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I Pinguini ed il cinema, un amore molto ‘animato’

Schede

24/11/2011

Una delle specie animali più remote eppure più amate, i pinguini sono un soggetto privilegiato dell'immaginario cinematografico, grazie anche ad opere che, nella dimensione spettacolare, non hanno mai falsato la loro identità. Adesso arriva il sequel del blockbuster animato del 2006.

Tra tutti gli ordini di uccelli, i Pinguini o se preferite gli Sfeniscidi, sono senza dubbio quelli che più affascinano la nostra immaginazione. Forse perché li sentiamo, nonostante la distanza  e la durezza dei luoghi in cui vivono, piuttosto vicini a noi, visto che la loro millenaria lotta per la sopravvivenza è basata su due aspettio fondamentali: la solidità della coppia e la socialità protettiva della colonia. Se ne è accorto anche il mondo della settima arte che da qualche anno a questa parte non manca di dedicare loro pellicole d’animazione e non. L’ultimo in ordine di tempo è Happy Feet 2, sequel del fortunato film diretto da George Miller che lo aveva già portato in sala nel 2006 ottenendo anche il Premio Oscar come Miglior pellicola d’animazione ed incassando circa 385 milioni di dollari in tutto il mondo.

Uccelli acquatici dall’aspetto tenero ed accattivante, si differenziano dalle altre specie  volatili per la loro capacità di nuotare e per la durata della vita media che si aggira attorno ai quindici/vent’anni. Il nome è a tutt’oggi al centro di alcune speculazioni: secondo molti deriverebbe dalle due parole gallesi, "pen gwyn" (testa bianca), usate per identificare il Pinguinus impennis, una specie di uccello che popolava l'Oceano Atlantico settentrionale, estinta nel 1844 a causa di una caccia incontrollata per ottenerne il grasso. Secondo altri invece l’appellativo deriverebbe dallo spagnolo penguigo, ovvero grasso.

All’inizio della loro evoluzione, i simpatici volatili - non dimentichiamo che i pinguini sono degli uccelli che hanno perso la capacità di volare - erano in grado sia di volare che di nuotare: oggi utilizzano le ali come fossero pinne. Animali molto specializzati e sociali, hanno una forma idrodinamica e piccole ali trasformate in pinne che li fanno perfetti nuotatori, capaci di raggiungere i 24km/h sott'acqua. Il loro habitat naturale è l’emisfero meridionale, dal Polo Sud alle Galapagos ed il loro aspetto è caratterizzato dal folto pelo impermeabile adatto per tuffarsi in acqua a basse temperature; non hanno ossa cave, in compenso però sono muniti di ginocchia, utili per spiccare salti nel momento di uscire dall’acqua.

Noi li riteniamo erroneamente tutti uguali, ma in realtà gli Sfeniscidi sono classificabili tra le 16 e le diciannove specie, tra le quali si distinguono per importanza l’Imperatore, il Reale, l’Adelia, il Papua, il Crestato e l’Artico. Il pinguino imperatore (Aptenodytes forsteri), alto in media 115 cm, per un peso compreso fra i 22 ed i 47 kg è l’unico oltre all’Adelia a riprodursi in Antartide. Come? La femmina depone un solo uovo, affidato al maschio, che lo tiene in incubazione tenendolo tra le zampe.  Il Pinguino reale (Aptenodytes patagonicus), descritto per la prima volta da J.F. Miller nel 1778 dopo attento studio nella Georgia del Sud si trova  in alcune isole dell'emisfero meridionale, sulle isole Falkland, Georgia del Sud e Sandwich Australi. Il pinguino di Adelia, (Pygoscelis adeliae) è quello più largamente diffuso sulle coste del continente Antartico: si riproduce durante l’estate australe in Ottobre ed è noto per essere il più aggressivo.

