questo sito contribuisce all'audience diiVid.it
Caricamento pagina in corso...

Somewhere

Locandina del film Somewhere
TRAILER Fermo immagine del trailer
Somewhere
(Somewhere, 2010, Usa)

“Sofia Coppola – afferma Michelle Monaghan – è il punto di equilibrio tra due modi di fare cinema: per il pubblico e per l’arte. Somewhere è l’ennesima conferma che Sofia ha contribuito a rinnovare il linguaggio cinematografico del nuovo decennio”. 

Johnny Marco (Dorff) è un celebre attore di cinema che conduce una vita di eccessi, soggiornando nel leggendario hotel Chateau Marmont sul Sunset Boulevard a Hollywood. I suoi giorni si alternano in una foschia dovuta da troppo alcool, droghe, ragazze, auto sportive e folle di fan acclamanti. Avvolto in questo mondo artificiale indotto dalla sua celebrità, Johnny ha perso qualsiasi contatto con sé stesso e con la realtà. Fino a quando l’uomo riceve la visita inaspettata della figlia 11enne Cleo (Fanning). La vicinanza inizialmente forzata con la piccola, seppure nella cornice del magnifico hotel e dopo un viaggio insieme a Milano, lo costringe a riesaminare la sua esistenza senza concedersi alcun alibi. 

“Somewhere per molti aspetti – ha affermato la Coppolaè anche un omaggio a Federico Fellini e a uno dei suoi film da me più amati, l’episodio Toby Dammit da Tre passi nel delirio. Ma c’è anche il ricordo di un viaggio che feci in Italia con papà Francis. Avevo 11 anni, proprio come Elle Fanning, che nella pellicola accompagna il protagonista Stephen Dorff a ritirare un premio a Milano, dove abbiamo girato alcune scene. Mentre scrivevo il film ho pensato molto a Toby Dammit, al suo essere ancora così moderno, un lucido sguardo sul mondo dello spettacolo che, specie a Hollywood, tramuta le personalità di tanti attori di successo. Ed ecco le risate trasformate in ghigni, il pianto in disperazione”. E sul celebre Chateau Marmont dove morì John Beluschi la regista afferma: “Non ho una fissazione con gli hotel come hanno scritto alcuni (anche Lost in translation era ambientato in un albergo). Lo Chateau Marmont è realmente un simbolo di vita a Los Angeles, un luogo dove puoi incrociare tutti e dove a volte qualcuno si rifugia in momenti di crisi privata o professionale. Nel mio film, infatti, appaiono e scompaiono molti nomi noti”.

VOTO
 

NOTIZIE CORRELATE

ULTIME NOTIZIE