questo sito contribuisce all'audience diiVid.it
Caricamento pagina in corso...

La dolente umanità di un rivoluzionario

Schede

15/04/2009

Che cosa hanno in comune Gandhi e Martin Luther King, Giovanni XXIII e John Kennedy, Albert Einstein e Charlie Chaplin con Ernesto Che Guevara? Tutti, di certo, lottarono per gli ideali di pace e libertà, giustizia e uguaglianza, per il miglioramento delle condizioni materiali e intellettuali del genere umano, ma ognuno secondo il proprio sentire, la propria prospettiva ideologica e culturale, o secondo le possibilità e i limiti imposti dal proprio ruolo. Tuttavia, tutti i personaggi nominati hanno condiviso la medesima sorte: quella di essere entrati nel mito, e di costituire, nell'epoca dei mass-media, le icone più illustri e popolari del Novecento.

Alcuni li abbiamo conosciuti solo attraverso le loro opere, o per mezzo delle testimonianze di seconda mano, ma altri erano ancora in vita quando abbiamo imparato ad apprezzarli, e hanno contribuito ad arricchire il nostro percorso di formazione e la nostra Weltaunshaung. Il Che, tra i protagonisti del nostro tempo, è sicuramente il personaggio più amato e controverso poiché compì azioni straordinarie e gravi errori politici, finendo per perdersi nelle sue tragiche illusioni: un eroe archetipo, romantico e generoso, che lasciò il posto di ministro e capo di un'insurrezione vittoriosa per "esportare la rivoluzione", prima in Africa (Congo), e poi in Bolivia, dove andò incontro a un'orribile, quanto prematura, fine.

Ecco perché, a più di quarant'anni dalla morte, il Che incarna ancora i sogni e le amarezze di milioni di giovani (e non solo) di ogni parte del mondo. Ed ecco perché l'imminente uscita in Italia della pellicola diretta da Steven Soderbergh, dopo tanti mesi di preparazione e di attesa, provoca una certa inquietudine. Inoltre, la somiglianza eccezionale di Benicio Del Toro con il guerrigliero sudamericano, unitamente alla sua accurata interpretazione, premiata all'ultimo Festival di Cannes con la Palma d'Oro di Miglior Attore, conferisce un valore aggiunto a un'opera che si preannuncia antiretorica e antiepica.

Per via della materia, trattata scrupolosamente, come una sorta di "cronaca dai luoghi del conflitto"; per il volume della ricerca, che ha richiesto più di sette anni; per il massiccio impegno economico e per la durata complessiva dello spettacolo (quattro ore e mezza); per l'affresco rigoroso della realtà latinoamericana, che induce a interrogarsi sulla situazione politica attuale dei paesi del Centro e Sud America, e dei loro rapporti con gli USA, specialmente all'indomani dell'avvento di Barack Obama alla Casa Bianca. Una notazione importante ai fini della realizzazione, inoltre, riguarda la tecnica di ripresa, interamente digitale, grazie a un'innovativa cinepresa chiamata RED, che garantisce rapidità, maneggevolezza (solo 4,5 kg di peso), e soprattutto, una qualità visiva impressionante, perlomeno pari a quella della tradizionale 35 mm.

 

 

Scritto da ADMIN
VOTO
 

SCRIVI UN COMMENTO

  • Image User
    Non risulti attualmente loggato!
    Non è più; possibile lasciare commenti.

FILM IN SALA

PROSSIMAMENTE