In generale tutte queste specie si aggirano attorno ai 30 cm, ma possono arrivare fino al metro e venti di statura (gli Imperatore). Non sorprende il fatto che si nutrano di pesci, crostacei e calamari e che ovviamente per raggiungere le loro prede siano capaci di immergersi fino a quindici minuti, nonostante il pericolo rappresentato dall’essere il cibo prediletto di grandi predatori, orche foche, leopardi, leoni. Quello che non tutti sanno invece è che il pinguino a differenza di molte altre specie, è un animale tendenzialmente monogamo,  che nel momento della riproduzione si reca sulla Terra cercando un terreno adatto per deporre le uova: i genitori si alternano durante la cova, ad eccezione dei maschi dei pinguini imperatori, che sono gli unici responsabili delle uova. Come comunicano tra di loro? Semplicemente attraverso segnali sonori modulati in maniera differente a seconda della situazione, che sia chiamare un altro simile, iniziare una fase di corteggiamento o avvertire in caso di pericolo.

L'umanità dei pinguini

I pinguini nidificano in colonie, dove ritornano dopo una stagione passata esclusivamente in mare a pescare. La maggior parte dei pinguini inizia a nidificare a marzo-aprile, con l'arrivo dell'inverno polare. Alcune specie costruiscono dei nidi rudimentali, fatti con pietre e piume. Per riprodursi e allevare i propri figli il pinguino imperatore che vive nelle regioni antartiche compie ogni anno una migrazione che lo conduce per diversi mesi dalle zone pescose più a nord affacciate sull' oceano, molto più a sud, verso l'interno dell'antartide, dove la banchisa è deserta ma stabile.  Una volta arrivati all'interno della regione ghiacciata, qui si formano le coppie che si riprodurranno e aspetteranno la nascita del loro unico figlio. Dopo l'accoppiamento, e la nascita dell'uovo, la femmina pinguino, stremata dalla fatica, torna verso nord per nutrirsi e prendere qualcosa da mangiare al piccolo. Il compito di covare l'uovo spetta al padre che per circa due mesi, finchè l'uovo non si schiuderà, deve restare immobile nel freddo polare a proteggere con il suo corpo l'uovo.  In genere la madre ritorna non appena il piccolo è nato, e tutti e tre insieme faranno la loro marcia annuale di ritorno all'oceano. Una volta arrivati si separeranno.

I Pinguini al cinema

Non fa distinzione di specie il cinema dal momento in cui ha iniziato ad occuparsi di questi affascinanti volatili. Negli anni i pinguini sono stati protagonisti di documentari e film d’animazione. Il primo è Hubie all’inseguimento della pietra verde, pellicola d’animazione del 1995 prodotta dalla Metro Goldwyn Mayer e diretto da Don Bluth e Gary Goldman: si narrano le vicende di Hubie, un timido pinguino che vuole offrire alla sua amata una gemma verde. Sarà ostacolato dal malvagio Drake deciso ad impedire la loro unione. E’ del 2000 invece Pinguini alla riscossa, diretto da Franco Bìttolo, le avventure di una famiglia di volatili, che chiama a raccolta tutti gli animali del mondo per ritrovare la figlioletta rapita misteriosamente. Sul fronte documentari spicca l’apprezzatissimo La marcia dei pinguini, arrivato sugli schermi nel 2005 per la regia di Luc Jacquet, basatosi sull’osservazione del Pinguino Imperatore e della sua migrazione annuale per riprodursi in zone più interne. La critica lo ha accolto a braccia aperte grazie alla giusta alternanza tra la drammaticità degli avvenimenti narrati e la poeticità delle immagini scelte. La versione italiana è stata doppiata dal nostro Fiorello (nell’originale il narratore è Morgan Freeman), bravissimo nell’accorpare le tre voci originali di pinguino maschio, pinguino femmina e cucciolo, attiratosi però alcune critiche a causa di un taglio più ironico e troppo vicino ad un pubblico più infantile datogli dall’adattamento. Sono surfisti i volatili protagonisti di Surf’s up – I re delle onde, altro film d’animazione diretto a quattro mani da Ash Brannon e Chris Buck. La storia del pinguino aspirante surfista Cody Maverick è noto anche per la ricca colonna sonora composta tra gli altri dai Green Day, Pearl Jam, 311 e Incubus. Menzione a parte per  il film targato Dreamworks Madagascar, dove Skipper, Kowalski, Soldato e Rico, i cattivissimi pinguini coinvolti loro malgrado nelle disavventure degli animali protagonisti, si sono conquistati immediatamente la simpatia del pubblico. L’apprezzamento per questi personaggi è stato tale da aver convinto la casa di produzione a mettere in cantiere vari spin-off: li ritroviamo nel sequel del film, nel cortometraggio Pinguini di Madagascar in Missione Natale e nella serie animata I pinguini di Madagascar, andata in onda su Nickelodeon e Teen Nick negli Stati Uniti nel 2009, in Italia trasmessa su Nickelodeon e Italia 1: la frase ‘Carini e coccolosi’ loro cavallo di battaglia, è ormai un must!

