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Pirati da amare

Schede

30/03/2012

Dopo Wallace & Gromit (Premio Oscar) e Galline in Fuga, la premiatissima Aardman porta sullo schermo, in stop motion,  la più divertente e allegra ciurma di pirati.

Capitan Pirata è il terrore dei sette mari. E’ un marinaio entusiasta e fiducioso, che viaggia da sempre con un equipaggio di straccioni al suo fianco, imperturbabile davanti alle difficoltà e alle stranezze che gli si presentano davanti. Ha un sogno: sconfiggere i suoi acerrimi nemici Black Bellamy e Cutlass Liz per ricevere l'agognato premio di Pirata dell’Anno. Per farlo, costringerà il suo equipaggio a viaggiare dalle spiagge dell’esotica Blood Island alle strade nebbiose della Londra vittoriana. Durante il lungo esodo, incontrerà una regina diabolica ed un giovane e infelice scienziato, senza perdere mai di vista quello che un pirata ama di più: l’avventura!

L’idea di un film sui pirati è venuta al regista due volte candidato all’Oscar e co-fondatore della Aardman Peter Lord leggendo il libro di Gideon Defoe, ‘The Pirates! In an Adventure with Scientists: A Novel’, che suscitò immediatamente la sua ilarità.  “Amavo le storie dei pirati da ragazzo – ha spiegato -  in particolare  L’isola del tesoro. Queste storie hanno trasformato quella che probabilmente era una realtà terribile in qualcosa di entusiasmante, spavaldo, pieno di colori: le storie di pirati sono ambientate nei mari tropicali, con cieli di un blu intenso, i cannoni ed i costumi. Quindi, quando abbiamo trovato questa storia che parlava di un equipaggio di pirati incessantemente ottimisti, ci è sembrata un'occasione da non lasciarsi sfuggire.”

Non a caso i personaggi sono tutti estremamente sopra le righe, folli, incapaci, ma allo stesso tempo fiduciosi e ciecamente convinti dell’autorità del loro Capitano.

Capitan Pirata è doppiato in originale da Hugh Grant, lontano dallo schermo dal 2009, scelto da Lord e dal co-regista Jeff Newitt per i suoi tempi comici e la capacità di mantenere un tono che fosse borioso, prepotente, ma anche costantemente allegro.  “E’ un ottimista e proprio per questo motivo l’equipaggio è sempre dalla sua parte – dice l'attore britannico -. Ama la sua ciurma, il pappagallo della nave ed è molto orgoglioso della sua folta barba. E’ stato Peter Lord a scegliermi, mi ha fatto leggere il copione e mi ha fatto sbellicare dalle risate. E’ un personaggio in cui mi ritrovo, goffo e desideroso di vincere un premio. In alcuni versi mi ci riconosco, sebbene non sia un tipo che tiene all’Oscar, altrimenti avrei già avuto un esaurimento nervoso!”.  In Italia Capitan Pirata sarà doppiato da Christian De Sica.

Uno sforzo creativo, quello prodotto per questa pellicola, davvero notevole: una troupe di 320 persone, 33 animatori,  e 41 unità di ripresa in 4 diversi studi. Per realizzare la nave pirata, si è lavorato a mano (utilizzando anche delle lenticchie!) per ben 5.000 ore di lavoro.  I geni della Aardman vanno particolarmente fieri della barba del Capitano, dotata di un meccanismo speciale che la anima, formato da una chiavetta di quelle che servono per accordare le corde della chitarra.

Pirati! Briganti da strapazzo è stato realizzato con la tecnica stop motion, praticamente marchio di fabbrica della Aardman, tecnologia grazie alla quale ha portato a casa ben quattro premi Oscar.

“Possiamo dire che realizziamo l’animazione nello stesso modo in cui lo abbiamo fatto negli ultimi 50 anni – conclude Lord - ma qui abbiamo utilizzato anche gli effetti visivi e l’animazione computerizzata. Abbiamo preso la nave dei pirati e l’abbiamo messa sopra ad un mare realizzato in CG, unendo il meglio di entrambe le tecnologie. Non so se esista uno stile Aardman in termini di design, ma certamente esiste in termini di impegno nel creare e costruire con abilità e perizia”.

 

I pirati nella storia del Cinema

Che la pirateria e tutte le storie e leggende che le girano intorno abbiano da sempre un grandissimo appeal per il mondo del cinema è cosa arcinota, tanto da aver creato un vero e proprio sotto genere del filone avventura con all'incirca più di sessanta produzioni. Avventure esotiche, coniugate in vari modi, da quelle indirizzate (come questa della Aardman) ad un pubblico familiare ed ai più piccoli, a quelle più avvetrurose e trasgressive indirizzate ad un pubblico più adulto.

L'isola del tesoro

Una delle fonti di ispirazione più amate dal cinema della 'filibusta' è L'Isola del tesoro di Robert Louis Stevenson, scritto nell’epoca d’oro della pirateria, il Settecento. Tra le versioni cinematografiche del romanzo, le migliori restano quella del 1934 di Victor Fleming e quella del 1950 con Robert Newton nei panni di Long John Silver (ruolo interpretato tra gli altri anche da Orson Welles in un adattamento poco fortunato del 1972).

Capitan Blood
Un altro personaggio, tratto da un romanzo di Rafael Sabatini del 1922, è Capitan Blood, un sorta di Robin Hood dei mari. Il miglior interprete di Capitan Blood è stato Errol Flynn diretto da Michael Curtiz (1935), protagonista di spettacolari duelli e arrembaggi a bordo di un galeone, oltre che eroe romantico al fianco di Olivia de Havilland.  Anche l'Italia ha creato dei celebri pirati come Henry Morgan, luogotenente del Corsaro Nero, scritto da Emilio Salgari e portato al cinema da Sergio Sollima (1976).


