James Nesbitt (Bofur) e Stephen Hunter (Bombur), mentre a Lee Pace è andato il ruolo del Re degli Elfi Silvani Thranduil.

La produzione

“Girare lo Hobbit non è semplicemente fare un film – ha spiegato Jackson – io lo vedo come un viaggio in un luogo ricco di poesia, bellezza, dramma”.  Il progetto de Lo Hobbit risale in realtà al 1995, ma non se ne fece nulla fino al 2007 quando le case di produzione MgM e New Line trovano finalmente un accordo. Jackson però non è convinto: in particolare la caratterizzazione dei nani lo spaventa e suggerisce il nome del collega Del Toro rimanendo a disposizione come produttore. Nel frattempo la Mgm rischia il fallimento e dopo il forfait di Del Toro si fanno per la regia i nomi di Neill Blomkamp, Brett Ratner e addirittura David Yates. Alla fine Jackson si persuade e riprende la sua creatura. “Ho capito che dovevo tornare a casa”, commenterà in seguito.

Ad affiancare il regista un braccio destro d’eccezione: a dirigere le riprese di seconda unità è infatti Andy Serkis, che presta le sue movenze a Gollum.  “Peter voleva qualcuno che conoscesse il suo modo di girare e allo stesso tempo capisse alla perfezione la Terra di Mezzo – ha dichiarato - Adoro lavorare con Peter perché con me è sia il miglior mentore che potessi trovare sia un capo che mi spinge a dare il meglio, ad osare quando giro. Non credo che molti registi lo farebbero”.  Fedelissimo all’opera Tolkeniana, Jackson si è concesso solo una piccola licenza poetica: piccole partecipazioni di personaggi non presenti nel romanzo originale, ma visti ne Il signore degli anelli, così da garantire una continuità tra le due trilogie. Rivedremo quindi Cate Blanchett (Galadriel), Orlando Bloom (Legolas) ed Elijah Wood (Frodo).

L’intera nuova trilogia è stata girata in 3D nativo come vuole la moda attuale, a 48 fotogrammi al secondo con una nuova versione delle telecamere utilizzate da James Cameron per Avatar.

Piccola curiosità: nella versione italiana Gandalf il grigio avrà un doppiatore d’eccezione: Gigi Proietti!

Riprese e location

Le riprese del film sono ufficialmente iniziate il 21 marzo 2011, dopo che Jackson, Walsh e Boyens avevano terminato la stesura definitiva della sceneggiatura, iniziata nel 2008.

Le prime settimane di riprese sono state girate a Wellington, nei Wellington Stone Street Studios. Qui è stata girata la scena dell’incontro tra Bilbo e Gollum, fondamentale secondo Jackson, oltreché uno dei punti cruciali del romanzo. Serkis doveva calarsi nuovamente nei panni di Gollum, e ha dovuto lavorare molto per rientrare nuovamente nella psiche del personaggio. Per Martin Freeman è stato ancora più difficile, perché doveva impersonare un personaggio che fino a quel momento non aveva mai interpretato. Tuttavia è stata proprio la scena con Gollum a dare a Freeman la spinta per entrare nella parte di Bilbo. Sempre nei Wellington Studios sono state girate le scene a Casa Baggins, eretta presso il palco B di Wellington proprio com’era accaduto per le riprese della trilogia de Il Signore degli Anelli. E’ qui che si incontrano per la prima volta gli interpreti dei nani.

In seguito le riprese si sono spostate nella città di Matamata e in altre località sconosciute della Nuova Zelanda. A Matamata si sono svolte le scene di Hobbiville, come già accaduto per le riprese della trilogia de Il Signore degli Anelli.

A Londra invece, presso i Pinewood Studios, il regista ha girato alcune scene con Christopher Lee nei panni di Saruman. L’attore, infatti, non ha potuto raggiungere la Nuova Zelanda a causa della sua età avanzata.

Le riprese si sono concluse il 6 luglio 2012, dopo 266 giorni di lavoro.

