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...E ora parliamo di Kevin

Locandina del film ...E ora parliamo di Kevin
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...E ora parliamo di Kevin
(We Need to Talk About Kevin, 2011, Gran Bretagna, USA)

Per averlo Eva ha messo da parte tutte le sue ambizioni personali. Ma sin dall'inizio il rapporto tra lei e suo figlio è stato estremamente problematico. A 16 anni, infine, Kevin ha commesso una strage a scuola. A due anni di distanza  Eva si interroga sulle sue responsabilità cercando di trovare un equilibrio al suo senso di colpa.

 

Eva (Tilda Swinton) mette da parte ambizioni e carriera per dare alla luce Kevin. La relazione tra madre e figlio è però molto difficile sin dai primissimi anni. A quindici anni Kevin compie un gesto irrazionale ed imperdonabile agli occhi dell’intera società. Eva lotta contro una profonda amarezza e atroci sensi di colpa. Ha mai amato suo figlio? E’ in parte colpevole di ciò che ha fatto Kevin?

 

Tilda Swinton (Eva / Produttore Esecutivo): “In questa storia si racconta di un massacro che avviene in un liceo, ma non è questo l’evento principale. Nel romanzo, al quale il nostro film si ispira, Lionel Shriver dirige, più che altro, la nostra attenzione sulle terribili conseguenze di un’educazione squilibrata dei figli. E’ stata questa la linea guida che abbiamo seguito nel corso dello sviluppo della sceneggiatura e nella creazione dell’atmosfera del film”.

 

John C. Reilly (Franklin): “La storia si concentra sull’idea secondo cui nelle famiglie tutti vanno d’accordo. L’idea per cui genitori e figli debbano per forza essere in sintonia. La gente s’identificherà molto in questo film. Crescere dei figli è molto complicato, e nonostante le nostre migliori intenzioni possono accadere cose orribili e fuori da ogni controllo. Eva è una bohemien mondana, istruita, che ha viaggiato molto. Franklin è una persona più con i piedi per terra, che ama i piaceri semplici. Non si capisce per quale ragione sia stata attratta da lui e viceversa. Entrambi negano la realtà della loro vita quotidiana. E’ una storia dura, ma viene raccontata da una prospettiva di bellezza e di calore. Nasce tutto dall’idea che esista una bontà innata, anche se in questo film esploriamo il male che si nasconde dentro ad ogni cosa”.

 

Ezra Miller (Kevin): “Kevin ha una madre con dei sentimenti ambivalenti nei suoi confronti, probabilmente si sente sminuita e limitata dal fatto di aver avuto un figlio. Non è crudele, non è un caso di cattivo genitore, ma Kevin è molto intelligente e riesce a vedere oltre. Inizia a provare del risentimento nei confronti della madre, ed assume un atteggiamento che ha l’intento di distruggere la sua farsa. Kevin non è cattivo o sociopatico: è semplicemente un adolescente che ha un’idea pericolosa del modo in cui la sua famiglia si è formata. Si tratta di una situazione plausibile, relazioni come questa esistono veramente. In questo film raccontiamo in maniera bellissima e artistica come queste cose possano accadere per davvero”.

 

Selezione Ufficiale Concorso nella 64° edizione del Festival di Cannes.

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