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The Eagle

“Nel 120 A.D. la Nona legione dell’esercito romano marciò nei territori inconquistati della Britannia del nord. Non se ne seppe più nulla. Tutti i 5.000 uomini scomparvero con il loro prezioso stendardo…”. Questa è la loro storia! 

140 d.C., 15 anni dopo che la Nona Legione è sparita tra le montagne della Scozia. A Marcus Aquila (Channing Tatum) viene affidato il compito di scoprire cosa sia realmente accaduto di quella spedizione. Suo padre era il comandante della legione sparita nel nulla e, scoprendo il destino che colpì il coraggioso padre, Marcus spera di riabilitarne l'immagine e la reputazione. Attraversare il Vallo di Adriano e gli altopiani traditori della Caledonia non sarà facile, considerando che l'unico compagno di viaggio di Marcus sarà Esca (Jamie Bell), il suo schiavo britannico. In questo percorso, Marcus avrà l'occasione di mettersi in pace con la memoria del padre e di confrontarsi con le tribù selvagge di quelle terre per cercare di recuperare il prezioso vessillo d'oro della legione perduta: l'Aquila del Nord.

Lo scozzese Kevin Macdonald regista dell’acclamato L’ultimo re di Scozia confeziona una pellicola solida che torna alle origini del cappa e spada con deriva avventurosa, non eccede in violenza e gore ma in azione e sentimenti. La messinscena ricorda a più riprese – anche se in maniera decisamente originale - Il 13° guerriero di John McTiernan, ed evita accuratamente l’utilizzo di CGI e ritocchi al computer puntando, invece, su suggestive location e coinvolgenti battaglie alla Braveheart regalando – in questo modo - alla pellicola un’intrigante connotazione realistica. Vista la prestigiosa firma del regista Macdonald e la presenza di Tatum, The Eagle piacerà moltissimo a tutti quegli spettatori amanti dell’avventura, dei personaggi puri e determinati a raggiungere i loro obiettivi, dando per scontato che il prezzo da pagare potrebbe essere: la loro vita. La sceneggiatura di Jeremy Brock che aveva già adattato per Macdonald il libro L’ultimo re di scozia del giornalista Giles Foden stavolta è stata basata sul romanzo storico del 1954 The Eagle of the Ninth della scrittrice inglese Rosemary Sutcliff. Il film è stato recitato in inglese e gaelico/scozzese e il cast comprende anche il veterano Donald Sutherland oltre al sempre appropriato Mark Strong. Fondamentale anche la scrupolosa ricerca fatta sui costumi e sulle scenografie rispettivamente di Michael O'Connor e Rebecca Alleway, come pure la scelta del direttore della fotografia Anthony Dod Mantle che spazia dalla luce naturale a situazioni – decisamente – più elaborate.

VOTO
 

2 COMMENTI

  • Image User
    martalari
    il 14/09/2011
    alle 7:54

    The Eagle

    VISTO THE EAGLE (UN PO’ DELUDENTE…PER CHI AMA LE STORIE SUI LEGIONARI ROMANI, SUL RISCATTO..E PER IMPAZZISCE PER Channing Tatum)

    Ce ne parla Rebecca W. che lo ha visto negli Usa dove il film ha incassato appena 19 milioni di euro con un budget di 25

    Ormai sta tornando la generazione dei forzuti,dei muscolosi…Channing Tatum lo abbiamo visto in molti film anche nell’interessante “Fighting” di Dito Montiel, nel blockbuster “G.I. Joe - La nascita dei Cobra” ma anche in qualche occasione da dimenticare come “Il dilemma”  film non riuscito di Ron Howard.

    Americano (Alabama) faccione e fisico corpulento nella vita ha fatto di tutto e negli ultimi 6 anni l’attore. Vedere però un legionario romano con il faccione da americano classico non è una bella cosa, ma si può anche superare se la storia fosse interessante, la scena coinvolgente e il ritmo incessante. Ma così non è...

