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Percy Jackson - Viaggio nei miti di ieri… e nell’America di oggi!

Schede

15/02/2010

Quelle che seguono sono informazioni ed eventuali integrazioni ai riferimenti, alle leggende e ai personaggi più importanti della mitologia, che popolano il romanzo di Rick Riordan e il film di Chris Columbus. Le presentiamo, note e meno note, in ordine alfabetico, senza una particolare gerarchia, ma mettendone in luce gli aspetti più insoliti e umoristici…

Percy JacksonADE - PLUTONE (Steve Coogan) Fratello di Zeus e dio dell’Oltretomba, Ade è uno degli indiziati del furto della Folgore di Zeus, e pare coinvolto nel complotto che mira a provocare un disastroso conflitto tra gli dei dell’Olimpo. Percy Jacskon, giunto al suo cospetto, è fortemente impressionato da quella figura diafana e imponente, e paragona il carisma maligno e ipnotizzante della divinità all’immagine di Hitler, di Napoleone, o di Bin Laden…

ARACNE Fu trasformata in ragno da Atena per aver tessuto uno splendido arazzo che dileggiava Zeus e le sue numerose mogli. Ne Il Ladro di fulmini Percy e Annabeth finiscono nella trappola ordita da Efesto per sorprendere insieme Ares e Afrodite. Migliaia di ragni attaccano i due ragazzi per imprigionarli in una rete. Diverse telecamere attivate dalle statue dorate di Cupido sono pronte a trasferire quelle immagini in diretta verso gli schermi dell’Olimpo…

ARGO. È un gigante dotato di cento occhi, “che tutto vede”, perciò vigila sui giovani del Campo dei Mezzosangue. Il mito lo ricorda come l’uccisore di Echidna, ma ben più famosa è la vicenda che lo lega alla sorveglianza, per conto di Era, della ninfa Io, cara a Zeus. Ermes, incaricato di liberarla, narra al gigante una storia che gli fa chiudere tutti gli occhi; poi gli recide il capo e libera la ninfa. Era conservò i cento occhi di Argo e li pose sulle piume del pavone, l’animale a lei sacro.

Percy JacksonARPIE. Orribili avvoltoi dal viso di donna che troviamo nel Campo dei Mezzosangue impiegati nei lavori domestici. Creature mostruose, zozze e rapitrici, Dante le sistema presso i suicidi, nel Canto XIII dell’Inferno: il loro urlo è agghiacciante.

BESTIARIO. I racconti mitologici sono ricchi di presenze animali, gigantesche, ibride o mostruose. Anche in Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo: Il Ladro di fulmini ne incontriamo diverse specie pericolose e inquietanti, dal segugio infernale ai ragni, dal cinghiale allo scorpione, dai pipistrelli ai mostri appresso descritti: Aracne, Cerbero, Chimera…

CAMPO DEI MEZZOSANGUE. È il centro di formazione e addestramento per i giovani semidei, situato presso l’omonima collina, nel territorio di Long Island. Vi si trovano fontane e statue, aiuole e giardini, un lago artificiale e varie costruzioni tipiche dell’Antica Grecia (anfiteatro, odeon, arena…), tra cui le “12 capanne”, alloggiamenti simili a caserme provviste di grandi camerate, intitolate alle rispettive divinità olimpiche, dove vengono ospitati i mezzosangue e gli aspiranti eroi. Direttore della struttura è il dio Dioniso, affiancato dal centauro Chirone.

CARONTE. Era il demone traghettatore dell’Aldilà. Come psicopompo trasportava i defunti da una riva all’altra del fiume Acheronte, ma solo se i loro cadaveri disponevano di una moneta per pagare il viaggio; chi non l’aveva era costretto a vagare tra le nebbie del fiume per un secolo. Dante colloca nel Canto III dell’Inferno il vecchio nocchiero con barba e occhi infuocati. Invece, nel libro di Riordan l’aspetto di Caronte è quello di un uomo “palestrato”, di carnagione scura e capelli biondi a spazzola. Indossa occhiali da sole neri e costosi abiti firmati. Quando traghetta i semidei attraverso lo Stige, la sua fisionomia torna simile a quella descritta dall’Alighieri.

