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Hercules

Schede

09/03/2009

Il Film

Se ancora oggi, dopo più di duemila anni, un Ercole dal look appena modernizzato gonfia i muscoli sulle copertine di quaderni e diari di tanti studenti, allora non c'é dubbio: il mito regge, eternamente popolare, come ai tempi in cui, barbuto e coperto soltanto della pelle di leone d'ordinanza, l'eroe greco troneggiava su piatti, vasi ed altri manufatti. Ercole, Eracle per i Greci cui spetta il copyright, meglio di ogni altro ha affrontato, e superato, lo scorrere dei secoli. All'occhio esperto e acuto della Disney il fenomeno non poteva certo sfuggire, alla luce anche delle possibilità che il protagonista di tali e tante avventure forniva a soggettisti e sceneggiatori. C'era poi il successo di una recente serie di telefilm, dedicati al figlio illeggittimo dato a Giove dalla bella ma mortale Alcmena, a confermare la validità dell'intuizione.
Detto fatto, ecco pronto per tutti gli amanti dei cartoni targati Disney, e non solo, un altro successo annunciato. Protagonista assoluto, è ovvio, Hercules, come lo chiamano negli States. Ercole é un nome che suona noto a qualsiasi studente, le sue avventure si leggono e si raccontano ancora in molte classi, a vari livelli del nostro sistema scolastico. Il film sarà per tanti allora l'occasione per una rilettura, o per la scoperta, di un mito classico tra i più fortunati dell'antichità, alimentato da una fitta serie di narrazioni e versioni orali, con numerose varianti locali ma, evidente denominatore comune, sfociate quindi naturalmente nell'alveo della letteratura ufficiale. Cosiderato che l'approccio degli autori è dichiaratamente poco filologico, spetterà a ciascuno spettatore interessato andare magari a scartabellare tra i volumi di casa o in biblioteca per ricostruire la leggendaria verità. Le celeberrime "dodici fatiche", non le uniche gloriose imprese compiute dall'eroe, ma certamente le più note e significative, possono essere lette tra l'altro anche come l'espressione simbolica delle tappe, dure e rischiosissime, percorse con coraggio dal genere umano sulla strada della conquista della piena coscienza di sè e del proprio ruolo nel mondo. Ercole ha rappresentato per gli antichi il tramite del passaggio di un'umanità ancora selvaggia da uno stadio poco più che ferino all'organizzazione civile della vita sociale. Non va dimenticato inoltre che Ercole, divinizzato, è stato oggetto di un vero e proprio culto assai diffuso presso i Romani. La sua particolare natura per metà umana e per metà divina gli ha permesso di condividere con gli uomini molte più cose di qualsiasi altro dio o semidio. C'è in lui addirittura una anticipazione pagana della figura del Cristo, Dio e uomo allo stesso tempo. Ma Ercole, forte, bello e generoso rappresenta soprattutto lo stereotipo dell'eroe che tanto colpisce l'immaginario giovanile. Negli ultimi decenni, alle generazioni cresciute con Superman e Batman o l'Uomo Ragno ed Hulk sono seguiti i fanatici di Rambo e di Terminator. Tutti parenti stretti, a vario titolo, di quell'indomito ragazzone greco che, proprio in quanto torna alla ribalta in questo momento, non può non richiamare, in tutt'altro settore, la fortuna di Atene, città prescelta, in barba a Roma, per ospitare le Olimpiadi del 2004. Nessun dubbio che Ercole incarni l'immagine del più grande "atleta" che abbia visitato la faccia della terra. Più che normale che la Disney apra dalla città del Partenone la campagna europea per la distribuzione della pellicola. Vogliamo segnalare la piccola rivincita, indiretta, che Roma si prende grazie alla scelta, per il film, della versione latina del nome dell'eroe. Da sempre i cartoon Disney strizzano quà e là l'occhio in modo più o meno diretto alla realtà, ma stavolta pare proprio che "Hercules", se solo si gratta via la patina classicheggiante, porti tatuato con evidenza il marchio "made in USA". E ciò sia per la caratterizzazione dei protagonisti delle divertenti avventure, sia per quanto si muove inrtorno ed accanto a loro: che è, per non far giri di parole, l'attuale società americana, colta in alcuni dei suoi aspetti più macroscopici, di maggior risonanza a livello di fenomeni di massa che coinvolgono, ad esempio, economia ed informazione. Vi sono evidenti riferimenti al mondo dello sport, agli interessi economici sempre più prevalenti sul fatto tecnico ed agonistico, al peso degli sponsor, al ruolo del merchandising e così via. L'operazione si sviluppa nel segno dell'autoironia, di una volontà di dissacrazione bonaria dall'interno che non fa mai male all'immagine di chi la propone e che , in fin dei conti, non fa poi grossi danni al sistema da cui viene espressa. Però può aiutare noi a riflettere su un mondo del quale ben conosciamo la forza espansiva e la capacità di penetrazione anche in altre società, compresa la nostra. Per non smettere mai di pensare anche quando sorridiamo.

Scritto da ADMIN
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