    La storia….Aquila perduta onore perduto..  Nella Britannia persero la vita 5 mila soldati ma soprattutto scomparì l’Aquila,simbolo di Roma,  sullo stesso posto arriva dopo qualche anno marco flavio aquila figlio del romano che perse l’Aquila,  intepretato da Channing Tatum, arrivato per cercare di riportare l’onore ma soprattutto per capire cosa accadde anni prima all’esercito sconfitto…

    Nella prima mezz’ora c’è l’indifferenza dei commilitoni per il nuovo giovane comandante, qualche azione (sembrano tanti film giù visti) e finalmente un grande attore Donald Sutherland mai utilizzato così tanto come nell’ultimo anno : è il capo buono di “Come ammazzare il capo… e vivere felici” e ha un ruolo importantissimo nel bel film “Professione assassino (The Mechanic)” e in “The Eagle” lo zio di Channing. Passano un pò inosservati gli altri attori come Mark Strong (inglese) che vedrete anche in “Lanterna verde” .Bravo Jaie Bell che intepreta “Esca” lo schiavo e che rivedremo protagonista nel film Le avventure di Tintin - Il segreto del liocorno di Steven Spielberg.


    Conserverete la speranza fino all’ultimo chiedendovi :  dal regista di “State of Play” (con Russell Crowe) e del bellissimo “L’ultimo re di Scozia” non può venire fuori un film brutto. Kevin Macdonald scozzese ha anche vinto un Oscar per un documentario da lui diretto nel 2000.


    Per una quarantina di minuti si susseguono però scene un pò scontate c’è anche lo schiavo che diventa fedele servitore..e dialoghi lunghi sull’onore e sull’Aquila. Non è facile però superare la faccia troppo “bambolona” di Channing…Nella seconda parte il film un po’ si riprende come ritmo.

    Fortunatamente il film ha un punto di forza che è il mistero sulla scomparsa dell’Aquila e dell’esercito.

    Un film abbastanza deludente che apprezzerà , forse, chi ama il genere ma si poteva fare molto di più, magari con un altro attore… peccato


    voto 6-

  • Image User
    Paola
    il 16/11/2011
    alle 20:47

    The Eagle

    Matalari, ma che film hai visto??? Non date retta… Il film è bellissimo. finalmente un po’ di onore, lealtà e amicizia in questo mondo di ladri! Il film è ben fatto veramente. Tanto realismo anche nel sentimento che spinge il protagonista: non scordiamoci che all’epoca la gente ci credeva all’onore e alla grandezza di Roma e grazie a questo l’impero arrivò a comprendere quasi tutta Europa. Tanto realismo, dicevo ma per niente splatter. quando non serve, la salsa di pomodoro è meglio lasciarla dov’è. Le scene delle battaglie sono ben fatte.  La sceneggiatura appassiona, si segue e coinvolge persino se si ascolta solo l’audio e questo la dice lunga sulla bravura di Jeremy Brock, la fotografia è stupenda e gli attori sono veramente bravi.
    Mi è piaciuto molto come viene raccontato l’evolversi del rapporto tra i due protagonisti: un’amicizia che si consolida poco per volta, che nasce dal rispetto di una parola data, dall’onore, a dispetto dei propri rancori personali, e che alla fine sfocia nella stima e nell’amicizia. Onore, rispetto, valore… tutte cose di cui oggi, per la miseria, non si sente più parlare e di cui avremmo invece un disperato bisogno!
    Per quanto riguarda la faccia da americano di Tatum, trovo che sia un appunto ridicolo… vale la pena ricordare che i cittadini romani non erano tutti nati in Italia, che con ogni probabilità i componenti della nona legione erano in gran parte nativi delle terre anglosassoni e che gli americani, guarda un po’, sono originari proprio da lì.
    E poi Tatum è bravo, e la sua parte l’ha sostenuta egregiamente.
    Che il film non abbia avuto tanto successo in America era prevedibile… troppo realismo. Agli americani piacciono le “americanate” è risaputo, infatti hanno adorato Armageddon che era una caxxata bella e buona.

    Eagle mi è piaciuto moltissimo. Per me il voto è 8+ e mi tengo bassa

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