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La rosa bianca-Sophie Scholl

Schede

09/03/2009

Il coraggio della libertà

Furtivamente, percorrendo i corridoi ancora deserti, depositano negli angoli mucchi di volantini di propaganda antinazista. Poi, camminando, tentano di confondersi in mezzo agli altri studenti che si affollano per recarsi alle lezioni; ma - essendo già da tempo sospettati e pedinati - vengono rincorsi, raggiunti e arrestati, con l' accusa di attività sovversiva nei confronti del Terzo Reich. Nell' inesorabile calvario che seguirà è coinvolto un terzo personaggio di spicco, Christoph Probst, autore, su commissione di Hans, di un testo trovato addosso a quest' ultimo, dapprima da lui  fatto a pezzetti per renderlo illeggibile, e in seguito sequestrato e ricomposto dagli inquisitori come prova schiacciante unitamente ai volantini. La prima parte del film è incentrata sugli interrogatori subiti da Sophie: l' accusatore è l' aspro Robert Mohr, il quale sembra continuamente oscillare, nei suoi confronti, fra il proprio senso del dovere e l' inclinazione non- colpevolista. I motivi di tale oscillazione sono: la personalità affascinante della donna, le risposte pronte e precise, e il fatto che Mohr ha un figlio della medesima età di lei, che combatte al fronte per la patria.  La ragazza intuisce e, all' inizio, a lungo contesta ogni accusa, negando qualsiasi partecipazione personale al gruppo incriminato. Il suo cedimento, però, avviene quando le vengono mostrati i verbali firmati da Hans, dove il fratello confessa l' attività clandestina e assume su di sé ogni responsabilità. Allora in Sophie subentra un freddo e determinato orgoglio, e afferma: "Sì, ho preso parte a tutto questo e ne sono fiera".


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