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L’immortale tragedia d’amor fatale

Schede

09/03/2009

Sarebbe stato impossibile ridurre nell'angusto spazio temporale di due ore tutta la ricchezza e la complessità dell'intreccio del poema Tristano e Isotta. Lo specifico filmico non poteva che accontentarsi di convertire questo mito struggente in una sorta di racconto fantasy in sintonia con i canoni espressivi e le mode ricorrenti ai giorni nostri. Difatti, la sceneggiatura di Dean Georgaris rielabora la materia epico-cavalleresca sovrapponendo, con acume e oggettività storica, alla tragedia amorosa duelli e battaglie, intrighi e tradimenti sullo sfondo della nascente monarchia inglese.
Naturalmente le differenze tra la storia girata da Kevin Reynolds (Robin Hood - Principe dei ladri, Rapa Nui e Il conte di Montecristo) e le vicende raccontate nelle innumerevoli versioni del poema (vedi scheda) sono varie e notevoli. Ma sebbene sia stata semplificata la trama dell'infanzia e della giovinezza di Tristano, non vi sia traccia del filtro d'amore che i due protagonisti berranno, e nonostante l'epilogo sia stato lievemente addolcito rispetto al finale classico che vede la morte di entrambi gli amanti, il film regala alcuni memorabili momenti lirici, drammatici e avventurosi.
Braveheart di Mel Gibson, Le Crociate e Il gladiatore di Ridley Scott e King Arthur di Antoine Fuqua sono le opere cinematografiche più recenti che si possono comparare sul piano tematico alla pellicola esaminata, in quanto nella maggioranza dei casi nominati gli ideali universali dell'eroe vengono a realizzarsi a dispetto della felicità individuale; in altre parole l'eventuale sacrificio del protagonista non vanifica la vittoria che è sempre di portata storica perché risolve una situazione di grave pericolo per l'incolumità o l'ordine del mondo.


Scritto da ADMIN
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