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Biancaneve reloaded!

Schede

30/03/2012

Una rilettura brillante, allegra, cromatica e sostanzialmente classica, con star in carne e ossa immerse in un'atmosfera da cartoon, e con una memorabile regina dalla doppia personalità interpretata da una sublime Julia Roberts. Mentre la fanciulla bianca come la neve, rossa come il sangue, e bruna come l'ebano è Lily Collins.

Ossessionata dalla propria bellezza e dall'idea di poter divenire la consorte del giovane principe Andrew (Armie Hammer), la Regina (Julia Roberts) chiede costantemente al suo specchio magico chi sia la più bella del reame ma un giorno ottiene una risposta inaspettata: la detentrice di tale appellativo è Biancaneve (Lily Collins), la ragazza di cui è matrigna, la figlia di primo letto del Re che aveva sposato e che lei ha tenuto mal volentieri tra le mura del castello dopo la morte del padre. Inferocita, chiede ad un cacciatore di portare la ragazza nel bosco e di ucciderla ma, riuscita a scappare, Biancaneve trova rifugio presso la casa di un gruppo di nani, piccoli, litigiosi ma esperti ladri, disposti a tutto pur di aiutarla nel riprendersi il regno sottrattole e riconquistare il cuore del suo adorato Principe.

"Specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?". E lo specchio rispondeva: "Del tuo regno, Regina, la più bella sei tu”. Chi non conosce questa frase, diventata una specie di mantra, e chi non conosce la più celebre delle fiabe scritte dai fratelli Grimm? Anche il cinema adora la storia di Biancaneve e dopo le varie trasposizioni del passato, inclusa la celebre pellicola animata Disney, adesso ne sono in preparazione ben due, visto che oltre del film di cui parliamo, ne uscirà in estate un’altro, intitolato: Biancaneve e il Cacciatore con Kristen Stewart, Chris Hemsworth e Charlize Theron. Ma mentre quest’ultimo avrà atmosfere decisamente molto dark, la Biancaneve di Tarsem Singh è a tutti gli effetti la più vicina allo spirito della fiaba.

Tarsem Singh, nato in India nel 1961 con studi ad Harvard, e un celebre passato da regista di video musicali per gruppi come i R.E.M., o più recentemente per cantanti dal look coloratissimo e curato come Britney Spears, Pink e Beyoncé Knowles, oltre che regista di film come Immortals e The Cell, con la sua straordinaria visionarietà è riuscito a manipolare un classico, per eccellenza... Ha preso la storia di Biancaneve per tirarne fuori una versione sorprendente, e allo stesso tempo classica. La genialità dell’operazione risiede infatti nella scelta del regista di lasciare intatte tutte le sottotracce psicologiche di cui è intrisa la fiaba per stravolgere il concetto di realtà, attraverso l’utilizzo di attori in carne ed ossa in una atmosfera che ricorda da vicino un film di animazione. La sua Biancaneve è una rilettura brillante, leggera, allegra, con costumi supercromatici e in stile cartoon, che però rispetta - dietro la facciata di un mondo sorprendentemente ‘finto’ - tutte le complicate relazioni che legano i personaggi. Unica divagazione non c’è più la figura del cacciatore, sostituito dal tirapiedi della Regina, magistralmente interpretato da Nathan Lane. “Questo progetto mi ha da subito conquistato e interessato moltissimo. – ha affermato il regista – E’ stato per me l’opportunità di mettermi alla prova con qualcosa che non avevo mai fatto prima, ovvero, un film per famiglie che mescola azione, commedia e complotti. Questa storia ha un’energia totalmente diversa rispetto agli altri miei film e mi interessava molto la possibilità di aggiornare una storia classica ed eterna come questa. Biancaneve è un archetipo che è stato tramandato per cinque o seicento anni in tutta l’Europa, in Paesi diversi e con versioni differenti. Nel film abbiamo incorporato, io, i produttori e gli sceneggiatori, tutto quello che abbiamo scoperto durante le nostre ricerche”.

Il cuore della storia, rivista da Singh, risiede nel rapporto tra la Regina, Biancaneve e il Principe. Quindi la scelta degli attori era il fulcro per la riuscita del film che doveva mantenere una forte componente spettacolare, uno humour molto vivace e una buona dose di romanticismo. A questo punto per la parte della Matrigna/Regina, il regista, ha voluto una delle donne più amate d’America, un’attrice che con il suo sorriso ha conquistato tutti: Julia Roberts. “La Regina – ha affermato Singh – è astuta, vanitosa, amorale, e non solo è ossessionata dalla bellezza ma anche dal potere. Vuole conquistare il Principe non solo per sentirsi la più desiderata ma anche per potere continuare a controllare il Regno. Julia è stata la prima e unica scelta perché era perfetta, dato che doveva stravolgere l’immagine che il mondo ha di lei. La Regina è malefica, oscura e malvagia ma anche irresistibilmente affascinante. Julia Roberts è così intensamente carismatica che è stata capace di fare tutto questo senza sforzo”.

