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Vallanzasca - Gli Angeli del Male

Locandina del film Vallanzasca - Gli Angeli del Male
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Vallanzasca - Gli Angeli del Male
(Vallanzasca gli angeli del male, 2010, Italia)

“In questo film non troverete la verità sul caso Vallanzasca. Perlomeno non ne troverete una sola. Perché questo è un film non un'inchiesta. Non condanna. Non assolve. Racconta una storia. La storia di una banda, la storia di una Milano che non esiste più, ma restano veri e crudi il dolore di chi ha subito queste violenze”. Michele Placido

1985. Renato Vallanzasca, 35 anni, è detenuto in isolamento nel carcere di Ariano Irpino. È lui stesso a raccontarci le sue prime imprese adolescenziali che gli costeranno la prima reclusione in un carcere minorile. È l'inizio di una carriera criminale che culminerà con il titolo di "boss della Comasina". La lotta violentissima con il clan Turatello, e le rapine sempre più sanguinose della sua banda criminale, formata da alcuni amici d'infanzia, che terrorizzarono la Milano da bere degli anni '70 con un numero impressionante di delitti, che costarono al suo capo ben 4 ergastoli per una pena complessiva di 260 anni di reclusione. Con l'accusa di sette omicidi di cui quattro direttamente compiuti, una settantina di rapine e quattro sequestri di persona nonché numerosi tentativi di evasione. È detenuto da 38 anni. 


Passato Fuori Concorso al Festival di Venezia, per espressa richiesta del regista Michele Placido che, già prevedeva le polemiche che potevano insorgere su un’argomento così delicato, Vallanzasca è un film potentissimo con una interpretazione di Kim Rossi Stuart davvero impressionante. L’attore ha anche partecipato alla stesura della sceneggiatura scritta da Placido insieme anche ad Andrea Purgatori. Lo script si rifà ad articoli di giornali, testimonianze, tutto il materiale reperibile sul bandito ma soprattutto su due libri: l’autobiografico ‘Il fiore del male. Bandito a Milano.’ scritto da Vallanzasca stesso con l'aiuto del giornalista Carlo Bonini e ‘Lettera a Renato’ scritto dalla moglie, Antonella D’Agostino. "Ho trovato stimolante - ci ha detto Placido -, da un punto di vista artistico e creativo, entrare nella mente di un criminale per capire, con un approccio asettico, lontano da qualsiasi giudizio morale, cosa si prova a stare in bilico fra la normalità e la devianza, a trovarsi al bivio fra il bene e il male e a scegliere deliberatamente il male". “E’ stato un ruolo molto impegnativo – conclude Kim Rossi Stuartanche fisicamente, una delle esperienze più dure della mia carriera

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