CENTAURI. Dalla Tessaglia, regione selvaggia e impervia, un popolo di orgogliosi cavalieri diede spunto alla vivida fantasia greca: così nacquero i mitici uomini-cavallo, insuperabili arcieri che parlano, galoppano e brandiscono la clava con somma destrezza. Solitamente rozzi e feroci, ad eccezione di Chirone, e grandi bevitori di vino, i centauri non disdegnano la compagnia di Dioniso.

CERBERO. Il mastino tricefalo sistemato sulla soglia dell’Ade è, per tradizione, uno dei mostri più spaventosi della mitologia. Figlio di Echidna e Tifone, ricoperto da peluria serpentina, e dotato di un latrato tonitruante, è collocato da Dante nel terzo cerchio dell’Inferno (Canto VI). Naturalmente “il sommo poeta” ne modifica l’aspetto secondo le esigenze del bestiario medievale, caricandolo, inoltre, di varie allegorie. Nel lungometraggio è un rottweiler dalle dimensioni gigantesche, e che sputa fuoco dalle tre fauci. Come faranno Percy, Grover e Annabeth a superarlo?

CHIMERA. Sorella di Cerbero, veniva anticamente raffigurata con corpo di capra, coda di serpente e testa leonina. Sputava fuoco dalle fauci, e il morso della coda era velenoso e letale. Sull’ascensore del Gateway Arch di Saint Louis tale “simpatica” creatura, nel film sotto le spoglie di un chihuahua al guinzaglio della madre Echidna, assalirà Percy.

CHIRONE (Pierce Brosnan) Tra i seguaci del centauro più celebre della mitologia oggi ci sarebbe sicuramente Valentino Rossi. Ma altri campioni, da Ercole ad Achille, da Giasone ai Dioscuri, da Teseo a Percy Jackson, hanno usufruito della sua saggezza e dei suoi preziosi insegnamenti.

CRONO - SATURNO e LA TITANOMACHIA. Dio del tempo, era il più giovane dei Titani. Aiutò Gea, la Madre Terra a liberarsi di Urano, e prese il suo posto alla guida del mondo. Scacciò i fratelli Ciclopi e Giganti, e li confinò nel Tartaro. In seguito sposò la sorella Rea, dalla quale ebbe i principali dei dell’Olimpo. Per evitare di perdere il potere, così come gli era stato predetto, e come era capitato a suo padre, Crono prese a divorare i piccoli figli (Demetra, Era, Estia, Ade e Poseidone) via via che la titanessa li partoriva. Ma quando nacque Zeus, Rea diede al Titano una pietra avvolta in fasce al posto di suo figlio. Poi, quando Zeus crebbe, con l’inganno costrinse Crono a vomitare i suoi fratelli e le sue sorelle, che naturalmente, essendo divinità immortali, avevano continuato a vivere intatti nello stomaco di Crono. “Nella guerra contro i Titani Zeus smembrò il padre in migliaia di pezzi, e lo gettò nell’abisso più oscuro del Tartaro. Anche l’esercito dei Titani venne sbaragliato, la loro fortezza sull’Etna distrutta, i loro mostruosi alleati scacciati negli angoli più remoti della terra. E, tuttavia, i Titani non possono morire, proprio come gli dei. In qualche orribile forma, Crono è ancora vivo, ancora cosciente nel suo eterno dolore, ancora avido di potere.” (In corsivo un breve estratto dal libro Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo: Il Ladro di fulmini, pp. 11-12 e 332-333).

ECHIDNA. Mostruosa creatura dal corpo di donna, e con una coda di serpente al posto delle gambe, la troviamo sul Gateway Arch ad attentare alla vita di Percy, che, però, la stuzzica paragonandola a un formichiere. In realtà, l’echidna australiano somiglierebbe più a un istrice…

Percy JacksonERACLE - ERCOLE. Figlio di Zeus e Alcmena, questo semidio, assai venerato a Roma con il nome di Ercole, archetipo della forza e dell’eroismo, è citato frequentemente nella storia in esame. Era, gelosa di Zeus, e indispettita dal neonato allorché le fu posto sul seno a suggere il suo latte, volle vendicarsi collocando un paio di serpenti velenosi nella camera da letto del piccolo, il quale, così come accadde a Percy, li soffocò come insulsi vermiciattoli.

