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Zero Dark Thirty

Locandina del film Zero Dark Thirty
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Zero Dark Thirty
(Zero Dark Thirty, 2012, Usa)

“Una rarità, un film che riesce a intrattenere e che non scende mai a compromessi con lo spettatore o che semplifica la Storia e la Verità”. (Variety)

Ci sono voluti dieci anni, dall’attentato alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001, prima che la CIA riuscisse ad individuare dove si nascondeva il Numero Uno, di Al Qaeda, Osama Bin Laden catturarlo ed ucciderlo. Era il 2 maggio del 2011 ad Abbottabad, in Pakistan. Durante questi anni un gruppo di intelligence della CIA ha vagliato ogni mossa di Bin Laden e tenuto sotto controllo i suoi corrieri. Maya (Jessica Chastain) è una agente della CIA che dedica ogni minuto della sua esistenza per raggiungere questo obiettivo ed è grazie ad alcune sue intuizioni e al suo credere con forza, contro le paure e le incertezze dell'apparato, di aver effettivamente individuato il luogo in cui si nasconde Bin Laden che si arriverà a centrare l’obiettivo. Ma non prima che la donna debba combattere una sua guerra privata contro la burocrazia e l’ottusità maschile. Quando i pezzi del puzzle cominciano a riempirsi, sotto l’autorizzazione dell’Amministrazione Obama, da una località dell’Afghanistan parte una squadra dei Navy SEAL, Forze Speciali Usa, che il 2 maggio 2011 fecero incursione in una abitazione di Abbottabad e trovarono lo ‘sceicco del terrore’.

 

A quattro anni di distanza da The Hurt Locker, che ha consacrato Kathryn Bigelow la prima donna che ha vinto l’Oscar come Migliore Regista, oltre che Miglior Film, per un totale di sei statuette che comprendeva anche quello di Migliore Sceneggiatura Originale di Mark Boal, giornalista e compagno della regista, i due sono tornati alla carica con Zero Dark Thirty – un’espressione dell’esercito americano che indica un’operazione militare che avviene in qualsiasi momento opportuno, durante la notte. 

Da tempo la Bigelow e Boal stavano lavorando ad un progetto su Osama Bin Laden e, alla notizia della sua morte, hanno dovuto riscrivere il copione. Ma invece di focalizzarsi totalmente sull'aspetto militare della missione, la Bigelow procede per gradi, allargando lo sguardo con precisione chirurgica a tutte le pedine della interminabile caccia, compresi gli interrogatori e le violenze ai prigionieri di Guantanamo, alla dimensione umana, psicologica e politica di una missione delicatissima, oltre ché rischiosa, di cui non c'è mai nessuna certezza. E trova il suo baricentro nel personaggio di Maya, una straordinaria Jessica Chastain, candidata all'Oscar per questa interpretazione, un agente della CIA, la donna che realmente, con una caparbietà e dedizione totale, nonostante i pregiudizi e i complicatissimi protocolli, riuscirà a individuare l'obiettivo finale. Il film della Bigelow ha avuto moltissimi problemi in fase di realizzazione, dal divieto del Pakistan di girare nei luoghi dove tutto è realmente accaduto, quindi la regista ha optato per l’India, fino alle accuse relative al mostrare le torture inflitte ai prigionieri per ottenere informazioni.

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