Il mondo di Tolkien

Considerato il padre della letteratura fantasy, John Ronald Reuel Tolkien, professore di filologia, scrittore, poeta, musicista e soprattutto inventore di mondi e di linguaggi, con i suoi più celebri romanzi Lo Hobbit e Il signore degli anelli ha creato una vera e propria cosmogonia, narrando la storia di un mondo dai suoi albori sino al sorgere della nostra era.

Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli, pubblicati in Gran Bretagna rispettivamente nel 1937 e nel 1954, rappresentano uno dei massimi cicli narrativi del Novecento: una storia epica al di fuori del tempo, capostipite del genere fantasy. Una storia di amicizia e valore, di oppressione e liberazione, di estremo sacrificio e redenzione... Lo Hobbit è un racconto fantasy che suona come un inno di speranza anche quando tutto sembra perduto, quando la fine sembra vicina. Tutto questo in un mondo immaginario, ma ricostruito con cura meticolosa, e in effetti assolutamente verosimile, perché dietro i suoi simboli si nasconde una realtà che dura oltre la storia: la lotta, senza tregua, fra il bene e il male. Leggenda e fiaba, tragedia e poema cavalleresco, il romanzo di Tolkien è in realtà un’allegoria della condizione umana che ripropone in chiave moderna i miti più antichi.

La trilogia di Peter Jackson

Se Tolkien fosse vivo avrebbe approvato: solo Jackson è riuscito nel miracolo di creare la Terra di Mezzo. Le creature di Tolkien vengono “tradite” per essere traghettate in una dimensione altrettanto potente e visionaria.

Il Signore degli Anelli, in originale The Lord of the Rings, è una trilogia fantasy del regista neozelandese Peter Jackson, basata sull’omonimo romanzo scritto da John Ronald Reuel Tolkien. Insieme a Ben-Hur e Titanic, Il Ritorno del Re è il film premiato con il maggior numero di premi Oscar, 11, e complessivamente la serie cinematografica è la più vittoriosa della storia: 17 statuette.

Attorno al 1995, la Miramax Films sviluppò un enorme progetto di adattamento dal vivo de Il Signore degli Anelli, con il regista neozelandese Peter Jackson dietro la macchina da presa, che avrebbe dovuto svilupparsi in due film. Quando la produzione divenne troppo costosa per le intenzioni della casa di produzione, la New Line Cinema rilevò la responsabilità della produzione, credendo fino in fondo nel progetto, e ampliando il numero di film da due a tre.

I tre film vennero girati contemporaneamente, in diversi set sparsi per la Nuova Zelanda, e sono caratterizzati da un ampio utilizzo di effetti speciali assolutamente innovativi e di modellini e diorama, sviluppati interamente dalla Weta Digital fondata da Peter Jackson stesso. La grafica computerizzata, in particolare, ha raggiunto livelli impensabili fino ad allora, sia nelle piccole ambientazioni (ad esempio la creazione del personaggio di Gollum, interamente in CG e primo esperimento nel genere così ben riuscito) che nelle scene delle grandi battaglie, per quali sono state programmate migliaia di comparse digitali, in modo tale che avessero una discreta autosufficienza di movimento ed azione.

Il ritorno del Re è stato anche il secondo film nella storia (dopo Titanic) a guadagnare più di un miliardo di dollari (in tutto il mondo); questo film, come incassi è il quarto film migliore di sempre nella storia del cinema, dopo Titanic, Avatar e Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 2.

Lo Hobbit: Un viaggio
inaspettato
(The Hobbit: An Unexpected Journey- part 1, 2012, New Zealand, Usa)
Regia di Peter Jackson con Martin Freeman, Orlando Bloom, Ian McKellen, Richard Armitage, Aidan Turner, Cate Blanchett, Elijah Wood, Lee Pace, Evangeline Lilly
166', Warner, Fantasy, Avventura
uscita 13 Dicembre

Scritto da Patrizia Morfù
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