FIUMI INFERNALI. Sono cinque: Acheronte, Flegetonte, Cocito, Stige e Leto. Ricorrono in vari miti, ove si intersecano, oppure si scambiano il ruolo di affluenti. In Omero ed Esiodo lo Stige è il fiume dell’Oltretomba per eccellenza, così pure nel romanzo di Riordan.

FOLGORE. Il simbolo del potere di Zeus era la prima arma forgiata dai Ciclopi per la guerra contro i Titani. Dotata di una potenza tale che a confronto le bombe a idrogeno paiono fuochi d’artificio, essa ha scoperchiato la cima dell’Etna spodestando Crono dal suo trono.

ERINNI - FURIE. Termine attribuito dai Latini alle Erinni. Esse erano tre sorelle demoniache (Aletto, Megera e Tisifone), battezzate con l’epiteto di Eumenidi (“benevole”), e rappresentate come figure alate e anguicrinite, che cacciano urla terrificanti. Spietate esecutrici degli ordini di Ade, le Furie saranno un tormento costante per Percy e i suoi amici, fino all’arrivo negli inferi.

GIARDINO DELLE ESPERIDI. Luogo leggendario della mitologia greca presso il quale cresceva un albero dai pomi d’oro. Eracle vi realizzò l’undecima fatica.

MEDUSA (Uma Thurman) Unica mortale tra le Gorgoni, ricordiamo Medusa come uno dei mostri più affascinanti della mitologia, alla quale non poteva mancare un ruolo nel film di Chris Columbus. Interpretata da Uma Thurman, la signora M, dallo sguardo pietrificante, gestisce un emporio di nani da giardino e di altre statue in pietra (!). Percy, come l’eroe Perseo, non cade nella trappola della fascinosa donna, e le mozza il capo, esattamente come recita la leggenda. Però, in questo caso, decide di inviare lo scomodo trofeo agli Olimpi. Che impertinente!

MINOTAURO. Frutto dell’amplesso incestuoso tra Pasifae, moglie del re Minosse, e il toro bianco di Poseidone inviato a Creta per il sacrificio in suo onore, quest’essere mostruoso dalla testa taurina e la forza smisurata, rinchiuso nel labirinto, viene affrontato da Teseo e ucciso con l’assistenza di Arianna, figlia di Minosse. Ne Il ladro di fulmini il Minotauro aggredisce Percy sulla Collina Mezzosangue, causando la scomparsa di Sally Jackson, ma dovrà vedersela con la spada del giovane eroe…

MOIRE - PARCHE. Più comunemente conosciute con il nome di Parche, le tre vecchie servitrici dell’Ade personificavano l’ineluttabilità del destino, dunque, la lunghezza della vita, rappresentata in un filo: Cloto lo filava, Lachesi lo svolgeva, Atropo lo recideva. Percy e Grover entrano in contatto con le inesorabili figlie di Zeus e Temi, nei panni di tre decrepite venditrici ambulanti che sferruzzano dei calzini decisamente enormi per un essere umano…

NEMESI. È la dea della vendetta che punisce i crimini e gli eccessi dei mortali.

NINFE (NAIADI, NEREIDI, DRIADI…). Figlie di dei e di comuni mortali, sono figure femminili che incarnano gli aspetti più gradevoli della natura: l’amore, i giochi e le danze. Esse hanno ricevuto in dono una lunghissima giovinezza (mille anni), ma non sono immortali. Le Naiadi popolano fiumi, laghi e sorgenti, mentre le Nereidi sono divinità marine. Le più numerose sono le Driadi, ninfe degli alberi e dei boschi.

ORFEO. Figura che sintetizza l’elemento apollineo e quello dionisiaco. Tra le gesta che gli si attribuiscono ricordiamo la discesa agli inferi per recuperare Euridice. Con la musica riesce ad ammaliare Caronte e Cerbero, a commuovere Persefone, e a convincere Ade a liberare l’amata, ma l’impresa avrà un esito tragico. Analogamente, Percy tenterà di riprendersi la madre Sally.

