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Il grande Dittatore

Schede

09/03/2009

Silenzio, si parla

"Questa è una storia che si svolge nel periodo tra le due guerre mondiali: un periodo di transizione, durante il quale si è scatenata la Pazzia, la Libertà è caduta a capofitto, e l'Umanità è stata presa a calci nel sedere".
Con questa didascalia ha inizio il primo film parlato di Charlie Chaplin: Il grande dittatore.
"Il silenzio è l'essenza del cinema, non credo che la voce possa aggiungere alcunché alle mie commedie" spiegava Chaplin. In verità, nel momento in cui comincerà a parlare, Charlot non sarà più lui, pur continuando ad assomigliargli, fino a scomparire del tutto. Una vera e propria rivoluzione semantica, quella del sonoro, che Chaplin deciderà di affrontare ben dieci anni dopo la sensazionale scoperta, consapevole dei cambiamenti che avrebbe comportato al suo personaggio. Ma dopo questa lunghissima riflessione, Chaplin trova il modo di usare il sonoro in modo originalissimo ed efficacissimo, un vero e proprio strumento 'scenico' che dà la sostanza al film: dai brevi e rarefatti dialoghi iniziali, ai maccheronici ed esilaranti farfugliamenti anglo-tedeschi del dittatore Hynkel, per approdare al discorso finale e 'politico' dell'ex Charlot.


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