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I sogni segreti di Walter Mitty

Locandina del film I sogni segreti di Walter Mitty
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I sogni segreti di Walter Mitty
(The Secret Life of Walter Mitty, 2014, Usa)

Chi è Walter Mitty? Un impavido comandante di idrovolanti, un gelido chirurgo dal sangue più freddo della neve, un micidiale tiratore scelto oppure un umile impiegato di una casa editrice dalla smisurata fantasia?

Walter (Stiller) è un uomo mite con un lavoro ordinario che spesso e volentieri fugge dalla frustrante realtà sognando letteralmente ad occhi aperti un mondo fantastico, reso elettrizzante da audaci eroismi, appassionate storie d’amore e intrepide vittorie sul pericolo. Walter è segretamente innamorato della sua collega di lavoro Cheryl (Kristen Wiig), ma la sua timidezza gli impedisce di dichiararsi. Quando un bel giorno il suo lavoro e quello di Cheryl sono a rischio, Walter dovrà decidere se vuole ancora sognare ad occhi aperti o confrontarsi con la realtà.  Prenderà finalmente il destino nelle sue mani imbarcandosi in un viaggio intorno al mondo più straordinario di qualsiasi cosa egli avrebbe mai potuto immaginare.

Il film è un rifacimento del musical Sogni proibiti del 1947, interpretato da Danny Kaye e basato sul racconto “The Secret Life of Walter Mitty” scritto da James Thurber nel 1939, che a sua volta ha ispirato anche un remake italiano datato 1982, la commedia Sogni mostruosamente proibiti di Neri Parenti con protagonista Paolo Villaggio.  I Sogni segreti di Walter Mitty segna il ritorno dietro la macchina da presa di Ben Stiller a cinque anni di distanza da Tropic Thunder e ben dodici da Zoolander. La sceneggiatura di questo remake è firmata Steve Conrad (The Weather Man - L’uomo delle previsioni di Gore Verbinski e La ricerca della felicità di Gabriele Muccino). Il film è interpretato anche da Kristen Wiig, Adam Scott, Shirley MacLaine, Kathryn Hahn e Patton Oswalt.

Stiller sposa il personaggio dell’eterno sognatore creato da Thurber, spingendolo più avanti sotto tutti gli aspetti sia quelli drammatici, sia quelli comici e della spettacolarità, facendone un persdonaggio a metà strada tra Forrest Gump e Bourne, ma con una innocenza ed uno spessore umano quasi commovente.

“Quello che mi piace di questa storia è che non può essere classificata”, spiega Stiller. “C’è la commedia, c’è il dramma,è una storia di avventura, è reale ed è fantasticamente iper-reale. Ma al centro di tutto questo c’è un personaggio nel quale, io credo, tutti possano ritrovarsi, qualcuno che sembra stia semplicemente passando attraverso la vita moderna e che in realtà ne stia vivendo una completamente diversa nella sua testa. Per me, lui incarna tutte quelle cose che immaginiamo su noi stessi e il mondo, ma che non diciamo mai”.

Ed è proprio quella la chiave vincente del film, quella di dare corpo ed autenticità alle fantasie, riuscendo a farle vivere anche al di là di se stesse. 

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