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Percy Jackson - Gli dei dell’Olimpo, sopra Manhattan

Schede

15/02/2010

Per più di quarant’anni (1931-1972) l’Empire State Building è stato l’edificio più alto del pianeta (443 metri), e oggi, distrutte le Twin Towers, seppur sceso al 14° posto nella graduatoria dei grattacieli del mondo, è tornato a offrire ai turisti e agli amanti della bellezza il panorama più vertiginoso e affascinante di New York: nei giorni chiari la vista spazia su Manhattan, l’Hudson e gli stati limitrofi. Forse non tutti sanno che anche quest’illustre architettura Art Deco è stata vittima di un incidente aereo nel 1945, quando un velivolo militare schiantandosi all’80° piano provocò quattordici vittime.

Percy JacksonComunque, l’Empire è rimasto nel cuore dei cittadini della Grande Mela, e di certo rappresenta meglio d’ogni altra costruzione lo spirito americano. Anche il cinema ha contribuito alla fama del grattacielo e, di riflesso, ne ha ottenuto vantaggi, basti pensare alle sequenze finali del primo King Kong (1933), una delle opere paradigmatiche della storia della cinematografia. Inoltre, alcuni dei suoi ultimi piani sono occupati da importanti studi televisivi. Assai meno noto, invece, il fatto che dopo la fine della seconda guerra mondiale, gli dei greci si siano trasferiti all’81° piano del fabbricato, contrassegnato con la lettera Omega. È quello oggi l’ingresso principale all’Olimpo, non più nascosto tra le nubi delle montagne a nord della Grecia, ma tornato a essere un agglomerato urbano splendido di templi, marmi e colonne, ancor più dell’Atene di Pericle.

Dal 12 marzo 2010 quei luoghi divini saranno accessibili a tutti, semplicemente recandosi al cinema ad ammirare le avventure di Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo: Il Ladro di fulmini. Il film, diretto da Chris Columbus (già regista dei primi due episodi di Harry Potter) è un brillante adattamento dell’omonimo libro dello scrittore statunitense Rick Riordan, nelle librerie italiane per le edizioni Mondadori a partire dal prossimo 26 gennaio. Per la precisione: il film è tratto dal primo romanzo della saga di Riordan, Percy Jackson & The Olympians: The Lightning Thief, per più di cinquanta settimane nella classifica dei best-seller del New York Times.

La storia racconta le peripezie di un adolescente affetto da disturbi dell’attenzione, dislessia e iperattività. In realtà, il diciassettenne Percy Jackson (Logan Lerman) è un ragazzo normale, anzi, particolarmente ferrato nelle discipline classiche, ma nelle scuole che frequenta finisce sempre per combinare qualche guaio. Ecco perché ha cambiato per ben sei volte altrettanti istituti d’istruzione. Ora è alla Yancy Academy, un collegio per “ragazzi difficili” dello Stato di New York. Vive con la madre Sally (Catherine Keener), una donna dolce e amabile, e il patrigno Gabe Ugliano (Joe Pantoliano), un uomo egoista e assolutamente sgradevole.

Ultimamente, all’insofferenza per l’insopportabile genitore si sono aggiunti alcuni strani segnali: si sente particolarmente rilassato in piscina, dove si trattiene oltre i sette minuti sott’acqua senza il benché minimo sforzo; inoltre, durante la visita didattica presso il MET (Metropolitan Museum of Art), nella sezione delle antichità greco-romane, è stato aggredito dalla professoressa di matematica Dodds (Maria Olsen), rivelatasi nelle forme mostruose di una delle Erinni (Furie). Grazie all’intervento dell’insegnante di latino, prof. Brunner (Pierce Brosnan), che gli ha fornito una penna magica, presto divenuta una spada, il ragazzo è riuscito a schivare il pericolo. Da quel momento dovrà rassegnarsi a lasciare la scuola e la famiglia, e trasferirsi al “Campo dei Mezzosangue”, un centro di addestramento per giovani semidei.

