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Un giorno della vita

Locandina del film Un giorno della vita
TRAILER Fermo immagine del trailer
Un giorno della vita
(Un giorno della vita, 2010, Italia)

Basilicata 1964. A dodici anni Salvatore finisce in riformatorio a causa della sua divorante passione per il cinema. Una passione che lo spinge a raggiungere ogni giorno in bicicletta, insieme agli amici Alessio e Caterina, il paese vicino al suo per poter assistere ai film di una saletta di terza visione. Salvatore deve poi affrontare quotidianamente l’ostilità di suo padre, un contadino comunista che vede come fumo negli occhi la passione del figlio.


Un giorno, l’annuncio della vendita di un vecchio proiettore 16 mm fà nascere in Salvatore l’idea di creare un piccolo cinema. Il progetto però ha una falla: la mancanza assoluta di denaro. Salvatore acquista il proiettore sottraendo alle casse della locale sezione del Partito comunista i soldi raccolti tra i militanti per inviare una delegazione ai funerali di Togliatti. La felicità dei ragazzi dura poco: le faccende degli adulti, le beghe politiche del paese, andando a intrecciarsi con il loro ingenuo sogno, portano alla scoperta del furto di Salvatore…

 

Una piccola storia dalle grandi passioni
Un giorno nella vita
è una favola. La storia di un sogno ambientato nella Basilicata del 1964. Ho scritto questa storia pensando ad un film francese della nouvelle vague che anni fa mi aveva particolarmente colpito: I quattrocento colpi di François Truffaut. Io sono cresciuto vedendo questi film che mi hanno lasciato un segno. Porto dentro di me tante cose degli anni sessanta. Così ho deciso di ambientare il film nel 1964, perchè è stato un anno importante per il costume, la società e la politica italiana, zeppo di avvenimenti: la prima congiuntura dopo il miracolo, i forti contrasti nel centrosinistra che creano una delle più delicate crisi della storia della nostra Repubblica, la scomparsa di Togliatti il cui testamento nel memoriale di Yalta ha un significativo impatto nel nostro Paese. E’ anche l’anno in cui escono i primi topless, Il Concilio e la valorizzazione delle sale cinematografiche parrocchiali.

Giuseppe Papasso

VOTO
 

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