Un giorno questo dolore ti sarà utile
- Regia: Roberto Faenza
- Con: Lucy Liu, Deborah Ann Woll, Stephen Lang, Marcia Gay Harden, Peter Gallagher, Ellen Burstyn, Toby Regbo
- Distributori: 01 Distribution
- Genere: Commedia, Drammatico
- Durata: 98'
- Data di uscita: 24-02-2012
Holden Caulfield, e chi se lo potrebbe mai dimenticare... Il film di Faenza, tratto dallo straordinario libro di Peter Cameron, ce ne propone una versione molto, molto simile. Ambientata, però, nella New York di oggi.
James (Toby Regbo) ha 17anni, ha appena finito il college e non ha nessuna intenzione di andare all’Università. Ragazzo molto intelligente, pieno di humour, appassionato e malinconico, James fatica a trovare un senso all’esistenza in generale. In particolare, grazie alla sua famiglia, ricchissima e altamente squinternata e disfunzionale. La madre Marjorie (Gay Harden) ha una galleria d'arte dove espone bidoni della spazzatura di un artista giapponese e colleziona mariti. Il padre Paul (Peter Gallagher) esce solo con donne che potrebbero essergli figlie. Al contrario, la sorella Gillian (Deborah Ann Woll) ha una relazione con il suo professore di semiotica e non riesce ad innamorarsi di uomini che non abbiano almeno il doppio della sua età. Solo Nanette (Burstyn), la nonna enigmatica e anticonformista, riesce a comprendere lo spaesamento di un diciassettenne inquieto alla ricerca dell’identità, sullo sfondo di una New York piena di personaggi sconcertanti. La difficoltà di James nell’uniformarsi ad una presunta “normalità”, lo porta a commettere alcuni errori che, senza essere sua intenzione, feriscono persone a lui vicino. Per questo motivo viene mandato in terapia da una life coach di origini cinesi (Lucy Liu), che pratica metodi decisamente non convenzionali. Dopo un’iniziale diffidenza, finalmente James comincia a rovistare nel suo io per allontanare il pericolo di sprecare inutilmente la propria intelligenza. E finisce per porsi una domanda alla quale urge dare una risposta: “Se io sono un disadattato, allora gli altri cosa sono?”
Secondo film americano per Roberto Faenza, dopo Copkiller del 1983, che non si è sicuramente risparmiato in fatiche e risorse nell’apparire il più newyorkese possibile. L’omonimo romanzo da cui è tratto del romanziere americano, classe 1959, Peter Cameron ci regala un personaggio indimenticabile, un ‘Giovane Holden’ di oggi, inquieto la cui esistenza è radicalmente legata alla Grande Mela odierna, ovvero la metropoli più emblematica dell’Occidente. E per questo assurge a simbolo stesso di un universo adolescenziale nel quale tutti quanti ci possiamo ritrovare. Da tenere assolutamente d’occhio il protagonista, il 20enne inglese Toby Regbo (che abbiamo visto in un cameo in One Day), notevole promessa che non mancherà tra le star di domani. Regbo è perfetto come James Sveck, ha una delicatezza che si sposa magnificamente con la sua furiosa ribellione interiore. “Ho 17 anni e non amo molto parlare. Sono un anarchico, odio la guerra, la politica e la religione organizzata. I miei dicono che sono un asociale perché non voglio andare all’università. Non ci voglio andare perché non voglio essere indottrinato. Mi bastano le idee che ho. Amo leggere e passare le giornate in campagna da mia nonna. Per questo sarei un disadattato?”
Nonostante l'autore del romanzo Cameron abbia sempre preso le distanze da il libro di Salinger, diventato un classico della contestazione giovanile, il malessere di James non può non far pensare a quello del giovane Holden. Sia Holden che James hanno diciassette anni, quasi diciotto, provengono da famiglie benestanti e disfunzionali newyorkesi, hanno enormi difficoltà a relazionarsi con i loro coetanei e con i loro famigliari, sono estremamente intelligenti, sensibili, e con una urgente necessità di non conformarsi con la società nella quale vivono. Essendo quello di Salinger ambientato negli anni ’50 e quello di Cameron negli anni 2000 sono salienti anche le differenze, ma l'inquietudine è la stessa: sia Holden che Sveck sono giovani arrabbiati, antisistema, pervasi da umori anti-istituzionali. Odiano il denaro, la borghesia, il conformismo di quelli che hanno la loro età.
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