Prima dell’arrivo al campo scoprirà che il suo migliore amico, Grover Underwood (Brandon T. Jackson) è un satiro; dopo avergli rivelato alcuni frammenti del suo passato la madre scomparirà per proteggerlo dal Minotauro; Percy affronterà comunque l’orribile bestia uscendone fisicamente indenne, ma moralmente distrutto. Il centro è diretto dal dio Dioniso, e dal sig. Brunner, che ha assunto le sembianze del centauro Chirone, l’immortale allenatore degli eroi Ercole, Teseo e Achille su tutti. Percy è frastornato: accetta con fatica di essere un mezzosangue, per giunta figlio del dio degli oceani Poseidone (Kevin McKidd). E, in quanto tale, corre il rischio sempre più concreto di venire ucciso.

Percy JacksonInfatti, la folgore di Zeus (Sean Bean) è stata rubata, e Poseidone è il primo sospettato. Se il fulmine non verrà ritrovato al più presto potrà verificarsi un conflitto di proporzioni epiche tra le divinità. Percy non avrà troppo tempo per addestrarsi a padroneggiare le proprie facoltà, e seppur turbato dalla sibillina profezia dell’Oracolo, partirà con il fido Grover e la giovane figlia di Atena, Annabeth Chase (Alexandra Daddario), in un avventuroso viaggio da New York a Los Angeles, il cui sottosuolo è sede dell’Oltretomba, per sventare la catastrofe imminente, individuare il ladro della saetta, scagionare Poseidone e liberare Sally Jackson dalle grinfie di Ade (Steve Coogan), signore dei morti, che pare soffiare sul fuoco della discordia.

Nel loro periglioso itinerario i tre giovani rischieranno più volte la vita affrontando tremende insidie e incontrando nemici dai poteri smisurati come Echidna, Cerbero e Medusa (Uma Thurman), e Dei orgogliosi e potenti come Ares (Ray Winstone), Persefone (Rosario Dawson) e Ade. Alla fine Percy riuscirà, anche grazie alla sua dimestichezza con l’acqua, a superare diversi ostacoli importanti, e a svelare parecchi degli enigmi che gli si erano presentati, salvo scoprire che aleggia sull’Olimpo newyorchese una minaccia ben più grave di quella prospettata, che mette a repentaglio l’esistenza stessa degli Dei…

Insomma, un finale che lascia presagire uno o più seguiti a questa vicenda, che per quanto concerne i romanzi, è già una saga comprendente cinque libri. Un altro indizio che ci fa propendere per la prossima realizzazione di nuovi episodi di Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo riguarda la cura tecnica delle riprese e gli straordinari effetti visivi, la ricchezza del cast e la scelta di Chris Columbus dietro la macchina da presa, un professionista di provata esperienza, specialmente, nel campo del genere fantastico.

Ma i pregi di questo lungometraggio vanno ben oltre. Intanto la rielaborazione della mitologia greca in chiave moderna può risultare la carta vincente, per quel mix di originalità e di deja vu che riesce a trasmettere a livello emozionale, mescolando sapientemente la soap degli dei gelosi e rissosi con l’odissea di un ragazzo che vuole salvare il mondo. Inoltre il film può fornire una vasta gamma di motivi storici e tematici, anzitutto ai giovanissimi, a cui la pellicola è precipuamente indirizzata. A tal proposito, il presente fascicolo contiene numerosi riferimenti al libro da cui è tratto il film, una rassegna sintetica degli dei olimpici e dei principali miti che costellano la storia, che potranno essere adoperati come spunto per eventuali approfondimenti.

Percy Jackson è l’alleato ideale, l’eroe in cui è facile identificarsi. E se Il ladro di fulmini si dipana come un road movie avvincente, pieno di ritmo e di continui colpi di scena, esso è anche un racconto di formazione in cui il protagonista è sottoposto alle tradizionali prove iniziatiche che ne caratterizzano il percorso di crescita. L’amicizia, il coraggio, la fedeltà, il rispetto per gli individui, il valore della famiglia e del proprio gruppo, la lotta per il raggiungimento di uno scopo elevato, costituiscono il messaggio più evidente. E nell’eroe antico come in quello contemporaneo, tali indicazioni etiche rispondono a un ideale comune che si può facilmente sintetizzare nella frase: “L’eroe combatte sempre per la salvezza del mondo”.

Scritto da Claudio Lugi
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