Questo 2011 ha invece visto gli sfeniscidi protagonisti del nuovo lavoro di Jim Carrey, protagonista de I Pinguini di Mr Popper, per la regia di Mark Waters. Adattamento del romanzo per bambini di Richard e Flower Atwater, narra la storia dell’immobiliarista Thomas Popper, che riceve in eredità cinque sfeniscidi Papua, che lo aiuteranno loro malgrado a riavvicinarsi a moglie e figli e ad ammorbidire il suo carattere troppo egoista.

Pinguini ballerini: arriva in sala Happy Feet

Ma sicuramente il film che li ha più gratificati (anche con l'Oscar) è stato Happy Feet. Diretto da George Miller, ed uscito nel 2006, Happy Feet racconta le vicende di una comunità di pinguini 'imperatore' tutti molto dotati nel canto. Tutti tranne Mambo, totalmente negato per il canto, ma in compenso ottimo ballerino di tip tap. Emarginato dalla sua specie a causa della sua incapacità musicale, il cucciolo deciderà di unirsi ai pinguini Adelia, gli unici ad apprezzarlo per come è: questo lo porterà a vivere una serie di mirabolanti avventure.

Successone al botteghino con 385 milioni di dollari incassati nel mondo, si è aggiudicato prima il Golden Globe per la miglior canzone originale di Prince e poi l’Oscar come Miglior film d’animazione.  Adesso, a cinque anni di distanza, arriva in sala, il 25 Novembre, Happy Feet 2 3D, che riporta il pubblico nel magnifico paesaggio dell’Antartico. Mambo ormai adulto, ha dei problemi con il figlioletto Erik che odia la danza. Se nel primo episodio era Mambo incapace di cantare con la conseguenza di lasciare il gruppo, questa volta ad andarsene sarà Erik per avventurarsi nel mondo fino ad incontrare The Mighty Sven, un pinguino che può volare! Mambo non ha alcuna speranza di riuscire a competere con lui. Le cose prendono una piega ancora peggiore quando il pianeta è scosso da potenti forze di cui i bipedi non comprendono la natura. Mambo riunisce attorno a sé la nazione dei pinguini e tutta una serie di creature straordinarie, dai minuscoli krill ai giganteschi elefanti marini, per rimettere le cose a posto. Ed Erik impara da suo padre che cosa vuole dire avere coraggio e sapere affrontare le situazioni. Come nel primo episodio, anche qui ritroveremo performance vocali di voci illustri tra le quali Elijah Wood, Robin Williams, Hank Azaria, Alecia Moore, Brad Pitt, Matt Damon, Sofia Vergara, Hugo Weaving, Magda Szubanski, Anthony LaPaglia, Richard. Miller ha firmato anche la sceneggiatura con Gary Eck, Warren Coleman e Paul Livingston e ha prodotto il film con Doug Mitchell e Bill Miller. Le danze dei pinguini sono state create dalla star del tip tap Savion Glover e le canzoni di Pink, con musiche di John Powell, commentano la trascinante colonna sonora.

Scritto da Patrizia Morfù
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