“Una donna dalla doppia personalità – ha detto Julia Roberts – che mi ha incuriosito immediatamente. La vediamo come appare nella vita quotidiana e poi, ovviamente, come è lei riflessa nello specchio. La Regina dello Specchio è più calma e composta, perché ha l’illusione del potere, della bellezza e quindi si sente sicura mentre, quando si deve rapportare con gli altri, fa molta fatica a mantenere questo aplomb e tira fuori tutta la sua perfidia”.

Lily Collins ha conquistato tutti immediatamente ai provini, ha 24 anni e sono quelli che dimostra, non è artefatta ed è pura e innocente come Biancaneve. “Al giorno d’oggi è molto difficile trovare un’attrice – ha sottolineato Singh - in grado di possedere la grazia di Audrey Hepburn e la classe di Elizabeth Taylor e che non sia vittima dei vizi contemporanei. Lily sembrava incarnare il bene classico di cui il personaggio di Biancaneve è intriso. Trasuda genuinità e noi era di una ragazza così che avevamo bisogno”.

Armie Hammer è il Principe Alcott ed è un eroe molto contemporaneo. Un bel ragazzone americano, alto più di un metro ottanta, ma un attore dalle mille corde con un senso di dignità e regalità, oltre che di goffaggine e spiritosaggine che il ruolo richiedeva.

Infine discostandosi la produzione dall’originale fiaba dei Grimm è nato il personaggio di Brighton, il fedele, infingardo e imbranato servo della Regina. “Brighton ricopre il ruolo del cacciatore che abbiamo imparato a conoscere nella fiaba tradizionale”, ha osservato Singh. “E’ una parte molto complessa. E’ lui che decide se Biancaneve debba vivere o morire, ma è anche costantemente maltrattato dalla Regina anche se cerca sempre di assecondarla per renderla felice. Ma non fa altro che deluderla. Per questa parte ci voleva un grande caratterista, un attore con dei tempi comici straordinari e noi abbiamo avuto uno dei migliori Nathan Lane. I siparietti tra Julia e Nathan sono diventati i pezzi più forti, sul lato comicità, di tutto il film. Due malvagi, anche un po’ stolti, che tramano in continuazione che agli occhi degli spettatori, di ogni età, risultano estremamente divertenti. Proprio come tutti i cattivi, egocentrici ed eccentrici – non so pensate ad un personaggio incredibile come Crudelia de Mon ne La carica dei 101 – possono essere!”.

 

Biancaneve secondo i fratelli Grimm

Nata dalla fantasia dei fratelli Grimm (che, in realtà ne fecero due versioni, una nel 1812 e una nel 1819, che divenne la versione definitiva), la fiaba di Biancaneve è diventata un'icona del genere narrativo per bambini. Fu presentata al pubblico per la prima volta nel 1812, compresa all’interno della raccolta “Fiabe dei bambini e del focolare”, la storia di Scheenwittchen (questo il nome tedesco della famosa protagonista) è  probabilmente il risultato di una sintesi di diversi racconti, tradizioni, elementi appartenenti al folclore popolare. Tante sono le edizioni e le versioni che di questa fiaba sono state proposte : di “Biancaneve e i sette nani” ne hanno parlato più volte la letteratura, il cinema,  il teatro, persino i fumetti. Ognuno di questi adattamenti ha contribuito in modo più o meno decisivo all’affermazione di questa fiaba nell’immaginario collettivo, rendendola parte del patrimonio culturale  collettivo. “Biancaneve e i sette nani” si configura oggi come un mito senza tempo che non solo riesce ad unire decine di generazioni, ma che continua ad essere un valido strumento di esplorazione degli archetipi del mondo fantastico.

Biancaneve secondo la Disney

Quella della Disney non è solo la più conosciuta tra le versioni della fiaba, ma è anche la produzione che ha lanciato il marchio Disney nel mondo. Primo lungometraggio d’animazione realizzato dalla casa di Topolino, “Snow White and the seven Dwarfs" uscì nelle sale il 4 Febbraio del 1938 distribuito dalla RKO Radio Pictures, diventando immediatamente uno dei più grandi successi della storia del cinema made in USA. Il riconoscimento dell’importanza storica di un’opera del genere, il successo planetario, l’entusiasmo della critica, vennero in realtà dopo molti ostacoli e diffuso scetticismo. Il Sig. Walt Disney, infatti, dovette combattere duramente affinché il suo primo film venisse prodotto. Il film venne a costare complessivamente un milione e mezzo di dollari (cifra assolutamente smisurata per l’epoca) e il papà di “Topolino” si trovò costretto ad ipotecare la casa per finanziare la produzione del film. Il cartone animato venne creato interamente con mezzi artigianali (disegni a mano e sfondi con la tecnica dell’acquerello) e richiese ben tre anni di lavorazione; molte tecniche d’animazione che più avanti divennero standard, furono create e sviluppate appositamente per “Biancaneve”, che rappresenta da sempre un modello di valore inestimabile per l'industria del cinema.

Biancaneve

(Mirror Mirror, Usa, 2012)

Regia di Tarsem Singh con Julia Roberts, Lily Collins, Armie Hammer, Nathan Lane, Sean Bean

106’, 01 Distribution, avventura/commedia/drammatico

4 APRILE

Scritto da Patrizia Morfù
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