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Hiccup: piccolo grande rivoluzionario

Schede

12/04/2010

Dragon Trainer è l’ultimo prodotto di casa DreamWorks, fondata da Steven Spielberg nel 1998 con Z la Formica – e poi lasciata nella mani di Jeffrey Katzenberg – che, quest’anno propone, insieme al film di cui parleremo, anche il quarto capitolo di Shrek e Oobermind su un supereroe cattivo che soffre di depressione da quando il suo acerrimo nemico è morto. Questo riuscito, entusiasmante e avventuroso Dragon Trainer proviene dai creatori di pellicole come Shrek, Madagascar e Kung Fu Panda. La regia è di una coppia già collaudata con il cartone Lilo & Stich, si tratta di Dean DeBlois e Chris Sanders. La storia è tratta dalla serie di libri sulle avventure di Hiccup scritte dall'autrice inglese di romanzi per bambini Cressida Cowell. Per bambini, espressamente, è anche l'animazione in 3D. Dragon Trainer il cui titolo originale è How to Train Your Dragon ovvero Come ammaestrare il tuo drago è la storia di una grande amicizia, quella tra il piccolo vichingo Hiccup e il drago Sdentato. Una vera e propria rivoluzione, dato che i draghi sono (erano) i nemici e l’amicizia tra i due porrà fine alla tradizione vichinga, che voleva che gli adolescenti, per entrare nella comunità degli adulti, dovevano uccidere o ammaestrare un drago. Una anomalia sentimentale che mette in crisi il senso comune. E un magnifico segnale di coraggio individuale, dove colui che viene ritenuto ‘traditore’ è l’uomo del futuro, un rivoluzionario, una mente aperta. Niente più machi sull’Isola di Berk.    

dragon

Non è facile avere un corpo gracile se si fa parte di un clan di vichinghi, e se per giunta si è figli del capo villaggio. Ma è proprio la natura talvolta, a provocare i più grandi cambiamenti. Il piccolo Hiccup (che in inglese significa singhiozzo), smilzo e imbranato, tutt'altro che agile, è pieno di idee ma non ha ancora trovato la strada giusta per realizzarle. Hiccup vive con una tribù vichinga sperduta al Nord, nel territorio inospitale dell'isola di Berk. Suo padre Stoik è il numero uno in quanto a coraggio, ha un corpo possente e guida i suoi nella feroce lotta contro i loro nemici giurati: i draghi. Il figlio invece  non sembra possedere i requisiti per esserne il degno erede. Inutile dire quanto la cosa lo metta a disagio e lo faccia sentire inadeguato. Inutile aggiungere che la sua creatività e il suo ingegno sono impiegati tutti nel vano tentativo di escogitare il piano giusto per rendere il padre orgoglioso di lui. Macchinari strambi, e idee sempre con qualche intoppo, nonostante la buona volontà del ragazzo. Con l'intento di compiacere il padre e portargli in trofeo un vero drago, Hiccup partecipa con gli amici Astrid, Moccicoso e Gambadipesce al gruppo The Dragon Initiation Programme. E quando finalmente si trova faccia a faccia con il suo bestione da colpire, ci prova ma non ci riesce. Proprio non ce la fa ad ucciderlo, confermando la propria diversità rispetto agli altri vichinghi. In compenso, stupendosi lui per primo, ne diventa amico. Hic, coltello in mano, risparmia la creatura intrappolata in una rete, e come succedeva in E.T. diventa amico dell’'alieno'. A questo punto, il nuovo compito del nostro eroe un po' 'emo' e un po' 'nerd' è quello di difendere il suo nuovo amico Sdentato dagli attacchi di quegli stessi compagni di villaggio che fino a poco prima si era impegnato a emulare. Ecco la chiave di questo film di animazione che parte con un'impostazione avventurosa e poi si trasforma - sempre in un contesto d'azione - in qualcosa di più impegnatvo che attraverso un'amicizia molto improbabile diventa una storia quasi epica di dialogo contrapposto alla prevaricazione. Hiccup vuole cambiare il modo di pensare della sua gente, vuole far loro abbattere un pregiudizio e rendere possibile un avvicinamento pacifico. Ma la pace costa sacrifici. Il gesto di Hic, piccolo vichingo che suo malgrado allunga la mano e accarezza la testa di una delle bestie più feroci che infestano l’isola di Berk, infrange l’identità del padre, capo villaggio, umiliato da un figlio esile, pensoso e catastrofico nei vani tentativi di uccidere una bestia alata, nonostante il corso di iniziazione condotto dal forzuto Skaracchio Rutans, seguito anche da tutti gli amici più cari di Hic. La storia è volutamente pedagogica, la trama è volutamente semplice, il percorso di amicizia e formazione attraversa i passaggi topici del genere senza uscire mai dalla strada principale, i draghi possono essere terribili ma anche sembrare dei grandi gattoni. Un bambino rimane rapito da tutto ciò: il rapporto conflittuale con il genitore, il tentativo di abbattere un pregiudizio cambiando il punto di vista imperante e osando contravvenire ad un ordine, la valorizzazione del diverso, la vittoria dell'intelligenza sulla forza, il messaggio di pace contro la guerra. Anche la storia d’amore, fra bambini, di Hic con Astrid si mescola nella pellicola con quella per il drago mostricciattolo Sdentato. I tre sono dei disubbidienti alle regole della società, preferiscono conoscere il loro nemico, sapere qual’è il loro punto debole. Hic visto oggi è un perdente che vincerà senza sferrare un colpo ma solo con l’uso dell’intelligenza e del suo istinto. Il ragazzino è inoltre un ingegnere dell’immaginario, progetta strumenti di avanguardia, costruisce una protesi per il drago ferito ovvero una coda di cuoio che gli permetterà di volare, e che lo farà cavaliere dello spazio, in groppa alla Furia Buia (il drago più temuto, quello a cui Hic fa una carezza ad inizio film) saettante, tra avvitamenti e ascensioni vertiginose.