Hook – Capitan Uncino

I più giovani ricorderanno certamente con affetto il Peter Pan della Disney, storia di un bambino che rifiuta di crescere,  e ambientato nella misteriosa Isola che Non c'è, dove a spadroneggiare è il terribile Capitan Uncino.

Proprio da questa fiaba nel 1991 Steven Spielberg prese ispirazione per l'indimenticato Hook – Capitan Uncino. Peter Pan, interpretato da Robin Williams, ha abbandonato l'Isola che non c'è, sposato la nipote di Wendy e dimenticato la sua vita precedente. Quando però il terribile Uncino (un impareggiabile Dustin Hoffman), fa rapire e portare sull'Isola i figli Jack e Maggie, i Bimbi sperduti decidono di aiutare Peter, ormai avvocato pantofolaio, a ricordare il suo passato, tornare a combattere e chiudere il cerchio con il suo nemico mortale. Nel cast anche uno spassoso Bob Hoskins nei panni di Spugna e Julia Roberts in quelli di Campanellino.

Jack Sparrow

Irriverente, colorato e folle: altro film sui Pirati, leggermente più 'sui generis' è senza dubbio la saga di Jack Sparrow e compagni, la cui impronta è evidente in Pirati! Briganti da strapazzo. Tutto ha inizio nel 2006, quando Gore Verbinski decide di dedicarsi alla produzione di una pellicola che raccontasse le vicende di una coppia di innamorati, Keira Knightley ed Orlando Bloom appunto, coinvolti in una strampalata avventura dallo stralunato Capitan Jack Sparrow. Il prescelto per il ruolo Johnny Depp si cucì talmente bene il ruolo addosso da trasformare il film in un vero e proprio cult, soprattutto grazie al look da rockstar, a tutt'oggi copiato e citato in molte altre produzioni. Pur nella sua leggerezza, la pellicola contiene comunque molte citazioni intelligenti che hanno sempre a che fare con film precedenti sui Pirati. Ad esempio la bandiera utilizzata dalla Perla Nera è quella del famoso pirata John Rackham. La storia è in gran parte ambientata a Port Royal,  come Capitan Blood del '36 con Errol Flynn diretto da Michael Curtiz. La camminata sott'acqua usando la scialuppa di salvataggio come serbatoio d'aria è un omaggio al classico  Il corsaro dell'isola verde con Burt Lancaster.

LA STORIA DELLA PIRATERIA

Quella del pirata si colloca, nell’immaginario collettivo, al limite tra realtà e leggenda proprio in virtù della straordinaria quantità di materiale letterario, cinematografico, fiabesco che la riguarda. Le origini della pirateria sono antichissime. Il termine “pirata”, deriva dal verbo greco “peiraomai” che significa “provare un assalto”: esso sta ad indicare proprio il carattere brigantesco di questi personaggi. Nel mondo classico, ci sono numerosi esempi di pirateria: gli Etruschi avevano la fama di pirati efferati; durante il suo governo, Pompeo scelse di combattere una vera e propria guerra contro la pirateria; Svetonio  (“De vita Caesarum”) e Plutarco (“Vite parallele”) raccontano di un giovanissimo Cesare preso in ostaggio da pirati che navigavano intorno a Rodi. Il Mediterraneo rd in particolare il mar Egeo nell'antichità erano infestati dai pirati.

La pirateria “in senso moderno” ha inizio nel XVII secolo nel Mar delle Antille, raggiungendo rapidamente tutti i continenti. Determinanti nell’affermazione della pirateria furono la Francia e l’Inghilterra, che per c ontrastare la Spagna, finanziarono celebri corsari (Henry Morgan fu nominato Baronetto). La pirateria è un fenomeno ancora attuale. Vedi gli attacchi alle navi mercantili nel Corno d'Africa, e nell’Oceano Indiano. .

La Bibbia dei  Pirati

La Bibbia del mondo della pirateria è “A General History of the Pyrates”, del Capitano Charles Johnson (1724). Quest’opera ebbe grande risonanza al tempo della sua prima pubblicazione perché spiegava con precisione la vita dei pirati attraverso le biografie di venti di loro, contemporanei all’autore. Si comprende come una nave contrassegnata dalla caratteristica bandiera con il teschio viva secondo leggi proprie: ad esempio, scopriamo che il capitano viene eletto dalla ciurma e sottoposto al giudizio del cosiddetto quartiermastro (che ha il potere di rimuoverlo dall’incarico in caso di condotta non corretta) ; per regolamenti di conti, la frusta tipica che si usa in mare è il “gatto a nove code” e lo stesso marinaio che deve subire la punizione la prepara; le decisioni più importanti vengono prese da tutto l’equipaggio insieme, per alzata di mano; il capitano può dare ordini soltanto durante le battaglie e deve dividere equamente il bottino, senza avere alcun privilegio su di esso.

Jolly Roger

Il “Jollly Roger” è il nome dato alla tradizionale bandiera che contraddistingue le navi-pirata. Raffigura, su uno sfondo nero, due ossa (tibie) incrociate sovrastate da un teschio bianco.

4 Aprile

Pirati! Briganti da strapazzo

(The Pirates! Band of Misfits, 2012, Usa, Gran Bretagna)

Regia di Peter Lord, Jeff Newitt

 Warner Italia, Animazione, Avventura, Per la famiglia

Scritto da Patrizia Morfù
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