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Liberate le allodole

Schede

09/03/2009
1915. La guerra e le frequenti persecuzioni contro la minoranza armena, sembrano non poter toccare il piccolo e tranquillo villaggio turco. E' armena la famiglia Avakian, che apre la sua bella casa per il funerale del suo patriarca. Anche il Colonnello Arkan (Andrè Dussollier), rappresentante della autorità turca, viene a rendere omaggio. "Grazie di questo gesto di pace…" gli mormora Aram (Tcheky Karyo) , a nome della famiglia. Sta per tornare dall'Italia il figlio maggiore Assadour (Mariano Rigillo), che esercita a Padova la professione di medico: a lui il padre ha lasciato la vecchia Masseria delle Allodole. Tutta la famiglia si prepara ad accoglierlo, mentre Nunik (Paz Vega) , giovane ed esuberante, vive con angoscia la sua relazione nascosta con Egon (Alessandro Preziosi) , un giovane ufficiale turco. La famiglia Avakian sembra non avvertire la tempesta che si sta avvicinando: festeggia il restauro della masseria ballando al suono del kocharì. Ma nel maggio l'Italia si schiera al fianco della Francia contro l'Austria e l'Impero Turco. Le frontiere vengono chiuse. Assadour è costretto a rimanere in Italia, mentre in Turchia il partito dei Giovani Turchi ordina il massacro degli armeni. Rifugiatosi ingenuamente nella Masseria delle Allodole, Aram e tutti i maschi, anche i bambini, vengono raggiunti dai soldati e trucidati. Le donne e Avetis, sopravvissuto perché travestito da femmina, si incamminano in una marcia forzata verso il deserto, dove sono condannate a morire.
Ma qualcuno segue, nascostamente, il gruppo: sono Nazim (Mohammad Bakri)   e Ismene (Angela Molina) . Lui, un turco appartenente alla "Confraternita dei Mendicanti"; lei è la "tata" di Nunik e di Avatis. In un momento di debolezza Nazim ha tradito la famiglia. Ora, sconvolto dalla tragedia e dalla sua colpa, è deciso a riscattarsi. Insieme ad Ismene cercherà di salvare quel che resta della famiglia. Nunik che, per procurare cibo ai suoi, offre la sua bellezza, la sua verginità a uno dei soldati turchi che sorveglia la colonna delle deportate. Ma quando sta per scattare il piano di fuga, qualcosa va storto, e prima che i soldati scoprano tutto, Nunik si fa uccidere per attirare su di sé l'attenzione.

Quattro anni dopo. Nel processo per i crimini contro il popolo armeno il soldato Youssouf denuncia l'eccidio. Per primo denuncia se stesso per l'uccisione di Nunik Avakian, la donna che ha amato.

Scritto da ADMIN
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