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Buongiorno, notte

Schede

09/03/2009

La Storia in un interno

Interno di un appartamento disabitato. Arriva una giovane coppia, accompagnata da un agente immobiliare, che dopo averlo visitato ed aver apprezzato l' ingresso diretto dal garage, decide di affittarlo. Nel quadro successivo la ragazza ha già preso possesso dell'appartamento, ammobiliato alla meglio. Con lei ci sono due compagni, diversi dal precedente, intenti a costruire una finta parete di libri. Nuono quadro, la giovane è di fronte alla Tv, ad osservare un'edizione speciale del TG 2 che descrive in modo sommario il rapimento da parte di un commando di terroristi dell'On. Aldo Moro e l'uccisione della scorta. La ragazza sembra esultare. Per poco, perché l'arrivo improvviso della vicina di casa che le lascia in custodia, per qualche istante, il figlio più piccolo, la mette in allarme. Intanto dalla porta del garage stanno salendo tre giovani (i due che abbiamo già visto, più un terzo con i baffi) che trascinano una specie di baule. Ma ecco suonare ancora il campanello. Panico e tensione nel piccolo gruppo, che tira fuori le armi. E' la vicina, tornata a riprendere il piccolo figlio. Finalmente il baule può essere portato dietro la finta parete costruita pochi giorni prima...
Il film ci riporta nelle tenebre di quella "notte della repubblica" che, iniziata qualche anno prima, trovò il suo culmine nel rapimento di Aldo Moro (16 marzo 1978, ore 9,10) e nei 55 tragici giorni che seguirono (il cadavere fu ritrovato il 9 maggio). La macchina da presa non si sposterà quasi più da quell'interno, con la sua tana segreta. Il mondo esterno vi giunge soltanto filtrato dalla tv, attraverso molte immagini di repertorio. E attraverso le brevi uscite di Chiara, così si chiama la ragazza dell'appartamento. La ragazza, infatti, interpretata dalla bella italo-iraniana Maya Sansa, già attrice di Bellocchio ne "La balia", vive tre vite. Ha un lavoro di facciata come bibliotecaria che la porta ad avere contatti con un sensibile e perspicace collega, il quale pare quasi le legga dentro più di quanto lei stessa non riesca a fare, perché le consegna una sceneggiatura di cui è autore, incentrata sulla figura di una terrorista, combattuta tra il fascino dell'utopia rivoluzionaria e il rifiuto della violenza di chi cerca di realizzarla. Il titolo? "Buongiorno notte", proprio quello del film. Ma Chiara è anche "l'angelo" di quel poco rassicurante focolare, a cui provvede con la spesa, la cucina, le pulizie. «Deve esserci una donna tra voi, me ne accorgo da come sono piegati i calzini», esclama ad un certo punto del film Moro (interpretato in modo memorabile da Roberto Herlitzka). Ma è la terza vita di Chiara, quella interiore, quella psico-onirica, che costituisce la molla dell'intero film, la sua chiave di volta. Liberamente ispirato a "Il prigioniero", diario di quei 55 giorni scritto dalla brigatista Annalaura Braghetti, attraverso lo sguardo di Chiara, sempre più a disagio nel suo ruolo di combattente, il regista legge il complesso mondo del terrorismo di quegli anni, così ciecamente e disperatamente fiducioso nell'avvento della rivoluzione e intrappolato nei rituali della clandestinità. ? a lei che Bellocchio affida i suoi stessi pensieri, le sue riflessioni, il suo messaggio, la sua morale. ? con gli occhi suoi che vediamo poco a poco, per frammenti e suggestioni, Moro. Per scoprire, tra fessure e spioncini, come attraverso un grande buco della serratura aperto sulla Storia, il volto pallido e dolente di un uomo. Perché non è più l'uomo politico, quello che vediamo con gli occhi di Chiara, ma un uomo prigioniero di altri uomini. La dimensione storica, così come quella realistica, sfuma in quella interiore, di una terrorista che nel finale libera il prigioniero, facendolo circolare liberamente per le stanze dell'appartamento al suono della musica di Schubert.
Scritto da ADMIN
Tag: notte, buongiorno,
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