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Scusate se esisto!

Locandina del film Scusate se esisto!
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Scusate se esisto!
(Scusate se esisto!, 2014, Italia)

Serena è un architetto dal talento straordinario. Dopo una serie di successi professionali all'estero, ha deciso di tornare a lavorare in Italia, perché ama il suo paese.
Nell'avventurosa ricerca di un posto di lavoro si trova di fronte a una scelta folle, farsi passare per quello che tutti si aspettano che lei sia: un uomo… O così pare.
Nel frattempo incontra Francesco. Bello e affascinante.
Il compagno ideale. Se non fosse che a lui non piacciono le donne… O così pare.
Tra Serena e Francesco nasce un rapporto intenso e diventano la coppia perfetta…
Pronti a tutto pur di darsi una mano saranno costretti a condividere segreti e inganni perché a volte, per essere davvero se stessi, è meglio fingersi qualcun altro!

LA PAROLA AI PROTAGONISTI

 

Riccardo Milani (Regista)

 

Come è nato questo progetto?

 

Io e Paola Cortellesi ci confrontiamo come avviene in tutte le famiglie su quello che ci succede intorno, e il film è nato in casa leggendo i giornali, commentando le notizie. L’idea del soggetto prende spunto dal bisogno, sempre più diffuso, di non dire tutta la verità, di nascondere certi aspetti della propria vita, fingendo per alcuni motivi o per esigenze professionali di essere qualcun altro. Nella sceneggiatura che Paola ed io abbiamo iniziato a scrivere con Furio Andreotti e Giulia Calenda abbiamo voluto toccare diversi temi, ma quello che forse li riunisce tutti è la tendenza a nascondersi, a non essere totalmente noi stessi, a dar vita a certi compromessi che ormai sono all'ordine del giorno: in fondo capita un po’ a tutti, nessuno racconta sempre tutta la verità e a volte persino nei rapporti più consolidati c’è la necessità di occultare qualcosa. Il copione ha poi preso una piega decisa sulle maggiori difficoltà che le donne incontrano quando intraprendono certi mestieri in cui, storicamente, c’è sempre stata una prevalenza maschile: è innegabile che tuttora in alcuni settori professionali l’elemento femminile venga perennemente ignorato. Tutte queste riflessioni ci hanno portato a raccontare una vicenda in cui la protagonista femminile rappresentasse una testimone del nostro tempo, e a voler descrivere la condizione di un Paese come il nostro che è migliore di come gli stessi italiani lo descrivono ma non è capace di difendere     mai fino in fondo la propria identità.

 

 

Paola Cortellesi

 

Il film racconta anche una storia d'amore piuttosto atipica

 

Sì, ci piaceva l'idea di portare in scena un rapporto d’amore inusuale:nelle commedie romantiche la coppia è per convenzione quella tradizionale, ma nella vita esistono tante coppie che possono essere riconosciute come tali anche se danno vita ad un amore insolito. Raoul Bova nel cinema incarna il sex symbol per antonomasia, ma questa volta il suo personaggio, Francesco, è controcorrente rispetto a quello che ci si aspetta e si rivela molto vero e attuale per le tematiche che volevamo portare in scena. Quando Serena lo incontra se ne innamora perdutamente al primo sguardo, capisce che quella persona misteriosa (di cui si sa che ha divorziato, che ha cambiato vita da poco e ha un figlio da un precedente matrimonio) è l’uomo della sua vita, salvo poi scoprire che lui ha un altro orientamento sessuale.I due però sviluppano un legame di profonda amicizia e intimità, vanno a vivere insieme, sentono di volersi prendere cura l’uno dell’altro e danno vita ad un vero e proprio rapporto d’amore, sebbene meno convenzionale. Forti di un'intensa complicità, Serena e Francesco saranno pronti a tutto per aiutarsi, condividendo segreti e inganni e impersonando il contrario di ciò sono in realtà, perché anche in questa occasione per essere se stessi è necessario fingersi qualcun altro:quando si fingerà l’assistente dell’architetto Bruno Serena, lei avrà bisogno di una figura maschile che interpreti la parte del suo capo e che le regga il gioco, e questo darà vita a una serie continua di equivoci.

 

Raoul Bova

 

Con quale atteggiamento si è accostato al film?

 

Quando me lo hanno proposto ho capito subito che avrebbe rappresentato per me qualcosa di insolito e stimolante. Il copione era scritto molto bene; le vicende di Serena una donna capace che non riesce a trovare lavoro perché è vittima di preconcetti, mettevano in rilievo diverse questioni importanti della nostra vita quotidiana e sociale ed erano raccontate con grande eleganza e delicatezza. Francesco, il mio personaggio era trattato con grande sottigliezza e intelligenza; anche lui è vittima per motivi diversi di altri pregiudizi così come lo è Serena. Francesco è omosessuale e nonostante le recenti aperture in materia si trova spesso a dover nascondere la sua condizione e a subire chiusure e ostilità assurde. Lui e Serena vivono, con le dovute differenze, analoghi problemi di isolamento ma presto nasce tra loro un rapporto romantico e bellissimo, ricco di affinità, sfumature e intese profonde, una vera e propria storia d’amore allo stato più elevato che mi ha molto colpito. Mi sento onorato di far parte di questa commedia intelligente e garbata insieme a Paola Cortellesi - a cui sono legato da tempo da grande stima e affetto - e a Riccardo Milani, che stimo pure moltissimo, in una produzione importante che mi ha fatto sentire sempre protetto e a mio agio.

VOTO
 

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