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Wall Street: Il Denaro Non Dorme Mai

Locandina del film Wall Street: Il Denaro Non Dorme Mai
TRAILER Fermo immagine del trailer
Wall Street: Il Denaro Non Dorme Mai
(Wall Street: Money Never Sleeps, 2010, Usa)

Il ritorno di Gordon Gekko, 23 anni dopo. L’avidità degli anni ’80 si incontra con la crisi globale dell'economia del 2008. Wall Street da bruciare?

 Quando nel 2001 lascia il penitenziario federale, dopo avere scontato una pena per frode finanziaria, riciclaggio e traffici illeciti, Gordon Gekko (Douglas) è un uomo diverso. Non è più il dominatore di Wall Street, ha la barba mal rasata e i capelli in disordine. Nessuno lo sta aspettando, né la figlia Winnie (Mulligan), che non vuole più saperne di lui, tantomeno i suoi colleghi di Wall Street, occupati in sua assenza ad accumulare fortune sempre più immense. Dopo otto anni di detenzione, Gekko è un uomo solo e fuori dal mondo al quale apparteneva. Si dedica alla scrittura di un libro autobiografico, molto polemico sul destino della finanza mondiale, intitolato “L'avidita è un bene?” Lo pubblica nel 2008, alla vigilia del grande crollo delle borse mondiali. Gekko è un uomo dimesso, ma ancora molto combattivo.   Non ha nessuna  nostalgia del potere economico passato, l'unica cosa che vorrebbe riconquistare è l'affetto della figlia. Ed è proprio quello che gli viene offerto da Jake Moore (LaBeouf), un giovane e abile intermediario finanziario, che lavora sotto le ali di Louis Zabel (Langella). Una riconciliazione in cambio di un aiuto a distruggere l'uomo più potente di Wall Street, uno squalo responsabile, secondo il giovane, dello strano suicidio del suo principale. Gekko accetta.

Era il 1987 quando Michael Douglas vestiva per la prima volta i panni di Gordon Gekko e recitava l’inno all’avidità che gli avrebbe fruttato un Golden Globe e un Oscar. Solo dopo scoprì che una generazione di agenti di Borsa era cresciuta con la fotografia di Gekko nel cassetto e i suoi completi Cerruti nell’armadio. Afferma Douglas: “Per anni ho incontrato persone che mi dicevano come avessero deciso di entrare in Borsa dopo avermi visto in Wall Street. Eppure ero il cattivo”. Gli fa eco Oliver Stone: “Questo film è assolutamente originale, nuovo e avvincente. Ventitre anni fanno un’enorme differenza e per me questo lavoro è stata una boccata d’aria nuova. Alla gente piacciono le storie sul potere, il potere è seducente. Penso che questa sia una delle ragioni per le quali Gekko e il film Wall Street hanno conservato la loro attrattiva negli anni”.

Oliver Stone e il produttore Ed Pressman – già partner nel primo film – giocano in casa: entrambi i loro padri erano infatti pezzi grossi di Wall Street. La prospettiva da insider sul contesto e sull’attualità è assolutamente garantita. Come anche un certo, sfuggente, complesso edipico.

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