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Il Padre

Locandina del film Il Padre
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Il Padre
(The Cut, 2015, Germania, Francia, Polonia, Turchia, Canada, Russia, Italia)

Anno 1915: il fabbro armeno Nazaret Manoogian (Tahar Rahim) vive a Mardin, nella Mesopotamia nord-orientale, con la moglie Takel (Hindi Zahra) e le loro due figlie Arsinée e Lucinée (Zein e Dina Fakhoury). Nel corso della Prima Guerra Mondiale, il vento politico cambia e le minoranze dell’Impero ottomano improvvisamente assumono lo status di nemico. Una notte, i gendarmi turchi arrestano Nazaret, suo fratello Hrant (Akin Gazi) e il loro cognato Vahan (Gorge Georgiou), separandoli da Rakel, la moglie di Nazaret, e dalle figlie gemelle.

Gli uomini sono ridotti ai lavori forzati come operai sulle strade. Chiunque si rifiuti di lavorare è fucilato. Chiunque decida di convertirsi all’Islam è graziato, un’offerta che pochi accettano. I prigionieri vedono gruppi di vecchi, donne e bambini armeni passare davanti a loro mentre lavorano sotto un caldo torrido.

Una mattina all’improvviso, i gendarmi spariscono. Ma prima che Nazaret e gli altri riescano a fuggire, sono arrestati di nuovo da un gruppo di mercenari ed ex galeotti. Incatenati uno all’altro, sono trasportati in una profonda vallata per essere giustiziati con spada e coltello, per risparmiare munizioni. Nazaret subisce un taglio sul collo quasi letale, ma sopravvive.

Di notte, l’ex ladruncolo Mehmet (Bartu Küçükçağlayan) torna sulla scena dove si sono consumati quegli atti sanguinari e porta in salvo Nazaret. La ferita sul collo di Nazaret gli provoca la perdita della voce.

I due uomini vagano senza meta attraverso il deserto roccioso, Nazaret più morto che vivo, fino a quando non si imbattono in un gruppo di disertori. Quando i disertori rapinano un uomo che un  tempo era stato cliente di Nazaret, Baron Boghos (Sévan Stephan), Nazaret scopre che tutte le donne e i bambini sono fuggiti da Mardin.

Nazaret abbandona i disertori per partire alla ricerca della sua famiglia. Si dirige verso Ras al-Ayn, un campo profughi in mezzo al deserto. Dopo aver marciato per giorni al caldo torrido ha un crollo, ma la voce di Rakel in sogno lo risolleva. A Ras al-Ayn, Nazaret vede migliaia di profughi sofferenti. Tra i malati e le persone in fin di vita, trova sua cognata Ani (Arévik Martirossian), che gli rivela che tutti i membri della sua famiglia sono morti e che presto morirà anche lei stessa. Furioso e disperato per l’orrore di ciò che ha trovato nel campo, salta su uno dei treni di passaggio della ferrovia di Baghdad e viaggia fino a quando non lo scoprono.

Un viaggiatore solitario trova Nazaret esausto e affamato lungo i binari. Omar Nasreddin (Makram J. Khoury), un saponiere di Aleppo, lo introduce in città di nascosto dalle guardie turche. Omar prende con sé Nazaret. Per il momento, si trova dunque al sicuro dietro i pesanti cancelli della fabbrica di sapone, dove stringe amicizia con un altro profugo armeno, Krikor (Simon Abkarian).

Alla fine della guerra, nel novembre del 1918, i turchi lasciano Aleppo, sconfitti dagli inglesi, e Omar Nasreddin accoglie altri profughi; mentre la produzione di sapone temporaneamente si ferma.

Nel 1921, gli armeni possono finalmente tornare a muoversi liberamente. Una notte, Nazaret assiste alla proiezione all’aperto del film muto di Charlie Chaplin “Il monello”. E’ la prima volto dopo tanto tempo, in cui riesce a ridere, ma subito il pensiero torna alle sue figlie e il riso si trasforma in lacrime. Nella piazza, incontra il suo ex apprendista Levon (Shubham Saraf), che ha delle notizie per lui: prima di morire, Rakel ha affidato le gemelle a una famiglia di beduini. Questa informazione riaccende il coraggio in Nazaret, e la prospettiva di ritrovare le figlie gli fa riscoprire la voglia di vivere. Diffonde la notizia della sua ricerca e fa il giro dei bordelli per ritrovarle. Stila una lista di quasi cento orfanotrofi nella Siria francese e in Libano dove avrebbero potuto essere state portate e decide di controllare in tutti.

Il primo risultato arriva nel 1922, in Libano: la direttrice dell’orfanotrofio di Byblos (Trine Dyrholm) gli mostra una fotografia in cui lui riconosce le due figlie gemelle. Sono cresciute e sono diventate due giovani donne, e hanno lasciato l’istituto un anno prima. Ossessionato dall’idea di ritrovarle, si mette sulle loro tracce. La sua ricerca lo porta ad attraversare l’oceano arrivando  all’Avana, e infine negli Stati Uniti, dalla Florida a Minneapolis, fino alle aride e desolate praterie del Nord Dakota…

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