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La redenzione di un vecchio eroe solitario_

Schede

15/04/2009

Una coupé sportivissima fabbricata dalla Ford, e dedicata alla capitale italiana dell'automobile, dà il titolo all'ultima fatica cinematografica di Clint Eastwood: Gran Torino. La grintosa versione GT del 1975, rossa fiammante, e con una larga striscia bianca lungo la fiancata, veniva impiegata dai due simpatici detective protagonisti della serie televisiva più avvincente della fine degli anni Settanta: Starsky e Hutch. Ritroviamo, invece, la Gran Torino Sport, un modello classico del 1972, in un garage di Detroit, gelosamente curata e vezzeggiata come una preziosa cavalla da corsa.

Walt Kowalski (Clint Eastwood), di origini polacche, è un anziano meccanico in pensione che ha conosciuto la catena di montaggio della Ford e la crisi dell'auto. Oltre a quella accennata, non possiede altre passioni. Reduce della Guerra in Corea, ha conservato dell'Asia una medaglia al valore e il fucile M-1, il ricordo dei compagni morti e la forte avversione per i "musi gialli". Che negli ultimi anni, insieme ai neri e ai latino-americani, hanno invaso la zona. Insomma, Highland Park non è più, come una volta, il quartiere più lindo e ordinato di "Motor City" (così era detta Detroit), ma per fortuna continuano a viverci ancora i suoi unici amici: Martin (John Carroll Lynch), il barbiere, e Daisy, il suo cane bianco.

Dopo la morte della moglie Dorothy, Kowalski pare aver accentuato la sua indole burbera e solitaria. Padre Janovich (Christopher Carley) lo invita alla confessione perché è stato questo l'ultimo desiderio della donna, ma Walt lo evita bruscamente. I figli e i nipoti, fatui e superficiali, lo innervosiscono, e gli paiono sempre più estranei. I vicini di casa Hmong, un'etnia sconosciuta dell'Estremo Oriente, lo infastidiscono, e lui non risparmia loro improperi, grugniti e sputi di disprezzo. Intorno a sé null'altro che promiscuità e sciatteria, indifferenza e disordine. Kowalski rifiuta di adattarsi a "sopravvivere" nei pochi anni che gli rimangono. La manutenzione della propria abitazione, i piccoli lavori di riparazione che effettua qua e là, la lucidatura della sua Gran Torino, e la compagnia di una birra bastano, tuttavia, a riempirgli la vita.

Ma una notte, dei rumori provenienti dalla rimessa lo destano: un giovane sta cercando di rubargli l'amata Ford. Kowalski interviene prontamente, mettendo in fuga nell'oscurità il goffo e spaventatissimo ladro. Questi è Thao (Bee Vang), il vicino di sedici anni, che è stato costretto dalla gang di teppisti di cui intende far parte, a eseguire il furto. Qualche tempo dopo, la banda ritorna dal ragazzo e provoca una rissa durante la quale i giovani finiscono sul prato rasato nella proprietà di Kowalski. Imbracciato il fedele fucile M-1, Walt scaccia minacciosamente tutto il gruppo.

 

 

Scritto da ADMIN
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