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I due presidenti

Locandina del film I due presidenti
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I due presidenti
(The Special Relationship, 2010, Usa, Gran Bretagna)

Washington, 1993. Tony Blair non è ancora stato eletto primo ministro. Arrivato nella capitale degli Stati Uniti, si incontra con gli esperti di comunicazione del presidente americano Bill Clinton. Un’occasione unica questa per capire a fondo gli ingranaggi dell’oratoria politica. Dopo qualche mese – poco tempo prima dell’elezione - torna negli Stati Uniti per recarsi alla Casa Bianca. L’incontro con Bill Clinton è memorabile. I due si fanno simpatia e iniziano a parlare amabilmente, come se si conoscessero da anni.
È solo l’inizio di una lunga amicizia, trasformatasi negli anni in ‘special relationship’. Un’intesa speciale, un’affinità elettiva straordinaria che porterà Gran Bretagna e Stati Uniti a vivere una vera e propria simbiosi riflessa nelle scelte di politica estera e non solo…
Terzo capitolo della trilogia dedicata a Tony Blair e composta da The Deal e The Queen, “The Special Relationship” è stato l’avvenimento televisivo degli ultimi mesi. Trasmesso dall’americana HBO lo scorso 29 maggio in anteprima mondiale e premiato da ottimi ascolti, è un film a suo modo epocale. Attraversato da un formidabile lavoro di scrittura e affidato all’infallibile potenza espressiva di Dennis Quaid (Bill Clinton) e Michael Sheen (Tony Blair), il film di Richard Loncraine (“Riccardo III”, “Wimbledon”) racconta l’altra faccia della politica. Quella che si nasconde dietro le conferenze stampa e i discorsi ufficiali. Il dietro le quinte dei discorsi preparati a tavolino e dei chili di trucco usati per andare in onda. Tutto quello che avreste sempre voluto sapere sulla stanza dei bottoni e che non avete mai osato chiedere. La politica vista dallo spioncino.
Peter Morgan (meraviglioso sceneggiatore di stati d’animo e sfumature impercettibili, già autore del brillante script di “The Queen”) non si limita però a raccontarci solo del rapporto d’amicizia fra Bill Clinton e Tony Blair. Fa di più. Intessa il racconto di scivolamenti fra pubblico e privato, sintetizzando nove anni di storia (1992-2001) in un bailamme di umori e registri impazziti. Dalle parole pronunciate da Blair all’indomani delle stragi terroristiche ad opere dell’Ira, al sexy gate che mette sotto scacco Clinton, passando per silenzi, strette di mano, sguardi che valgono più di mille parole. E poi momenti mozzafiato strappati all’intimità più segreta (Blair che fa il bagno in vasca ‘accudito’ dalla moglie, Clinton che osserva la consorte dormire prima di rivelarle di Monica…), veri e propri strappi all’’etichetta’ ufficiale che il cinema sull’argomento ha sempre imposto.
Cinema politico e civile, sperimentale e classico, con un gusto per la costruzione drammaturgica ad incastro che non può non ricordare Joseph L. Mankiewicz e i suoi labirinti linguistici. Ma anche cinema profondamente umanistico. Capace di raccontare due politici che hanno fatto la storia del loro tempo. E di denudarli come nessuno aveva mai fatto. Perché i veri protagonisti di “The Special Relationship” sono due uomini fragili, bugiardi, coraggiosi e appassionati. Due come tanti alle prese con responsabilità non comuni.
Il cinema ( forse ) non aveva mai raccontato la politica in modo così appassionante.

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