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Solo per vendetta

Locandina del film Solo per vendetta
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Solo per vendetta
(The Hungry Rabbit Jumps, 2011, Usa)

“Io faccio tutto ciò che è degno di un uomo, chi osa di più non lo è”. William Shakespeare (Macbeth)

 

Will Gerard (Nicolas Cage) è un insegnante d’inglese la cui vita viene sconvolta quando la moglie Laura (January Jones) viene violentemente aggredita senza un apparente motivo. Mentre osserva sua moglie nel letto d’ospedale, si avvicina un perfetto sconosciuto chiamato Simon. Simon espone a Will la possibilità di vendicare sua moglie. Potrebbe aspettare che la polizia trovi il colpevole, lo arresti e lo metta nella mani della giustizia. Oppure, potrebbe affidarsi a Simon e ai suoi ‘amici’ che troverebbero il colpevole e lo giustizierebbero entro l’alba del giorno dopo. Emotivamente provato, Will accetta l’offerta, che purtroppo innescherà una spirale infernale di eventi che lo porteranno piano piano a perdere totalmente il controllo della sua vita...

 

“Il motivo principale per cui ho accettato questo ruolo – afferma Cage – è il regista, Roger Donaldson. Ammiro da sempre i suoi lavori ma non avevamo mai avuto la possibilità di fare qualcosa insieme... e devo dire che Roger non mi ha deluso in niente. Solo per vendetta è un thriller che pone una questione morale molto seria: che non è tanto quella se farsi giustizia da ‘soli’ oppure no, ma se ne hai valutato le conseguenze?! In qualunque modo vadano gli eventi... Ed è questa infatti la parabola di Will”. “Inoltre Roger è un entusiasta, ama i film e ama la musica ed è una persona molto artistica. Quando incontri una persona del genere te ne rendi immediatamente conto, quell'energia creativa la vedi subito. Ma la cosa che mi piace maggiormente di lui, oltre al fatto che è una brava persona e che sto bene in sua compagnia, è che è molto interessato a fare cose originali e artistiche e gli piacciono gli stessi artisti che piacciono anche a me. Gli piace Keith Haring e Andy Warhol. Per quanto riguarda il modo in cui dirige gli attori, sa quello che vuole, ti lascia spazio e ti permette di fare qualche ciak come vuoi, senza che questo comprometta il risultato finale”. “La presentazione della vendetta suscita in noi sentimenti contrapposti: un bilanciamento giusto dell’equilibrio precedentemente infranto o un atto barbaro di chi non è così alto da perdonare? – dichiara Donaldson - Serve a qualcosa la vendetta? E se sì, a chi serve? Al vendicatore, al vendicato o alla vittima della vendetta? E quante forme di vendetta esistono? Mi sono posto tutte queste domande e ho realizzato il film perché penso che: ogni spettatore ha la sua vendetta”.

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