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Harvey Milk, eroe contro le diseguaglianze

Schede

15/04/2009

Da John Fitzgerald Kennedy a Martin Luther King, a Bob Kennedy la difficile strada dei diritti civili negli Stati Uniti d'America è cosparsa da una lunga scia di sangue. In tutto il mondo lo sconcerto e la tensione seguita al sacrificio di quelle vite hanno coinciso all'affievolirsi di un sogno non più solo "americano". Quei martiri sono rimasti a lungo nell'immaginario collettivo di più d'una generazione, in ogni angolo del pianeta, a rappresentare la lotta in nome della libertà degli individui.

Ma ancora tanti altri eroi, negli Usa o altrove, spesso sconosciuti ai più, sono morti combattendo per l'emancipazione dei neri o di altre minoranze etniche, per le ragioni delle donne o dei disabili, dei disoccupati o dei miseri, dei minori o degli anziani. Harvey Bernard Milk è uno di quegli eroi. Un uomo normale, che merita rispetto e considerazione in virtù dell'impegno in favore degli omosessuali, di cui è stato portavoce e difensore, impegno che lo ha portato - primo politico americano "openly gay" - a ricoprire la carica di supervisor (una sorta di consigliere comunale) presso il Municipio di San Francisco.

Se pensiamo che la recente elezione di Barack Obama alla Presidenza degli Stati Uniti abbia costituito un'inaspettata quanto insperabile infrazione a un tabù secolare, possiamo allora immaginare l'entità di una conquista così eclatante durante gli anni Settanta, nel pieno dell'ignobile crociata - ipocritamente moralizzatrice e repressiva - portata avanti dagli epigoni della discriminazione e dell'oscurantismo.

Gus Van Sant (Will Hunting - Genio ribelle, Elephant, Paranoid Park_) alla macchina da presa, e Sean Penn nei panni del protagonista, hanno ritenuto di dover raccontare nella maniera di una struggente biografia per immagini, che miscela una straordinaria performance interpretativa al rigore documentaristico, la vicenda pubblica e privata di una persona eccezionale. Così è nato Milk, lungometraggio che segue l'uscita di The Times of Harvey Milk (1984) di Rob Epstein, un documentario dedicato al carismatico leader della comunità omosessuale di San Francisco e premiato con l'Oscar nel 1985.

L'opera in esame, sceneggiata da Dustin Lance Black, è strutturata come un lungo flashback che scandaglia la vita di Harvey Milk lungo un periodo di otto anni, dal 22 maggio 1970, giorno del suo quarantesimo compleanno, fino al 28 novembre 1978, data della sua tragica scomparsa. L'espediente narrativo del salto all'indietro nel tempo - molto ben riuscito - vede il protagonista intento a confidare a un registratore gli anni trascorsi, le minacce di morte e il timore di venire ucciso. Non si tratta del tutto di un'invenzione drammaturgica dal momento che quel nastro contenente il racconto di Milk esiste realmente.

 

Scritto da ADMIN
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