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Il Grinch

Schede

09/03/2009

Il Natale minacciato

L'intero universo del fantastico. Dal pianeta delle fiabe alla galassia del cinema. Ci hanno provato davvero in tanti, e con ogni mezzo, a farlo fuori, il Natale. Mai missione però è risultata più impossibile, per chiunque vi si sia cimentato. E così Lui resiste imperterrito, tetragono a qualsiasi offensiva. Più forte anche di chi sembra del tutto insensibile all'energia spirituale che emana. Anzi, gli autori dei velleitari tentativi sono costretti, dopo ogni fallimento, a piegarsi alla superiorità dello spirito del Natale, assorbendone inevitabilmente l'influsso. Di recente, tanto per dirne una, Jack Skellington, non grazioso ma simpatico pupazzo-scheletro protagonista di "Nightmare before Christmas" di Tim Burton -Jack Skeletron nella versione italiana- ha rischiato, seppur involontariamente, di combinarla davvero grossa, nell'ingenuo intento di sostituirsi al titolare riconosciuto della festività, Babbo Natale. Partito alla ventura dalla sua Halloweentown, ha rischiato di cancellare definitivamente la ricorrenza in seguito al maldestro tentativo. Col risultato di generare una serie di disastri. Soltanto la presa di coscienza in extremis della propria diversità, che è poi unica e vera garanzia di felicità per il buon Jack all'interno del proprio microuniverso, salva la barba di Babbo Natale ed i regali dei bambini di tutto il mondo. Più classico, anche per l'origine squisitamente letteraria, lo Scrooge di dickensiana memoria. Lui non faticava ad ignorarlo il Natale, contorno abituale di buoni sentimenti compreso, poiché lo odiava. Ma lo spirito del Natale riesce nel miracolo, facendo di un misantropo arido ed egoista un gioioso benefattore dell'umanità, almeno quella a lui più prossima. Scrooge l'abbiamo visto su schermi e teleschermi in varie versioni, dalla semplice trasposizione con attori del racconto originale, attraverso più o meno riusciti ammodernamenti dell'intero copione, sino ai cartoni animati in salsa Disney. Mai comunque è stata tradita la morale finale, quel generale giubilo buonista che tutti affratella in nome, appunto, dell'universale "spirito del Natale".
La narrativa, e di conseguenza l'industria dell'immagine, legata alla tradizione anglosassone mai rinuncia alla virata verso il gotico, alla venatura orrorifica, o almeno vagamente macabra. Salvo poi santificare tutto in letizia tra renne, regali, qualche lacrimuccia e canzoncine finali. Ingredienti che ritroviamo anche nell'antro del Grinch. Una caverna vasta e vuota come l'animo del solitario inquilino, nonostante l'affettuosa presenza del fido Max. Sarà Cindy Lou a renderla più ospitale. Giusto in tempo per il cenone!
Scritto da ADMIN
Tag: il grinch,
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