ORACOLO. Responso premonitore fornito da una divinità opportunamente interrogata. Il più noto dell’antichità si trovava a Delfi ed era attribuito ad Apollo, il quale, aveva ottenuto l’oracolo dopo una lotta con il drago Pitone, da cui le pizie, cioè le sacerdotesse addette al santuario. Percy si sottopone alla profezia dello spirito delfico prima d’intraprendere la propria missione.

PAN. Figlio di Ermes e della ninfa Driope, è un’importante divinità della natura, protettore dei pascoli, delle greggi, e capo dei satiri. Dal busto umano, e con gambe e corna caprine, Pan suona il flauto in modo eccelso, ma attenti ai suoi attacchi improvvisi: provocano il… “panico”.

Percy JacksonPERSEFONE - PROSERPINA (Rosario Dawson) e IL GIARDINO DEI MELOGRANI. Il frutto del melograno, nato dal sangue di Dioniso, è espressione del sacrificio e della fertilità. Ad esso è infatti collegato il mito di Persefone, rapita da Ade e costretta a risiedere nel regno dei morti durante i mesi invernali. Nel romanzo, il giardino dei melograni si trova nel cortile antistante la residenza di Ade. Consci della disavventura occorsa alla figlia di Demetra, i tre eroi, pur inebriati dal profumo del frutteto, si allontanano alla svelta da quel luogo…

PROCUSTE. È il personaggio a cui è legato l’episodio del letto incantato. Secondo la leggenda, il brigante catturava i viandanti e li sottoponeva a un supplizio terribile: ne amputava o stirava gli arti fino a causarne la morte. Lo scherzetto non riuscì con l’eroe Teseo, il quale, lo ripagò della stessa moneta. Anche Percy e i suoi amici, finiti sui materassi ad acqua del gigantesco Crusty, rischieranno un indesiderato allungamento…

PROMETEO. Appartenente alla razza dei Titani, donò intelligenza e memoria al genere umano; poi carpì il fuoco agli dei per donarlo agli uomini. Zeus, per punirlo, lo fece incatenare a una roccia del Caucaso, e tormentare da un’aquila; ma dopo tremila anni di supplizio Ercole lo liberò.

SATIRI. Questi caproni, fedeli seguaci di Pan, sono quasi sempre occupati a inseguir le ninfe, ma la notizia della morte della loro guida li ha profondamente turbati. Grover Underwood, satiro ecologista, animalista, e migliore amico di Percy, non crede nella scomparsa del dio delle selve, anzi, sogna di ritrovarlo, prima o poi, e al termine della missione si metterà sulle sue tracce…

SEMIDEI. Solitamente figli di una divinità e di un mortale, i semidei ereditavano alcune prerogative divine, non l’immortalità, e talvolta erano eroi valorosi celebrati dagli aedi. Nel campo di addestramento, oltre a Percy Jackson, Annabeth e Luke, troviamo Clarisse, figlia di Ares e Talia, figlia di Zeus, morta tragicamente per salvare gli amici, e ora trasformata nel pino che domina la Collina Mezzosangue.
Annabeth (Alexandra Daddario), figlia di Atena
Luke (Jake Abel), figlio di Ermes
Percy (Logan Lerman), figlio di Poseidone

SISIFO. Avendo più volte sfidato gli dei, Sisifo fu condannato, nel regno dei morti, a sospingere verso la sommità di un monte un enorme masso che rotolava di continuo verso il basso.

STRUTTURA DEL REGNO DEI MORTI. Superati vari ostacoli gli eroi del racconto di Riordan giungono nel regno di Ade. Lo spettacolo è inquietante e magnifico allo stesso tempo. Il tribunale dei morti stabilisce pene e ricompense ai defunti. Le anime malvagie sono condannate all’oscuro dedalo degli abissi, il Tartaro; la maggioranza è indirizzata a vagare per le sterminate e monotone Praterie degli Asfodeli; mentre i meritevoli verranno inviati ai Campi Elisi, il regno dell’eterna primavera. Oltre l’Elisio vi sono le Isole Beate, riservate a coloro che nacquero tre volte, e ogni volta vissero virtuosamente.

Scritto da Claudio Lugi
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1 COMMENTO

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    Alessia
    il 09/04/2012
    alle 11:13

    Percy Jackson - Viaggio nei miti di ieri... e nell'America di oggi!

    che cosa sono i segugi infernali?

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