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Un fantastico via vai

Locandina del film Un fantastico via vai
TRAILER Fermo immagine del trailer
Un fantastico via vai
(Un fantastico via vai, 2013, Italia)

Torna la commedia di Natale targata Pieraccioni, scritta a quattro mani con Paolo Genovese ed interpretata dal regista toscano insieme agli amici di sempre da Ceccherini a Panariello.

Non si parlerà il divertente slang spagnolo maccheronico e non ci saranno bellone mozzafiato o colpi di fulmine cui ci aveva abituati, ma le risate sono assicurate nella commedia di Natale di Leonardo Pieraccioni, che torna ai suoi vent'anni, si circonda di giovani e vecchi amici e utilizza addirittura una Caravella come macchina del tempo.

Succede tutto in 'Un Fantastico via vai', interpretato da Pieraccioni con Serena Autieri, Massimo Ceccherini, Giorgio Panariello, Maurizio Battista, Marco Marzocca e i giovani Chiara Mastalli, (già vista in 'Notte prima degli esami') Marianna Di Martino, Giuseppe Maggio, David Sef.

Pieraccioni questa volta è Arnaldo Nardi, bancario quarantacinquenne, padre di due gemelle e sposato felicemente con Anita (interpretata da Serena Autieri). Se non che, a causa di un equivoco, l’uomo viene sbattuto fuori casa dalla moglie e decide di andare a vivere all'interno di un appartamento insieme a quattro studenti universitari. In realtà, la situazione di improvvisa difficoltà risveglia in lui una seconda giovinezza, piena di sogni irrealizzati. Naturale il desiderio di recuperare in fretta un passato lontano per affrontare con rinnovato ardore le ansie dell’uomo di mezza età.

Prima sceneggiatura scritta senza il compagno di tante commedie, Giovanni Veronesi, il cui posto e' preso da Paolo Genovese, reduce dai tanti successi di 'Immaturi'. "Paolo è uno sceneggiatore bravissimo ma è anche uno stacanovista - racconta Pieraccioni - .  Prima di lui ci mettevo moltissimo a finire di scrivere un film. Con Giovanni Veronesi ci divertiamo moltissimo, ma cazzeggiamo anche tanto. Con Paolo in un mese e mezzo avevamo fatto. Io sono un gran chiacchierone ma Paolo mi dava il contentino come si fa con i bambini, del tipo ok questo me lo racconti dopo, ora scriviamo.

Una commedia al tempo della crisi, dove non può mancare il finale rassicurante cui ci ha abituati il cinepanettone di Pieraccioni: "Io cho lhappy end tatuato - sottolinea il regista -  da quando a 18 anni vidi Flashdance e ne rimasi folgorato. Allora mi dissi, se mai farò il regista voglio che la gente esca dal cinema con quella sensazione di buonumore che io sto provando ora. Detto questo nella mia nuova commedia i protagonisti, i quattro giovani e gli adulti, io, la Autieri, Ceccherini e Panariello, sono in una condizione di confronto, scontro, tra due generazioni ben precise, unite dallhappy ending. Non c’è la storia damore, la bellona e non si parla lo spagnolo con la s finale a tuttos? Lasciatemi almeno il lieto fine"

 

 

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