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Piazza delle cinque lune

Schede

09/03/2009

Via Mario Fani

Giovedì 16 marzo 1978, ore 9,25. Gli ascoltatori della trasmissione radiofonica "Stanotte, stamani" condotta da Luisella Boni, apprendono dalla viva voce dello speaker del GR2, che interrompe le trasmissioni regolari, un fatto che ha dell'incredibile: il presidente della Democrazia Cristiana, Aldo Moro, è stato rapito in prossimità della sua abitazione, in via Mario Fani, dopo il massacro della sua scorta. Dopo quasi mezz'ora il TG1, con la concitata cronaca di Paolo Fraiese, mostra i corpi degli agenti, coperti da un telo, nella raccapricciante scena del delitto. Alle 10,10, con una telefonata alla redazione centrale dell'ANSA, le Brigate Rosse rivendicano il rapimento con queste parole:
"Questa mattina abbiamo sequestrato il Presidente della DC Aldo Moro ed eliminato la sua guardia del corpo, teste di cuoio di Cossiga. Seguirà comunicato".
A distanza di qualche minuto messaggi analoghi giungono alle redazioni di Roma e Torino della stessa agenzia di stampa. Si chiede la liberazione di alcuni brigatisti detenuti a Torino e di altri appartenenti ai NAP (Nuclei Armati Proletari) in cambio della vita di Moro. Alle 10,30 la Federazione Unitaria CGIL, CISL e UIL proclama lo sciopero generale dalle 11,00 alle 24,00, mentre scioperi spontanei si sono già attuati nelle fabbriche, negli uffici e nelle scuole. I negozi abbassano le saracinesche, le madri corrono a portar via i loro figli dalle scuole. Alle 11,30 il Ministro dell'Interno Francesco Cossiga incontra al Viminale i Ministri di Difesa e di Grazia e Giustizia, nonché i vertici della Polizia, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, dei Servizi Segreti e delle Forze Armate, per dare avvio ai primi posti di blocco e ai primi setacciamenti, anche se in modo disorganico e concitato. Viene costituito il primo comitato tecnico operativo, che per 55 giorni avrà l'incarico di coordinare le ricerche dei terroristi e dell'ostaggio. La commissione parlamentare d'inchiesta avrebbe accertato poi che, all'epoca di via Fani, era in vigore un sistema di pianificazione per la tutela dell'ordine pubblico risalente agli anni Cinquanta, il quale non prevedeva interventi per azioni di tipo terroristico ed il sequestro di un uomo politico non era nemmmeno previsto. Nel frattempo il quarto governo Andreotti, che quella mattina si presentava alla Camera per ottenere la fiducia, con l'assoluta novità per la trentennale repubblica italiana dell'appoggio esterno dei comunisti, trascinati proprio da Moro in quell'insolito ruolo, ottiene la fiducia in un tempo record, senza alcun dibattito e nella stessa giornata sia alla Camera che al Senato.


Scritto da ADMIN
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