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L’altra faccia del diavolo

Locandina del film L’altra faccia del diavolo
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L’altra faccia del diavolo
(The Devil Inside, 2012, Usa)

Girato come un mockumentary, e realizzato dagli stessi produttori di Paranormal activity, L’altra faccia del diavolo affronta l’argomento delle possessioni demoniache con una sequenza di svariati esorcismi.

 

Nel 1989, Maria Rossi chiama la polizia per confessare di avere brutalmente ucciso tre persone durante un esorcismo a cui era stata sottoposta. Venti anni dopo, sua figlia Isabella cerca di far luce su quanto accaduto quella notte per capire se la madre sia pazza o realmente indemoniata e si reca a farle visita presso l'ospedale psichiatrico italiano in cui è rinchiusa. Assistendo ad una serie di eventi inspiegabili, Isabella richiede l'aiuto di due giovani esorcisti che la introducono nel sottobosco degli esorcismi non autorizzati dal Vaticano. Per fare una scoperta raccapricciante...

 

William Brent Bell che, oltre che diretto, ha scritto il film insieme a Matthew Peterman si è ispirato ai tanti casi ‘veri’ di persone possedute dal demonio e esorcisti che tentano di estirparlo di cui è piena la storia. Anche se si tratta di un mockumentary horror, come lo ha definito lo stesso realizzatore, L’altra faccia del diavolo assomiglia come narrazione più a Il Rito che vedeva Anthony Hopkins nei panni di un anziano prete/esorcista alle prese con una ragazzina indemoniata, con tanto di Vaticano che l’aveva scomunicato, in quanto, i suoi comportamenti non erano conformi con le regole che pone la Chiesa davanti a questi casi. Per quanto riguarda, invece, il lato produttivo della pellicola, siamo dalle parti di The Last Exorcism che, però mostrava i trucchi del mestiere di un finto esperto di demonologia che si trovava infine ad affrontare veramente il diavolo, e del fenomeno Paranormal Activity, con cui in effetti condivide molte caratteristiche. Budget ridottissimo, 1 milione di dollari, e un successo enorme al box office Usa quando è uscito l’8 gennaio 2012 incassando più di 30 milioni di dollari e arrivando ad oltre 50 al momento attuale. L’altra faccia del diavolo è un efficacissimo finto documentario che, oltre alle contorsioni dei soggetti indemoniati, oggetti che si muovono da soli, voci dall’oltretomba e seduzioni diaboliche punta molto, a differenza delle pellicole citate, sul legame tra la protagonista e la madre. Il motore pulsante della storia è la necessità da parte di Isabella di scoprire chi è veramente sua madre... una pazza, un’assassina o il demonio se l’è portata via? Per questo la ragazza si reca a Roma e cerca – clandestinamente - aiuto tra esorcisti del Vaticano coinvolgimento nelle ricerche e nelle pratiche alle quali deve assistere anche alcune suore. Soluzione questa decisamente più rara da vedere, solitamente gli esorcisti sono sempre fatti da dei preti. “Il film inizia con una telefonata fatta da Maria il 30 ottobre 1989 dove ammette di avere ucciso tre persone durante un esorcismo che stavano praticando su di lei. – ha affermato Brent Bell – Quello è stato lo spunto per addentrarmi nel rapporto madre/figlia, che è un aspetto che mi interessa moltissimo, e l’abbiamo sviluppato nel mondo delle possessioni demoniache. Isabella, la protagonista, vuole arrivare alla verità: per l’amore che nutre verso sua madre e per la paura di diventare come lei”.

 

VOTO
 

1 COMMENTO

  • Image User
    MICHELE
    il 17/03/2012
    alle 0:45

    L'altra faccia del diavolo

    DISCRETO FILM, PARTE MOLTO PIANO, MA DOPO IL PRIMO TEMPO, SI IMPENNA DI BRUTTO, FACENDO STARE LO SPETTATORE CON L’ANSIA FINO ALLA FINE. IO DIREI PRIMO TEMPO 6 E SECONNDO TEMPO 8, QUINDI è UN FILM DA 7

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