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This is England

Locandina del film This is England
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This is England
(This is England, 2006, Gran Bretagna)

Inghilterra, estate 1983. La scuola è finita, e il dodicenne Shaun, preso in giro dai compagni di scuola, viene adottato da un gruppo di skinhead più grandi. Lo accolgono e lo «vestono» della loro divisa. Le giornate trascorrono fra birre, musica reggae e ska e qualche bravata, ma, nonostante le apparenze, sono dei ragazzi pacifici. A rompere gli equilibri del gruppo e a dare un senso politico al loro vestiario paramilitare arriva Combo, un ex galeotto, mosso da una rabbia vera. Chiede al gruppo di definirsi e portarsi più in là. Alcuni accettano, altri no. II piccolo Shaun aderisce, per vendicare il padre morto alle Falklands, e inizia così un viaggio che lo porterà verso il cuore di un razzismo vissuto più come protesta sociale che come ideologia.

 

This Is England è ambientato nell’Inghilterra dei primi anni ’80; ai tempi di Roland Rat [un personaggio della TV], dell’aerobica, dei Blockbusters [una famosa trasmissione televisiva], di Margaret Thatcher, della crisi delle Falklands, del disagio razziale e degli skinhead. Attingendo a piene mani dalle proprie esperienze adolescenziali, Shane Meadows ha tracciato il ritratto di un momento di storia culturale spesso trascurata. Sullo sfondo di una deprimente cittadina in riva al mare, siamo i testimoni di un traumatico rito di passaggio, tanto sul piano culturale quanto su quello personale, visto attraverso gli occhi di un ragazzino di dodici anni. L’idea di girare This Is England risale ai tempi delle riprese del film Dead Man’s Shoes – Cinque giorni di vendetta, una storia di prepotenza, abuso e vendetta ambientata nell’Inghilterra rurale. Come ricorda il regista stesso: "Quando ero dodicenne sono diventato uno skinhead perché pensavo che la cosa più importante per un uomo fosse quella virilità violenta di certi personaggi alla Jimmy Boyle, o John McVicar, oppure Kray. I ragazzini di oggi vogliono essere Beckham e, allo stesso modo, io volevo essere Jimmy Boyle. Volevo vedere gli uomini combattere e, involontariamente, provocai un episodio di violenza dal quale poi presi le distanze.” Ironicamente, però, è stato questo tipo di esperienza, insieme all’esempio incarnato da Jimmy Boyle, un criminale poi diventato artista, che in definitiva a influenzato positivamente Shane. Ricordando la sua infanzia trascorsa negli anni ottanta a Uttoxeter, allora una piccola cittadina di circa 10.000 abitanti, segnata da una forte disoccupazione e dalla politica della Thatcher, il regista fa alcune riflessioni: “Se provieni da una cittadina come Uttoxeter, nessuno si aspetta che tu riesca a lasciarla e a diventare un regista. In un certo senso, la mia reazione a quell’episodio di violenza ha rappresentato il primo passo verso l’abbandono di quella vita.”

 

Per Shane, girare This Is England è diventato un modo per esorcizzare i demoni di quella notte di violenza, anche se l’impatto di quelle precoci esperienze lo si può ritrovare in tutta la sua produzione. In effetti, tutti i suoi film affrontano problemi di virilità: dalla palestra di pugilato giovanile di Ventiquattrosette, all’amicizia compromessa tra adolescenti di A Room for Romeo Brass, alla questione del potere e della vendetta maschile di Dead Man’s Shoes – Cinque giorni di vendetta, fino a giungere alle bande di adolescenti e alla figura del padre assente in This Is England. “In termini cinematografici - scherza – è quasi come la saga di Guerre Stellari. Ora mi ritrovo al primo episodio.  This Is England è basato su avvenimenti che sono avvenuti in anni più precoci della mia esistenza. I successivi film si ispirano alla mia gioventù, dai quindici anni in su, quando ero un teppistello da quattro soldi. Penso che con This Is England, mi sia spinto nel passato quanto probabilmente era possibile fare e abbia trovato la radice di ciò che mi ha fatto cominciare a girare film”.

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