Caricamento pagina in corso...

Alberto Sordi: Specchio dei nostri difetti

Percorsi

09/03/2009
Rispetto alle tematiche neorealiste ora la è la vita quotidiana dell’italiano medio a essere rappresentata. Le miserie morali , le contraddizioni , l’arte di arrangiarsi, il trasformismo vengono visti in chiave ironica ma senza reticenze .
Il pubblico in sala si rispecchia nei protagonisti sullo schermo rendendo possibile un processo di identificazione che il cinema neorealista fatto di grandi ideali e intenti moralistici non permetteva. E’ stato un grande periodo nella storia del cinema italiano e al cinema si deve il merito grandissimo di aver contribuito a definire e riflettere su certi nostri tratti nazionali alcuni dei quali deplorevoli. Non un intento esclusivamente comico o grottesco quindi per ingraziarsi un facile favore del pubblico ma anche l’ambizione di far pensare e di insinuare qualche dubbio su certi comportamenti collettivi colpevolmente tollerati da una morale allentata e sempre più lontana dai valori della Resistenza.
Gassman, Tognazzi, Manfredi furono i grandi attori che diretti da una schiera di altrettanto grandi registi diedero vita a una serie di personaggi italici rimasti famosi .Ma è Sordi che primeggia su tutti con i suoi 120 film e più . E’ a lui che si deve ricorrere se si vuole riflettere sull’Italia degli anni dal ‘50 al ’70.
I suoi personaggi sono soprattutto romani ed è naturale in lui poiché nato e, cresciuto nel quartiere popolare di Trastevere ha respirato fin dall’infanzia quella romanità autentica della gente della strada fatta di disincanto e di forte ironia a cui non è estraneo un certo cinismo che gli deriva dalla lunga storia alle spalle . Non sempre i suoi personaggi suscitano simpatia, anzi . Ha il coraggio di scegliere personaggi scomodi inquietanti per meschinità e bassezza morale ed è questo un importante tratto significativo dell’attore più attento a osservare l’evoluzione del costume italiano piuttosto che alla propria carriera di attore. Ben consapevole di non dover rinnegare il suo sentire “popolare” ha sempre attivamente cooperato con gli sceneggiatori (i migliori dell’epoca) alle delineazione dei suoi personaggi facendo ricorso alla sua acuta capacità di osservazione e alla straordinaria capacità imitativa e parodistica. Come regista ha diretto 18 film dalla fine degli anni ’60 fino alla fine degli anni ’90.
Scritto da ADMIN
VOTO
 

SCRIVI UN COMMENTO

  • Image User
    Non risulti attualmente loggato!

    Ricorda le informazioni personali

    Inviami una notifica sulle risposte

    Inserisci qui a fianco il testo che vedi nel riquadro sottostante:

    Inserisci il commento

FILM IN SALA

PROSSIMAMENTE

Disattiva Apri