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Si Accettano Miracoli

Locandina del film Si Accettano Miracoli
TRAILER Fermo immagine del trailer
Si Accettano Miracoli
(Si Accettano Miracoli, 2015, Italia)

C’era una volta Fulvio (Alessandro Siani), tagliatore di teste senza scrupoli di una nota multinazionale, che dopo aver fatto piazza pulita dei rami secchi dell’azienda viene a sua volta licenziato. La sua reazione non esattamente composta gli costa cara: un mese di servizi sociali da scontare nella casa famiglia di suo fratello Don Germano (Fabio De Luigi), parroco di un piccolo borgo del sud d’Italia. Da manager consumato e scaltro qual è, Fulvio non ci mette molto a capire che per aiutare suo fratello, i bambini e il paese c’è bisogno di un vero e proprio “miracolo”. E quindi, all'insaputa di tutti, se ne inventa uno. Questa idea all'inizio sembra funzionare a meraviglia e quel borgo dimenticato da Dio si trasforma in un luogo di culto e pellegrinaggio per migliaia di devoti. Ma quando il Vaticano invierà sul posto i vescovi a fare le verifiche del caso, il piano di Fulvio comincerà a vacillare… “Si accettano miracoli” coniuga la favola in stile disneyano con le atmosfere tipiche della nostra tradizione, dando vita a una commedia divertente e magica. In una parola “da favola”.



Questo secondo film è stato per me l'occasione per mettere a fuoco ancora meglio quello che mi piace. Con “Il principe abusivo" ho scelto di raccontare una favola comica e in quello scenario mi sono trovato bene. Per questo ho deciso di consolidarmi nel genere. Diciamo che potrei definire questo film un "fantasy-comedy", che mette insieme gli elementi fantastici tipici delle fiabe, con gli ingredienti classici della comicità: gag, battute e situazioni comiche.  L'idea di ambientare un lungometraggio in un piccolo paese di provincia ha cominciato ad attrarmi fin da quando ho girato "Benvenuti al sud". È stato in quell'occasione che ho iniziato a riflettere sulle enormi potenzialità cinematografiche dei piccoli centri. Ho detto prima che amo raccontare delle favole, e la stessa ha bisogno di un luogo un po' magico e fuori dal tempo che forse è difficile riprodurre all'interno delle frenetiche città in cui viviamo oggi. In un paesino sento di avere più spazio per i sentimenti e contemporaneamente una maggiore libertà espressiva: certi personaggi un po' sopra le righe che in un contesto urbano risulterebbero fin troppo farseschi, sono invece perfettamente credibili collocati all'interno di una piccola realtà di provincia e questo, da un punto di vista comico, è una grande opportunità. Ho scelto un tema legato al miracolo perché credo che racconti bene i tempi in cui viviamo: se oggi la gente continua ad andare avanti, nonostante la crisi, le difficoltà, i mutui, le bollette, questo è senza dubbio, già un fatto miracoloso! Mi è piaciuto molto inserirmi del tutto in una realtà piena di gente, mi nutro del loro contatto ogni giorno. Senza vivere immersi nella quotidianità è impossibile pensare di fare commedia. Un certo tipo di lavoro comico è alla ricerca dei tic. In quel caso puoi anche limitarti a osservare la realtà. Entri in un bar, ti metti in un angolo e da lì inizi a guardare la gente. Vedi cosa fa, come si muove, di che parla, come ne parla. Questo può essere un buon esercizio per creare delle macchiette. Personaggi comici a una dimensione, tormentoni da cabaret. Credo però che una buona commedia abbia bisogno di qualcosa di più profondo. Nelle storie che racconto cerco di tenere sempre ben presenti i sentimenti. La ricerca dell'aspetto umano dei personaggi. E per maneggiare questo materiale non puoi limitarti a osservare le persone seduto in un angolo. Devi entrarci in contatto, parlarci, capire cosa c'è al di là dei gesti e dei tic. In questo senso la mia città, e il calore del suo popolo, sono la mia linfa vitale.

Alessandro Siani

VOTO
 

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