questo sito contribuisce all'audience diiVid.it
Caricamento pagina in corso...

Rango - Quando il western di cartone diventa cult

Schede

07/03/2011

“Anche chi non ne ha mai visto nessuno ha chiara l’iconografia del western. È un marchio a sei “c”: cow-boy, cappello, cavallo, colt, cactus, carovana. […]”

Pierre Murat e Michel Grisolia, Cinegamebook – Tutto quello che c’è da sapere sul cinema

 

Va dato atto alla Paramount Pictures di aver risvegliato quell’interesse per il genere western che pareva assopito, specialmente a causa dei tanti critici che da tempo ne vaticinavano l’inevitabile declino. Ma il recente successo de Il Grinta, dei fratelli Coen, e l’imminente uscita di Rango, stanno dimostrando l’ottima scelta di direzione da parte della casa cinematografica sorta nel 1912, sia con il film live action che con l’originalissima animazione diretta da Gore Verbinski.

Rango si afferma come la pellicola animata esemplare della fiaba archetipa sulla frontiera americana, non solo in quanto utilizza adeguatamente gli stereotipi del genere, oppure perché dissemina il racconto di riferimenti al western classico e a quello “all’italiana”, ma anche per le citazioni – talvolta dotte, talaltra più popolari – provenienti dalla storia della cinema.

Così, all’irrinunciabile omaggio a John Ford, con la riproduzione del palcoscenico ideale della Monument Valley, e con l’inseguimento alla diligenza (in realtà una grossa tanica d’acqua) che rievoca Ombre rosse, il cinema di Sergio Leone la fa da padrone con lo scenario caldo e polveroso di Dirt City, con l’utilizzo sapiente e insistito dei primi piani e dei dettagli, con la musica evocativa di Hans Zimmer. Ciliegina sulla torta la presenza dello Spirito del West sotto le spoglie del più famoso pistolero che indossi il poncho: Clint Eastwood.

Naturalmente, Verbinski non dimentica di celebrare Mezzogiorno di fuoco di Fred Zinneman con il duello in strada intercalato dalle inquadrature dell’orologio della banca, o I magnifici sette di John Sturges, con lo schieramento in strada dello sceriffo e dei suoi aiutanti prima della caccia ai ladri dell’acqua. E la scena dell’inseguimento da parte dei pipistrelli lungo il canyon, che pare ispirata alla corsa degli sgusci di Guerre Stellari – La minaccia fantasma, è commentata dalla wagneriana Cavalcata delle Valchirie, a ricordare la carica degli elicotteri USA in Apocalypse now di Francis Ford Coppola, mentre le successive evoluzioni aeree di Rango vengono accompagnate dal valzer Sul bel Danubio Blu di Johan Strauss jr., citazione di 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick.

E non manca neppure l’occasione per ricordare il maestro del thriller, Alfred Hitchcock, quando il falco predatore cala in picchiata per attaccare l’accaldato camaleonte che si è appena allontanato dall’autostrada, così come accade all’incredulo Cary Grant, minacciato da un aeroplano, in Intrigo Internazionale, capolavoro del 1959. Lo stesso anno di A qualcuno piace caldo (Billy Wilder), di cui, nel cartone, viene nominato il suo celeberrimo adagio finale: “Nessuno è perfetto!”. E se ribadire il concetto del “cerchio della vita” richiama alla mente le vicende de Il Re Leone, la frase che meglio descrive lo spirito di questo splendido spaghetti western animato viene pronunciata dal temerario protagonista, circondato, assieme ai suoi, da una numerosissima banda di pipistrelli capitanata da un opossum: “Nessuno balla il tango senza Rango!”

CLAUDIO LUGI

Scritto da Claudio Lugi
Tag:
VOTO
 

SCRIVI UN COMMENTO

  • Image User
    Non risulti attualmente loggato!
    Non è più; possibile lasciare commenti.

FILM IN SALA

PROSSIMAMENTE