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Eragon, l’eroe che cavalca il drago

Schede

09/03/2009
Una spada magica appartenuta a un cavaliere malvagio, un marchio distintivo tatuato sul palmo della mano destra, un drago come fraterno amico e micidiale cavalcatura. Ecco il magnifico corredo del giovane Eragon, uno degli ultimi Cavalieri dei Draghi. Il coraggio che lo anima, il destino che gli ha affidato un'antica eredità, il rischio di una missione decisiva per le sorti del mondo sono gli ingredienti di quest'avvincente racconto per immagini prodotto dalla Fox che si appresta a ripetere i successi del Signore degli Anelli.

La direzione di Eragon è stata affidata all'esordiente Stefen Fangmeier, uno dei più abili ed esperti maghi degli effetti speciali in circolazione (da Terminator 2 a La Tempesta Perfetta, da Salvate il soldato Ryan a Master and Commander), e il risultato è visivamente sorprendente. L'espressività del volto e le evoluzioni aeree di Saphira, l'inseparabile dragonessa di Eragon che sembra uscita da Jurassic Park, la raffigurazione delle creature subumane come i Ra'zac e gli Urgali, le scene di massa e la battaglia conclusiva, denotano non solo l'eccelsa perizia tecnica, ma anche un gusto e una sensibilità che nasce da un lungo apprendistato accanto ai migliori registi di Hollywood.

Tuttavia, non sono solo gli effetti visivi a costituire l'interesse maggiore del lungometraggio basato sul best seller di Christopher Paolini, ma le riprese del mondo fatato di Alagaësia, sia i paesaggi naturali (in buona parte riprodotti in digitale con un realismo eccezionale) che i suggestivi scenari dominati dall'oscurità. Inoltre la direzione degli attori - tutti conformi ai ruoli loro assegnati - è influenzata, in positivo, dalla potenza e dalla freschezza della narrazione.  

In un'epoca fantastica simile al Medioevo il quindicenne Eragon (Ed Speelers) vive a Carvahall, un villaggio ai piedi della Grande Dorsale, con lo zio Garrow e il cugino Roran. Un giorno, cacciando un cervo trova in terra un enorme zaffiro d'inestimabile valore che decide di nascondere. Qualche tempo dopo, però, la strana pietra si schiude rivelando il suo contenuto: un cucciolo di drago dal colore blu che gli imprime sulla mano il "Gadwey Ignasia", ossia un simbolo che raffigura un drago d'argento, e che elegge chi lo porta a cavaliere di drago.


Scritto da ADMIN
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