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Il miglio verde

Schede

09/03/2009

Il film

Lousiana, 1935. L'agente di custodia Paul Edgecomb (Tom Hanks) sovrintende al braccio della morte nel penitenziario di Cold Mountain. ? lui l'addetto alla custodia di quattro detenuti condannati alla pena capitale. Ha alle spalle parecchie passeggiate lungo il Miglio Verde del titolo, il corridoio rivestito di linoleum verde che conduce alla stanza della sedia elettrica. A Paul e ai suoi colleghi tocca l'incarico di accompagnare i detenuti nel loro ultimo viaggio. John Coffey (Michael Clarke Duncan) è un omone di colore alto due metri. Attende di essere giustiziato per l'efferato omicidio di due bambine di nove anni. Nonostante l'aspetto imponente e minaccioso, John è mite e gentile. Ha un carattere semplice e ingenuo e un'infantile paura del buio. In più ha un potere: riesce letteralmente a succhiare via il dolore dalle persone. Giorno dopo giorno, Paul instaura un legame profondo con questo detenuto speciale e s'interroga sulla sua colpevolezza. Affiorano i dubbi. Può essere un brutale assassino un uomo capace di compiere miracoli? Sessant'anni dopo, Paul, ormai ospite di una casa di riposo, racconta la sua esperienza ad un'amica. Ripercorrendo quei momenti, si rende conto che a volte i miracoli accadono nei posti più impensati. Anche in una prigione, dove si aspetta la morte sulla 'Old Sparky', la sedia elettrica di rame e mogano che spesso non uccide istantaneamente (e dopo alcuni anni è stata infatti perfezionata negli USA da Errol Morris, soprannominato Mr. Death). Il Miglio Verde è tratto dall'omonimo romanzo di Stephen King, pubblicato in sei puntate dall'aprile al settembre 1996. Frank Darabont, il regista, non è nuovo a collaborazioni con King: il suo primo lungometraggio, l'intenso Le ali della libertà con un eccezionale Tim Robbins, era pure ripreso da un libro di Stephen King e ambientato in un carcere. Il regista è rimasto molto colpito dal romanzo e dai suoi contenuti: cercava una storia che fosse edificante e contemporaneamente contenesse un tocco di mistero. "Cerco sempre di realizzare film che trasmettano speranza e fiducia nei valori più alti dell'umanità - spiega Darabont - Mi interessa sottolineare come le virtù possano emergere anche nelle circostanze e negli ambienti più difficili. Non voglio dare giudizi definitivi: dev'essere lo spettatore a scegliere ciò che è giusto e ciò che è sbagliato".

Scritto da ADMIN
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