Una sconfinata giovinezza
- Regia: Pupi Avati
- Con: fabrizio bentivoglio, francesca neri, serena grandi, gianni cavina, lino capolicchio, manuela morabito, erica blanc, osvaldo ruggieri, vincenzo crocitti
- Distributori: 01 Distribution
- Genere: Drammatico
- Durata: 98'
- Data di uscita: 08-10-2010
Pupi Avati, infaticabile regista, presenta con Una sconfinata giovinezza una grande storia d’amore minata da una grave malattia. Un modo diverso per tornare ad un tema a lui sempre caro: la memoria e la nostalgia.
Lino Settembre (Bentivoglio) e sua moglie Chicca (Neri) conducono una vita coniugale serena e senza serie difficoltà. Sono entrambi soddisfatti delle loro professioni, lui prima firma alla redazione sportiva del Messaggero e lei docente di Filologia Medievale alla Gregoriana. L’unico vero dispiacere che ha accompagnato i venticinque anni di matrimonio è la mancanza di figli. Una mancanza che non ha compromesso la loro unione ma l’ha al contrario rinsaldata. L’oggi però, in modo totalmente inatteso, presenta loro una grossa preoccupazione: Lino da qualche tempo accusa problemi di memoria che mano a mano si accentuano andando a compromettere in modo sempre più evidente il quotidiano svolgersi delle sue attività sia nell’ambito professionale che familiare. Dapprima sia lui che Chicca decidono di riderci sopra ma il disturbo si manifesta sempre più fino a quando, dopo attenti e approfonditi esami, un neurologo diagnostica una patologia degenerativa delle cellule cerebrali. Inizia così una toccante storia d’amore fra un uomo che si allontana sempre più dal presente, con la mente trascinata in altri luoghi, e la sua donna che, rifiutando qualsiasi ipotesi di abbandono e qualsiasi ausilio che la escluda, decide di stargli accanto nel processo “regressivo”...
Ambientato tra Roma e l’Emilia, Una sconfinata giovinezza è per Avati: “Un film sulla speranza e non un film disperato. In fondo l'Alzheimer è la malattia dei parenti e non dei malati. Si accentua fortemente la memoria sul passato e questo porta Francesca Neri ad accudire il marito come il bambino che non hai mai avuto”. “Il tempo della storia – continua il regista - assomiglia molto alla mia età. Infatti, in questo film, i due protagonisti non sono più giovanissimi. Non dico che sia pura nostalgia, ma il ricordo del passato diventa sempre più importante. Per questo motivo la struttura che contrappunta tutta la storia sono i flashback perché in ogni caso quello che di meraviglioso i protagonisti hanno vissuto insieme lo volevo condividere con il pubblico".
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