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Tutto tutto niente niente

Locandina del film Tutto tutto niente niente
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Tutto tutto niente niente
(Tutto tutto niente niente, 2012, Italia)

Una risata vi seppellirà! Albanese si fa in tre per raccontare dal Nord al Sud l'assalto alla diligenza dei politici d'accatto. Cetto, Olfo e Frengo, tre facce della stessa medaglia.

 

Cetto La Qualunque, Rodolfo Favaretto, Frengo Stoppato. Cosa hanno in comune questi tre? Il carcere, dal quale entrano ed escono nello stesso momento. Cetto lo conosciamo già, è il politico ‘disinvolto’ qui alle prese con una travolgente crisi politica e sessuale; Rodolfo Favaretto, rincorre invece il sogno secessionista di un nordista estremo, vive combattendo la crisi e per farlo commercia in migranti clandestini. Poi c’è Frengo Stoppato che tornato dal suo buen retiro e con una madre invadente al seguito, vorrebbe solo realizzare il sogno di riformare la chiesa e guadagnarsi la beatitudine. Un ritratto dell’Italia contemporanea, con tutti i suoi paradossi.

 

Dopo E’ già ieri (2004), remake della pellicola Hollywoodiana Ricomincio da capo (1993) e Qualunquemente (2011), Manfredonia e Albanese tornano in sala con una commedia il cui titolo è ispirato al motto ricorrente del personaggio Mino Martinelli, un filosofo cocainomane inventato proprio dal comico. Tre i personaggi tirati fuori dal cilindro di Albanese, provenienti dal suo passato artistico: Cetto La Qualunque, politico corrotto e misogino apparso nel 2003 in Rai, Rodolfo Favaretto e Frengo Stoppato, già portato al successo durante la trasmissione televisiva Mai dire Gol. La pellicola non è un sequel di Qualunquemente, ma chiuderà le vicende di Cetto: La sceneggiatura, è stata scritta dallo stesso Albanese insieme a Pietro Guerrera. “Racconteremo vari aspetti del nostro Paese – ha spiegato Albanese - alcuni ridicoli, altri inquietanti, è un modo di raccontare le cose che non funzionano, per sconfiggerle con una risata”. Nel cast anche Paolo Villaggio nei panni di un comico che diventa Presidente del Consiglio, un’idea quasi profetica considerata l’ascesa di Beppe Grillo nella politica attuale!.

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