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Shutter Island

Locandina del film Shutter Island
TRAILER Fermo immagine del trailer
Shutter Island
(Shutter Island, 2010, Usa)

Un libro di culto, scritto da Dennis Lehane, autore di Mystic River. Un grande regista, Martin Scorsese, che spinge il romanzo alle estreme conseguenze. Un protagonista, Leonardo Di Caprio, in stato di grazia.

 

 

1954. L'agente federale Teddy Daniels (Di Caprio) viene inviato sull'isola di Shutter, al largo delle coste del New England, con un incarico delicato. Una paziente dell'Ashecliffe Hospital, istituto per la detenzione e la cura dei criminali psicopatici, è scomparsa misteriosamente. Apparentemente Rachel Solando (Mortimer), una madre omicida, paziente numero 67, sarebbe riuscita a fuggire da una cella blindata dell’impenetrabile prigione-manicomio. Ma su quell'isola, che un uragano travolge impedendo qualunque collegamento con la terra ferma, niente è davvero quello che sembra: cosa succede veramente in quell'ospedale? E che cosa sta cercando Teddy Daniels? Una detenuta inspiegabilmente scomparsa, oppure le prove che all'Ashecliffe Hospital si fanno esperimenti sugli esseri umani? C'è inoltre qualcosa di torbido che lo tocca più nel profondo, e che riguarda i fantasmi che da tempo lo tormentano, da quando l'adorata moglie è morta tragicamente in un incendio doloso. E quanto più Teddy si avvicina alla verità, tanto più la morsa si stringe intorno a lui.

 

 

Tra l’idea e la realtà tra il movimento e l’azione c’è l’ombra” (T.S. Eliot, “The Hollow Men”). E' la chiave di questo viaggio all'inferno, nella linea d'ombra che separa la normalità dalla follia, e che avvicina questo ultimo, magistrale lavoro di Scorsese ad Hitchcock, Welles, Coppola e dichiaratamente all' Espressionismo Tedesco de Il Gabinetto del Dottor Caligari.Mi ero completamente immedesimato nel tormento di Teddy - ha affermato Scorsese - mentre leggevo il libro. Ne sono rimasto ossessionato. Leggevo e vedevo il film. Così mi sono preso il rischio di portare sullo schermo l’alterazione di una mente confusa, l’ossessione, appunto, che non ti fa più distinguere realtà e fantasia. Anche se non è un film centrato sulla follia ma sulla violenza e sul riscatto dalla violenza, da sempre un mio tema chiave”. “Voglio dire - ha continuato - che chi ha fatto il lavoro più difficile è stato Leonardo DiCaprio che ha affrontato un percorso doloroso nella propria identità e in quella del suo personaggio”. "Il mio ruolo ha una duplicita' - ha aggiunto Di Caprio -. Con Martin abbiamo provato a sperimentare estremi di comportamento e ci siamo spinti molto oltre. Questo e' certamente il personaggio piu' complesso, dark e violento che abbia mai interpretato". Da segnalare le splendide scenografie di Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, anche loro fedelissimi del regista, che hanno affermato: “Shutter Island è stata una produzione molto impegnativa soprattutto per via della ricostruzione del manicomio criminale in cui si svolge gran parte del film. Un lavoro enorme, preceduto da una laboriosa ricerca: alcune scene dovevano evocare il lager di Dachau che, nel film, rivediamo in numerosi flashback”.

 

 

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