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Super 8

Locandina del film Super 8
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Super 8
(Super 8, 2011, Usa)

La nostalgia del grande cinema fantasy di Spielberg, non a caso il film è ambientato nel 1979,  si specchia nella realtà poco rassicurante di oggi in un 'piccolo' film fantasy destinato a entrare nella storia.


Nell’estate del 1979, un gruppetto di ragazzini di dodici anni, che vive in una piccola cittadina dell’Ohio, vuole girare in super 8 un film sugli zombie. Durante le riprese del loro film diventano testimoni di un catastrofico incidente ferroviario, da cui 'qualcosa' fugge. Mentre insolite sparizioni e inspiegabili eventi iniziano ad accadere in città, arriva anche l'esercito, cercando di tenere i cittadini lontani dai luoghi d'indagine. Ma saranno proprio i giovanissimi protagonisti del super 8, Joe, Alice, Charles, Cary, Martin e Preston, a scoprire qualcosa che si rivela essere molto più terrificante di quanto ognuno di loro avrebbe mai potuto immaginare.

 

Prodotto da Steven Spielberg e diretto da J.J. Abrams – di cui vedremo il prossimo Mission Impossible con Tom CruiseSuper 8 è un omaggio al regista di Incontri ravvicinati e di ET. “Super 8 è un grande omaggio a questo formato di cinema che mi ha accompagnato da bambino, ma è anche una pellicola che vive di vita propria”. Afferma Abrams. In effetti l'omaggio a Spielberg, e ad un'epoca dove tutto sembrava possibile, ad un certo punto si ferma per dare spazio al mondo di Abrams ed ai suoi fantasmi, che riflettono un periodo molto meno rassicurante come quello di oggi. Quindi scompare il buonismo alieno di ET per fare spazio ad una trama vagamente horror. “E' una visione in chiave fanta-thriller della perdita dell’infanzia e dell’innocenza. Un sentimento angosciante come quello provocato dalla perdita di un genitore. Credo che tutto il genere fantasy ruoti intorno a questa idea”. Eccezionali i giovani interpreti, tutti sconosciuti, a parte Elle Fanning, sorella di Dakota, e oramai lanciatissima a Hollywood. Avviso al pubblico: rimanete fino alla fine dei titoli per una coda che include il filmato in super 8 realizzato dagli stessi attori.

 

Super 8 la dice tutta fin dal titolo, qui si torna al passato. Quindi, dimenticatevi di Twitter o Facebook, Wii e Playstation: se volete giocare con i mostri, imparate a maneggiare plastilina e pennelli per costruirli. Proprio come fanno i ragazzini protagonisti di questo film prodotto da Steven Spielberg (a cui Abrams ha voluto rendere omaggio con questo gioiello) che, con un cast semi-sconosciuto, un budget di 50 milioni di dollari, e cioè piuttosto contenuto per gli standard di Hollywood, è riuscito a incassare 37 milioni di dollari nel week end di debutto. L’arma vincente del film di Abrams è proprio il suo gusto retrò, unito alla fantascienza e all’adolescenza con tutte le sue problematiche. Come ha detto il regista: "E’ un’età che mi ha sempre affascinato perché sei in una fase intermedia tra bambino e adulto: capisci qualcosa di te ma non sai ancora cosa farai". Abrams ha anche ammesso che a quell'età si sentiva un outsider: "C'erano inseguimenti e battaglie nel film che facevo da bambino, erano ridicoli ma servivano per testare effetti speciali. Ne L'Attico avevo trasformato mia madre in un mostro. Lo facevo, insieme agli amici, per dare un senso alle nostre vite, per poter scrivere e costruire oggetti".


Il legame con Steven Spielberg si vede anche attraverso temi comuni della vita, quali la figura del padre e le origini ebraiche: "Il tema del padre è presente in Super 8. A me interessava vedere cosa accade ad un figlio unico quando manca la figura della madre. Sono cresciuto a Los Angeles e ho partecipato a molte ricorrenze ebraiche senza alcun problema. So invece che Spielberg veniva spesso emarginato a causa delle sue origini". L'infanzia è una qualità universale, anche i più vecchi si sentono ancora bambini da qualche parte: "Per altro l'innocenza dei bambini/ragazzini è il vero tema della pellicola. Non sono gli alieni il centro della narrazione, loro sono una metafora di quello che sente il ragazzo, della sua crescita, della perdita della madre. Super 8 parla di come essere felici nonostante le tragedie".  Grandioso il cast, dove, a parte Elle Fanning, sorella di Dakota, tutti i ragazzini sono attori non-professionisti. Alla prima esperienza sul set anche l’eroe del film, il quindicenne Joel Courtney, scelto tra 5.000 candidati. Pensare che era arrivato da Moscow, piccola città dell’Idaho, per recitare in uno spot pubblicitario e, invece, si è ritrovato al centro di una pellicola che è già un cult. La colonna sonora del film è un altro omaggio agli anni ottanta con Blondie, Gloria Gaynor e la mitica My Sharona dei Knack, un altro veicolo verso quel passato fatto di mangianastri, camicette a quadretti legate sotto il seno e acconciature con la riga in mezzo, che fanno scattare l’identificazione, almeno per tutti quelli che sono coetanei del regista.

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