La promozione del nuovo film Dreamworks, Dragon Trainer, uscito il 26 marzo - distribuito da Universal Pictures - ha coinvolto anche il mondo della scuola. Il Museo di Storia Naturale di Milano in occasione dell’uscita del film ha creato degli spazi per "scoprire gli ambienti nordici in cui vissero i vichinghi: e svelare i misteri che si celano dietro alle leggende dei draghi!".  Le scuole che parteciperanno a questa iniziativa - e che potranno richiedere un kit ludico-didattico, tramite il quale conoscere il film e le creature mitiche e selvagge che lo popolano - potranno  partecipare ad un concorso realizzato per coronare quest’attività, che richiede ad ogni classe di realizzare un disegno ispirato al film ed inviarlo al Museo entro la metà di aprile. I migliori elaborati si aggiudicheranno uno scanner HP (premio per classe) e ogni singolo alunno della classe vincitrice riceverà un kit di prodotti dei vari licenziatari del film (Salati Preziosi, Preziosi Collection e Mc Donald’s).

"I Vichinghi sono duri, con un codice e un credo", spiega Chris Sanders. "Combattere è una seconda natura per loro. Se si è un vichingo non ci si ritira da una battaglia, si è forti fisicamente, coraggiosi e non ci si tira mai indietro. La cosa che più amiamo in Hic è che vuole essere un vichingo. Non si è svegliato un giorno dicendo: 'Vorrei, ma non ho la stoffa adatta', al contrario, vuole disperatamente essere uno di loro. Lui non capisce tutto quello che succede nel villaggio, ma una cosa è chiara, le sue prospettive e le sue capacità sono diverse. Suo padre non lo capisce e neppure gli abitanti del villaggio. Ma noi sì, ed è proprio questo che ci piace del suo personaggio". La magia e la poesia di Dragon Trainer si deve all’affiatamento dello staff, a partire da Chris Sanders e Dean DeBlois che si conobbero lavorando su Mulan ed ebbero la loro prima collaborazione scrivendo e dirigendo Lilo & Stich, nomination come Migliore Film di Animazione nel 2002 dall’Academy of Motion Picture Arts and Sciences. “La loro essenza – osserva la produttrice Bonnie Arnold – è di essere dei grandi narratori. Si possono avere la migliore tecnica di animazione, la musica, gli effetti sonori, grandi doppiatori, ma si deve avere e sostenere una grande storia. Come registi e scrittori avevano in mente un modo per raccontare questa vicenda, un adattamento molto specifico di un libro amato. Essi sono particolarmente bravi a comunicare a tutto lo staff la loro visione del progetto, questo ha spronato tutti quelli che hanno lavorato al film a fare sempre meglio”. Bellissime le sequenze tra le nuvole, la fluidità del disegno, lo sfondo dei paesaggi emozionanti ed immensi, ispirati dall’Islanda e dall’Oregon. Poesia e azione vanno di pari passo, gli sguardi tra il protagonista e il drago danno vita a sequenze mozzafiato in scene quasi sempre mute, seguite da battaglie e comicità con i draghi flagello dell’isola che se accarezzati sul dorso si addormentano e diventano animali da compagnia. Il tutto in un nuovo formato 3D stereoscopico con una elaborazione digitale sofisticata che dà vita a scene di grande effetto come lo stormo di bestie alate che si alza verso le montagne vulcaniche dove hanno sede i loro nidi. Sanders e DeBlois ci tengono a ringraziare tutto il team dell’animazione computerizzata, i supervisori degli effetti visivi, la scenografa, tutti numeri uno nel loro settore e il direttore della fotografia Roger Deakins, una personalità nel mondo del cinema, otto volte premio Oscar per i suoi lavori passati. Dragon Trainer è sicuramente una delle pellicole più ambiziose e riuscite della DreamWorks Animation che per chi ha figli, o per chi non ne ha ma ama l’animazione, si rivelerà una esperienza divertente, emozionante e profonda.

Scritto da Claudio Lugi
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